MILANO sta perdendo i TRANVIERI

"Da grande voglio fare il posto fisso". Ma non a Milano

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Credits Andrea Cherchi - Tram e Metro dall'alto

Oggi a Milano non sembra più esserci il mito del posto fisso. Almeno per certi posti. Ad esempio, pare che nessuno voglia più lavorare in Atm. Questo ha conseguenze su tutti, perché si traduce in meno corse e in ritardi. Ma quali sono i motivi?

MILANO sta perdendo i TRANVIERI

# Mancano 300 autisti

Credits: @amilanopuoi
Piazza Cordusio

Da grande voglio fare il posto fisso, diceva il piccolo Checco Zalone nel film “Quo vado”. E una volta ottenuto – impiegato nell’ufficio provinciale licenze caccia e pesca –  lo ha difeso a tutti i costi, anche accettando trasferimenti assurdi, dalla Val di Susa a Lampedusa, per finire al Polo Nord. 

Oggi a Milano non sembra più esserci questo mito. Contratto sicuro, tempo indeterminato, ferie e malattia pagate sembrano non interessare più i milanesi. Alla fine del 2023 Atm ha lanciato per una nuova campagna assunzioni che prevede l’inserimento di 600 nuove risorse, ma fatica a reperirle. Un problema che ci tocca tutti: per mancanza di personale è stata costretta a tagliare le corse di 31 linee di superficie, date le attese infinite alle banchine degli utenti che aspettavamo invano un mezzo che non sarebbe mai arrivato. Mancano per l’esattezza 300 autisti, i posti rimanenti sono destinati a lavori d’ufficio, operai e tecnici di manutenzione che andranno ad occuparsi dei sistemi di segnalamento, delle sottostazioni elettriche di alimentazione della metropolitana, degli impianti della rete aerea di tram e filobus.

Per invogliare i potenziali conducenti sono state messi in campo alcuni interventi: finanziato l’intero costo del corso per l’ottenimento della patente D+CQC per 150 persone, fino a 1.500 euro di rimborso spese per chi no frequenta corsi convenzionati e 33 voucher dal valore di 3000 euro lordi, per coprire le spese iniziali dell’affitto di residenti fuori dall’area Metropolitana di Milano. 

Ma perché i milanesi non vogliono più fare questi mestieri, condurre questi mezzi, candidarsi per aggiudicarsi il posto fisso? 

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Proviamo, in maniera semiseria, a fare cinque ipotesi.

#1 Voglia di immagine: meglio fare l’influencer che guidare un tram

Sotto la Madonnina ormai l’aspirazione che va per la maggiore è quella di diventare influencer. Di aprire e chiudere la manetta del tram o di buttarsi nella giungla delle strade milanesi con un bestione di 18 metri non se ne parla nemmeno. Mettendoci disciplina e dedizione, realizzando dei video idioti, si può diventare un tik toker di successo. Oppure si può cercare di sbancare facendo educational per youtube

#2 I milanesi puntano al business

Credits: it.freepik.com

I milanesi, si sa, puntano al business, a sentirsi in call, ad organizzare meeting per fare summit e planning su come fare girare il grano. Il tranviere, certo della sua paga che arria puntuale il 27 del mese, di danèe non è che ne riempia i forzieri. 

#3 Reddito di cittadinanza, disoccupazione, bonus e anni sabbatici hanno tolto la voglia di lavorare

L’onda lunga del covid potrebbe aver spento la fiammella della passione per il lavoro dei giovani meneghini. Tra smart working e reddito di cittadinanza, seppur oggi in altra formula e destinato a una platea ristretta, tra disoccupazione e anni sabbatici de laurà g’hann minga vöja. La grotta (non quella di Platone ma quella che aveva evocato il primo cittadino, Beppe Sala) è comoda, calda, sicura, rassicurante, dotata di wifi e, tutto sommato, piacevole. Perché mai dovrebbero abbandonarla?

Leggi anche: Sala contro lo Smart working: “torniamo al lavoro”

#4 Una fetta dei ragazzi sono seguaci di Greta: vogliono guidare una flotta full-electric. Oppure andare a piedi

Ufficio Stampa Atm – Deposito bus Electric

Mettiamo che buona fetta dei ragazzi diplomati siano seguaci di Greta e pertanto per nessuna ragione al mondo si metterebbero alla guida di mezzi inquinanti, che producono CO2 in eccesso e dissipano in maniera spregiudicata del calore in atmosfera. Pensano: solo quando tutta la flotta di Atm sarà completamente elettrica, o meglio, full electric, potrò salirci sopra. In tal caso andrebbe detto loro che oggi più dell’70% del servizio di trasporto pubblico di Milano usa come fonte energetica la corrente (e solo da fonti rinnovabili, off course). E che nel 2026 il 50% dei bus in circolazione dai depositi saranno elettrici, entro il 2030 tutti i 1200. 

Leggi anche: GREEN WALL e BOSCO URBANO: le novità di ATM per il futuro di Milano

#5 Una forma di resistenza: i milanesi vogliono provocare il Ministro della Pubblica Amministrazione

L’ultima ipotesi è che i giovani milanesi vogliono provocare i loro subdoli nemici. L’ex ministro Brunetta, che ha dato dei fannulloni agli statali in smart working, e la ex Fornero, che aveva chiamato bamboccioni i diplomati e laureati italici che a suo giudizio stavano troppo sotto la gonnella di mammà. I milanesi vogliono provocare il Ministero della Pubblica Amministrazione e chi ne è alla guida, vogliono che si accorgano di loro e vengano messi al centro di una delle loro mirabolanti invettive sociali.

Un po’ come ai tempi degli austriaci: dallo sciopero del fumo si è arrivati alle barricate delle 5 Giornate. Accadrà anche con il rifiuto del lavoro?

Continua la lettura con: TRAM come METRO: la LIGHT RAIL sarebbe utile per Milano?

LEONARDO MENEGHINO

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2 COMMENTI

  1. Forse anche lo stipendio bassissimo con a rischio la vita data l alta delinquenza in più un lavoro a turni
    E si domandano perché non trovano persone?

  2. Stipendi ridicoli, ferie pagate se preghi, notturni praticamente non pagati, turni impossibili, però secondo “Leonardo Meneghino” questi problemi non esistono

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