Il MUSEO delle CERE più BRUTTO del mondo

Una galleria degli orrori con statue deformi e personaggi ritratti ben poco fedelmente

Credits museu_izidoroarmacollo IG - Museo delle Cere di Rolandia - Regina Elisabetta

Le statue di questo museo assomigliano poco ai personaggi che dovrebbero rappresentare e soprattutto hanno sembianze deformi e espressioni inquietanti dei volti. Scopriamo la galleria degli orrori.

Il MUSEO delle CERE più BRUTTO del mondo

# Un “tesoro” sconosciuto fino a qualche anno fa

Credits museu_izidoroarmacollo IG – Museo Armacollo

Fino a qualche tempo fa la presenza di questa esposizione di statue di cera, a Rolandia in una chiesa del sud del Brasile, era conosciuta solo dagli abitanti della zona. Quando circa sei anni fa il canale brasiliano UnitTv ha fatto un reportage della chiesa, diffuso poi via twitter, tutto il mondo ne è venuto a conoscenza. Il museo delle cere è stato presto ribattezzato “storia dell’orrore brasiliana”.


Da allora questa collezione poco riuscita, realizzata dall’artista locale Arlindo Armacollo, è per molti il museo delle cere più brutto del mondo. Nel 2015 è stato realizzato un nuovo edificio per ospitare tutte le opere in un percorso guidato.

# La galleria degli orrori: dalla Regina Elisabetta a John F. Kennedy

I personaggi rappresentati in questo museo delle cere non solo sono poco fedeli agli originali, ma sembra di trovarsi dentro una galleria degli orrori. Tra sembianze deformi, espressioni contorte e inquietanti dei volti e corpi sproporzionati, non c’è una statua di cera che si salvi.

Troviamo un Charlie Chaplin grasso, la Regina Elisabetta con il viso squadrato, Ayrton Senna irriconoscibile, Lady Diana somigliante a Heather Parisi, Mahatma Gandhi terrificante. Tra le figure poco somiglianti ci sono anche Nelson Mandela, Papa Francesco, Martin Luther King, John F. Kennedy e Madre Teresa di Calcutta. 



 

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FABIO MARCOMIN

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Fabio Marcomin
Laurea in Strategia e Comunicazione d’Impresa a Reggio Emilia, ICT & Marketing è il mio background. Curioso del futuro e delle tecnologie più innovative: Bitcoin, cryptovalute e blockchain sono le parole che mi guidano da alcuni anni. Dal 2012 a Milano, per metà milanese da parte di madre, amante della città e appassionato di trasporti e architettura: ho scelto Milano per vivere e lavorare perché la ritengo la mia città ideale.