Crocetta di Milano: ecco perché la fermata della metro gialla si chiama così

Visto il successo della storia di Lodi T.I.B.B.: la storia della sigla incomprensibile che dà il nome alla fermatatorniamo sui nomi delle fermate della metropolitana di Milano e veniamo a Crocetta, perché si chiama così? 

In rete e sulla letteratura di mia conoscenza, le fonti trovate non mi erano granché utili. 
Dal web apprendo infatti che la posa dei binari cominciò l’8 settembre 1981, che la tratta da Duomo a Porta Romana entrò in servizio solo il 16 dicembre 1990, ma nessuna citazione sul perché del nome, ‘Crocetta’.

Uscendo dalla omonima fermata della metropolitana, nella piazzetta-spartitraffico che divide Corso di Porta Romana da Corso di Porta Vigentina, si trova un obelisco con in cima la scultura di un Santo, Calimero. Nessuna crocetta. E allora?

Decido allora di rivolgermi a Giovanna Ferrante, scrittrice, giornalista, autrice e conduttrice di trasmissioni radiofoniche. Giovanna è una studiosa di tradizioni meneghine, nota filantropa milanese (nel 2007 le è stato conferito l’Ambrogino D’Oro), nonchè fondatrice della Fondazione Renata Quattropani Onlus dedicata ai pazienti affetti di Leucemia Linfatica Cronica (www.fondazionequattropani.org). Giovanna, per me come per molti, è la Signora Ferrante conosce tutto di Milano. Mi rivolgo a lei.

Giovanna, cos’è una ‘crocetta’?
Il termine Crocetta indica una croce stazionale. Venivano poste nei crocevia con accanto piccoli altari, in funzione di chiesa all’aperto, durante le epoche flagellate dalla peste.

Che ruolo avevano le crocette, nella devozione popolare?
Collocate in luoghi di gran passaggio, permettevano anche agli ammalati di seguire le funzioni religiose pur rimanendo nelle loro case (un altro esempio simile, sia pur molto rimaneggiato, è la Colonna del Verziere che ancora oggi si trova in Largo Augusto, N.d.r. – foto a destra).

Da dove deriva il nome della Crocetta di Milano?
Crocetta di Porta Romana fu voluta da San Carlo come molte altre in diverse zone della città. Del resto, proprio il Cinquecento fu secolo tragico per le pestilenze.

Ma la croce non c’è più…
Venne sostituita nel 1700 con la statua di San Calimero, quarto Vescovo di Milano dal 270 al 280 d.C. molto amato dai milanesi che a lui dedicarono una Basilica.

Ecco finalmente spiegato il mistero della Crocetta di Milano.