🛑 Dati e previsioni UE: chi ha sacrificato l’ECONOMIA ha sacrificato anche la SALUTE

Mettendo in collegamento risultati economici e risultati sanitari emerge un dato inquietante. Chi ha deciso di sacrificare l'economia per la salute alla fine ha sacrificato entrambe


Non è stato un anno felice per nessun paese europeo. Ma per l’Italia è stato un autentico disastro: primo per numero di morti, secondo per crollo dell’economia. E mettendo in collegamento risultati economici e risultati sanitari emerge un dato inquietante. 

🛑 Dati e previsioni UE: chi ha sacrificato l’ECONOMIA ha sacrificato anche la SALUTE

# Le previsioni UE: Irlanda, Lituania e Svezia tra un anno avranno cancellato le perdite del Covid

La Commissione Europea ha stimato la previsione di variazione del PIL dal livello pre-pandemia calcolata alla fine dell’anno prossimo, per misurare la capacità di ripresa dei diversi Paesi. In base ai conti che si faranno tra un anno, si prevede che il Covid avrà sì colpito tutti eppure l’impatto sulle diverse economie risulterà molto variegato.


Addirittura ci saranno due paesi che saranno riusciti a crescere dall’inizio della pandemia: Lituania e Irlanda dovrebbero arrivare attorno al +1% di Pil alla fine del 2021. Altre nazioni saranno tornate vicine ai livelli pre-Covid, come la Svezia, che registrerà un calo di appena lo 0,2%. Dietro la Svezia ci sono altri paesi scandinavi, come Danimarca e Finlandia, con un -1,7%, mentre il colosso tedesco dovrebbe limitare le perdite al 2%. 

# Spagna e Italia saranno in grave perdita anche tra un anno

Nel gruppo dei paesi che registreranno le perdite peggiori ci sono invece, tra il -4,1% e il 4,5%, Francia, Portogallo, Grecia e Belgio. In coda ci sono l’Italia che segnerà ancora una perdita del Pil del 6,2% e la Spagna con l’8%.

Il crollo dell’economia per certi aspetti non sorprende. Fin da subito il governo italiano ha preso una decisione chiara: sacrificare tutto, in particolare l’economia, pur di salvare vite umane. Queste previsioni dimostrano che il sacrificio è stato imponente. Ma è riuscita almeno a centrare l’obiettivo sanitario?



# Italia prima in Europa per numero complessivo di morti, seconda al mondo in rapporto al numero di abitanti

La strategia del nostro Paese di attuare un primo e lungo lockdown in primavera, seguito ad altre chiusure, in autunno, e ora delle nuove programmate per le festività di Natale, aveva l’intento di limitare i danni sanitari e ridurre al minimo il numero di decessi. Questa strategia ha sicuramente compromesso l’economia, ma per quanto riguarda l’impatto sulle vite umane, i risultati non sembrano migliori. Anzi. Lo dimostrano questi 3 indicatori:

#1 Decessi per 100.000 abitanti/settimana: l’Italia tra le peggiori anche nella seconda ondata

Nella prima ondata del Covid l’Italia è stata travolta registrando i danni peggiori in Europa. La scusa principale è stata di essere stati colpiti per primi e aver così consentito ad altri paesi di intervenire in modo migliore. La seconda ondata ha invece colpito l’Italia dopo altri paesi. Questo ha consentito al nostro Paese di far fronte all’emergenza in modo migliore degli altri? Così non sembra. Se si prendono le ultime due settimane, l’Italia risulta ancora al vertice per numero di decessi ogni 100.000 abitanti, una quantità di quattro volte superiore rispetto a un paese come la Svezia che non ha adottato nessun lockdown o non ha imposto misure restrittive ma solo raccomandazioni ai suoi cittadini. 

Numero di morti per centomila abitanti per settimana (calcolata sulle ultime due settimane): 
Austria: 8,45
Italia: 8,02
Polonia: 7,7
Rep. Ceca: 6,9
Belgio: 5,7
Romania: 5,65
Portogallo: 5,5
Regno Unito: 4,45
Francia: 4,15
Germania: 3,45
Spagna: 3,15
Svezia: 2,5
Paesi Bassi: 2

(fonte ECDC, media delle ultime due settimane, ultimo aggiornamento 16/12/2020)

#2 Decessi per milione di abitanti: Belgio e Italia i due paesi peggiori in Europa e nel mondo

Decessi per milione di abitanti

Escludendo San Marino, che ha poco più di 33.000 abitanti, a livello europeo e mondiale il Belgio è primo con 1.582 morti ogni milione di abitanti, il nostro Paese è al secondo posto con 1.113, a seguire Bosnia ed Erzegovina con 1.085, Slovenia con 1.074 e Macedonia del nord con 1.068 che hanno un popolazione poco numerosa. Se si prendono quelle più comparabili al nostro Paese, subito dopo di noi c’è la Spagna con 1.043 decessi ogni milione di abitanti e il Regno Unito con 971

Da considerare che Belgio e Italia risultano anche i due paesi con il maggior numero di morti Covid per abitanti al mondo, avendo l’Italia da poco superato anche il Perù, ora al terzo posto. 

#3 Decessi totali: Italia al primo posto

Decessi totali Europa

Con 67.220 morti l’Italia detiene il triste primato in Europa, davanti al Regno Unito con 66.502, alla Francia con 59.619, alla Russia con 49.762 e alla Spagna con 48.777, al sesto posto la Germania che con 25.165 conta un quasi due volte e mezzo in meno i nostri decessi nonostante 20 milioni di abitanti in più. 

A livello mondiale l’Italia è il quinto paese al mondo per numero di morti totali, superata però da nazioni con molti più abitanti: USA, India, Brasile e Russia. 

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Fonte: Worldometers

# Un dato inquietante: i Paesi che hanno adottato le misure più restrittive sono quelle che registrano il maggior numero di morti insieme al più grande calo dell’economia

Riprendendo le stime della UE e cercando un punto in comune tra i paesi con il calo peggiore e, viceversa, tra quelli che hanno limitato i danni, l’unico punto in comune sembra questo: il tipo di misure adottate.

I tre paesi in fondo alla classifica per il calo dell’economia, Spagna, Belgio e Italia, risultano essere i paesi che hanno adottato le misure più restrittive. Tutti hanno applicato dei lockdown duri ed estesi nel tempo. Sono tra l’altro i tre paesi che hanno applicato le regole più rigide in materia di mascherine. E se si guarda il numero di morti, sono anche i tre paesi europei che registrano il maggior numero di morti Covid per abitanti.

All’opposto ai primi posti nella ripresa economica troviamo Lituania e Svezia che risultano i due paesi che hanno applicato le minori restrizioni a livello europeo. E che tra l’altro registrano tra i migliori risultati anche in ambito sanitario. 

Più in generale le migliori sei Nazioni della classifica sulle previsioni del Pil per il 2021 non rientarno tra le prime dieci per decessi ogni milione di abitanti

Il risultato inquietante che emerge dunque da questi dati è: decidere di sacrificare l’economia per la salute significa alla fine sacrificare entrambe.

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