VIA DEI CONDOTTI: dove a tutti è concesso sognare

La via nel cuore di Roma

ROME, ITALY - MAY 03: Father and son ride a bicycle in Via Condotti empty of of tourists during the Coronavirus (Covid-19) pandemic, on May 03, 2020 in Rome, Italy. Italy will remain on lockdown to stem the transmission of the Coronavirus (Covid-19), slowly easing restrictions. (Photo by Silvia Lore/Getty Images)

Collega Trinità dei Monti con Via del Corso, ha negozi esclusivi, palazzi rinascimentali, il Caffè più antico di Roma e sa come farsi amare. Via dei Condotti non è solamente una via. E’ un pezzo di Roma fatto della stessa materia dei sogni. E’ una via bella come un sogno bello e come in un sogno bello sa far sentire sensazione particolari.


VIA DEI CONDOTTI: dove a tutti è concesso sognare

Quando ci si è dentro sembra corta. Poi si scopre che non finisce perché chi la percorre rallenta. Il tempo si ferma quando si è a Via dei Condotti e non importa da quale lato la si prenda, lei sa catturare lo sguardo. Così i minuti possono diventare ore e gli elementi guardati dettagli. Il fregio settecentesco del portone di un palazzo. Un gioiello nella vetrina di Bulgari.  Oppure scorci interi. Una linea retta che corre verso un punto in lontananza, quello dove la strada, nascosta nell’ombra, finisce in un bagno di luce. Piazza di Spagna. Qui la via diventa fluida, fontana con l’acqua che sgorga e zampilla per poi accompagnare lo sguardo verso l’alto. Una scalinata, Trinità dei Monti, la sua Chiesa e i due campanili a fermare finalmente lo sguardo come di fronte a un picco delle Alpi.

Questa è Via dei Condotti e chi la percorre può sentirsi Audrey Hepburn o Jacki Onassis, Ronaldo o Chiara Ferragni, Giorgio Armani o Lady Gaga, Cenerentola o Bianca Neve. In realtà non importa chi si è quando si percorre Via dei Condotti perchè è questa via a definire chi la percorre. Qui il sogno diventa realtà e così Roma può sembrare più all’avanguardia di Tokyo, una ragazza può sentirsi più regina di Elisabetta d’Inghilterra, un uomo d’affari può scoprire l’amore e una donna di casa il business. A via dei Condotti non interessa cosa indossi e da dove vieni, lei è li, distesa, come un personale tappeto rosso pronto a diventare la passerella di ciascuno.



E’ così che questa via ha imparato a farsi amare, senza condizioni, da tutti, romani e non. Una via con un nome che rievoca secoli di storia legati all’acqua. In questa area confluivano le tre condotte dell’acquedotto Vergine ripristinate intorno al 1450 per portare l’acqua dal Pincio a Fontana di Trevi. C’è poi una leggenda che racconta una storia diversa e più antica.  Il termine “condotti” deriverebbe dal latino ducti, guidati, con riferimento ai soldati di Agrippa che nel 19 a. C., assetati, furono condotti da una fanciulla, virgo, alla sorgente dell’acqua, alla quale fu dato il nome di Acqua Vergine.  

Qualunque sia la storia del suo nome, questa via, da ovunque la si guardi esprime bellezza ed eleganza, non solo per i negozi di lusso, ma per gli splendidi edifici che la contornano e che hanno ospitato illustri nomi come quello di  Stendhal, che dimorò al civico 11 nel palazzo Maruscelli Lepri o di Goldoni che visse per qualche tempo nell’ex Ospizio dei Trinitari Castigliani al civico 47.

Ma sicuramente è il celeberrimo Caffè Greco al civico 86, il più antico di Roma, a ricoprire il ruolo di maggiore attrattiva della strada. Il nome del locale deriva dal fatto che Nicola della Maddalena, il caffettiere che lo ha fondato nel 1760, era greco. Il locale conserva tuttora il suo aspetto ottocentesco e nella celebre sala Omnibus ospitava periodicamente studiosi e accademici, cultori in particolare della città di Roma.

FRANCESCA SPINOLA

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