La RIVOLUZIONE nei trasporti: arrivano il primo Pick Up e il primo Camion con motore a IDROGENO. Presto le auto?

In arrivo il primo pick up e il primo camion a idrogeno prodotti in serie al mondo

Hyundai-HDC-6-Neptune. Credits: Wired.it

E’ ormai certo che il futuro del mondo dei trasporti sarà legato all’idrogeno. Metteremo un giorno in soffitta la propulsione con idrocarburi? Una rivoluzione che potrebbe travolgere anche le vetture con batterie elettriche. Vediamo le novità in arrivo.  

La RIVOLUZIONE nei trasporti: arrivano il primo Pick Up e il primo Camion con motore a IDROGENO. Presto le auto?

Inesauribile perché estraibile anche, tramite scissione, dall’acqua e le nuove frontiere tecnologiche stanno consentendo di ottenere questo risultato con lavorazioni sempre più economiche ed ecologiche. Va da se che auto ma anche treni ed aerei avranno il cuore pulsante alimentato proprio dall’idrocarburo che, una volta espletato il proprio lavoro, verrà rimesso nell’ambiente sotto forma di vapore acqueo.


La sfida nel mondo dei pick up: quasi duemila chilometri di autonomia

Il pick up della Glickenhaus

In questo direzione stanno andando tutte le principali case automobilistiche e, di conseguenza, stanno preparando il lancio sul mercato di varie tipologie di mezzi. Poco tempo dopo la sfortunata presentazione del Cybertruck di Tesla, un pickup completamente elettrico e teoricamente indistruttibile, l’americana Glickenhaus annuncia il prossimo lancio sul mercato di un veicolo a idrogeno, molto versatile e che, per sottolineare l’affidabilità e la robustezza del mezzo, parteciperà alla massacrante Baja 1000 che si svolge nella Baja California. Una sfida che potrà permettere, in caso di esito positivo, di entrare nell’olimpo dei mezzi più affidabili al mondo, forte anche del fatto che Glickenhaus ha dichiarato che il proprio mezzo avrà una autonomia minima di 900 km per il modello a 4 porte mentre quello a due porte, decisamente più aggressivo, potrà percorrere fino a 1800 km senza bisogno di rifornirsi.

Il primo camion a idrogeno prodotto in serie al mondo

Hyundai: camion a idrogeno. Credits: alvolante.it

Mentre le case automobilistiche preparano le contromosse e sono in fase di studio avanzato treni ed aerei alimentati ad idrogeno, la rivoluzione si estende anche agli autotrasporti. La Hyundai, forte di una esperienza ventennale nella ricerca e sviluppo di mezzi mossi grazie a celle a combustione, ha diffuso le immagini di una nuova versione dello Xcient Fuel Cell, il primo camion alimentato a idrogeno prodotto in serie al mondo.

Xcient Fuel Cell 2021 ha una doppia alimentazione, a idrogeno ed elettrica: è dotato di un sistema di celle a combustibile a idrogeno da 180 kW, a questo si ggiungono due batterie da 90 kW ciascuna e un motore elettrico da 350 kW con una coppia massima di 2.237 Nm. Sette serbatoi contengono circa 31 kg di idrogeno, mentre il motore elettrico è alimentato da tre batterie.



L’autonomia è di circa 400 km. Il rifornimento per un pieno di idrogeno richiede dai 10 ai 20 minuti. Hyundai inizierà la produzione di Xcient Fuel Cell 2021 nell’agosto di quest’anno. 

I problemi ancora da risolvere

L’impatto ambientale di questi camion è determinante per spingere le case automobilistiche nel tornare a investire in una tecnologia che sembrava fosse stata accantonata definitivamente qualche anno fa. I costi per ricavare l’idrogeno, i costi di stoccaggio e infine quello dei mezzi pareva avessero messo prematuramente fine allo sviluppo di questa tecnologia. Ora, con la piena consapevolezza che bisogna trovare soluzioni alternative ai motori a scoppio e che le auto elettriche a pila non hanno un futuro così roseo come inizialmente prospettato, quelle propulse ad idrogeno stanno producendo nuovi stimoli per una ricerca sempre più importante.

I problemi sono ancora molti, infatti oltre a quelli già citati manca una rete di distribuzione, purtroppo sono ancora necessari materiali molto costosi per garantire un funzionamento soddisfacente dei mezzi e, non ultimo, non vi è una sicurezza pari ai mezzi tradizionali per non parlare di quelli elettrici in caso di incidente. Ma la direzione sembra ormai questa e, nonostante alcuni fattori decisamente importanti, i futuri benefici che si otterranno con la propulsione a celle di idrogeno sgombrano il campo da ogni dubbio e aprono la strada alla più grande sfida nel mondo dei trasporti dopo l’arrivo del motore a scoppio.

Continua la lettura con: a Milano la prima metrontranvia a idrogeno?

ROBERTO BINAGHI
 

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Roberto Binaghi
Nato a Milano il 25 agosto 1965. Sin da bambino frequento l’azienda di famiglia (allora una tipografia, ora azienda di comunicazione e stampa) dove entrerò ufficialmente a 17 anni. Diplomato Geometra all’Istituto Cattaneo a 27 anni e dopo aver abbandonato gli studi grafici a 17, mi iscrivo a Scienze Politiche ma lascio definitivamente 2 anni dopo per dedicare il mio tempo libero alla famiglia e allo sport. Sono padre di Matteo, 21 anni, e Luca, 19 anni. Sono stato accanito lettore di quotidiani e libri storico-politici, ho frequentato gruppi politici e di imprenditori senza mai tesserarmi, per anni ho seguito la situazione politica italiana collaborando anche con L’Indipendente allora diretto da Vittorio Feltri e Pialuisa Bianco (1992-1994). Per questioni di cuore ho iniziato a seguire il mondo del basket dilettantistico ricoprendo il ruolo di dirigente della società Ebro per oltre 10 anni e della Bocconi Basket FIP dal settembre 2019 (ruolo che ricoprirò anche per la prossima stagione). Nel corso degli anni ho contribuito allo sviluppo di alcune start-up e seguito alcuni progetti di mia ideazione che hanno come obiettivo la rivalutazione del patrimonio meneghino oltre che un chiaro interesse sociale.