La TUSCIA: le 5 meraviglie della terra più MISTERIOSA dell’Italia Centrale

Dalla bellezza impressionante, la Tuscia laziale è testimone della storia del popolo etrusco. Ricca di borghi medievali e di sorprese naturalistiche, è una delle zone d'Italia che sorprende di più

credit: siviaggia.it

Tuscia è il nome di una terra che discende dagli Etruschi, popolo pacifico, di contadini, di artigiani, di musicisti goderecci. Una terra, oggi poco conosciuta, che è stata scelta nei secoli come luogo di vacanza da signorotti, da nobili e persino dal Papa.

La TUSCIA: le 5 meraviglie della terra più MISTERIOSA dell’Italia Centrale

Nella Tuscia Laziale si possono trovare ancora le tracce della popolazione etrusca: Tarquinia e Vulci sono due siti archeologici che nascondono ancora l’anima di questo popolo, si possono visitare le tombe etrusche e i resti delle rovine delle loro città stato (per l’appunto un popolo illuminato anche dal punto di vista politico).


# La meta estiva delle grandi famiglie del medioevo

credit: vacanzelandia.com

Un popolo pacifico poi inglobato dalla furia dei Romani, un territorio che si è congelato per anni, restando un’oasi di tranquillità accanto alla grande Roma. Proprio per la sua calma è diventata la meta estiva delle grandi famiglie del medioevo, infatti l’area pullula di castelli e di tenute, ancora oggi visitabili con i loro Giardini all’italiana. Villa Lante a Bagnaia, Palazzo Farnese a Caprarola, Castello Orsini di Vasanello, Castello Ruspoli di Vignanello, solo per citarne alcuni, sono luoghi incantati in cui sembra di tornare indietro nel tempo.

# il parco dei Mostri di Bomarzo

Credits: @viaggiuniversitari.it
parco dei Mostri di Bomarzo

Una citazione particolare va fatta per il parco dei Mostri di Bomarzo e la dolce storia d’amore di cui è testimone: un uomo innamorato, Pier Francesco Orsini, commissiona questo giardino per la sua amata moglie, Giulia Farnese, morta da poco, “sol per sfogare il core”. Un parco pieno di statue e luoghi bizzarri (36 i punti di interesse segnalati sulla cartina del parco), un gioco di incastri tra simbolismi nascosti, mitologia e mondo fantastico. Una terra di satiri, draghi che nascondono enigmi, come la sfinge all’ingresso del parco che dice “Voi che entrate qui considerate ciò che vedete e poi ditemi se tante meraviglie son fatte per l’inganno o per l’arte”.

# Il Papa l’ha scelta come rifugio

Credits: @silvia.branconi
Palazzo Papale

Nella Tuscia non si rifugiarono soltanto i signorotti, ma anche il Papa. A Viterbo c’è il palazzo papale, luogo in cui venne traferita la curia papale quando a Roma ci furono dei disordini, dovuti alle ostilità contro lo stato pontificio nel 1257. In questo palazzo, che sovrasta la città, c’è aria di sacralità e di pace in ogni angolo.



# Così vicina, ma anche così “lontana” da Roma

Credits: @ddmas
Nepi

L’area del viterbese, proprio per questo motivo, è rimasta sempre molto “lontana” da Roma come strade ed infrastrutture, tant’è vero che ancora oggi non c’è un’autostrada diretta, ma la piccolo Cassia che collega Viterbo a Roma. Proprio per questo motivo la Tuscia è rimasta un luogo “isolato”, ancora oggi poco conosciuto dai turisti. È un luogo che nasconde varie bellezze, un susseguirsi di borghi medievali incastonati tra i Monti Cimini ed il Mar Tirreno, Vallerano, Sutri, Tuscania, Civita di Bagnoreggio, la città che muore, con i suoi soli 11 abitanti ma tantissimi turisti, dove non girano macchine e si accede per un ponte pedonale, un borgo congelato nel tempo.

# Lago e terme

credit: vivituscia.it

Ma il viterbese è anche un luogo pieno di sorprese naturalistiche: ettari di noccioleti, castagneti, vigneti, uliveti collinari sono cibo per gli occhi e per i polmoni che si riempiono di aria pura, laghi vulcanici, come Vico e Bolsena. Proprio nel lago di Bolsena c’è un’isola visitabile dove si trovano soltanto chiese. E poi le terme, il viterbese è area di acqua sulfurea, terme spontanee, chiamate dagli abitanti “bullicame”, dove si può fare il bagno immersi nei campi di grano con acqua calda che esce spontanea dal terreno. Io ci ho sempre immaginato gli etruschi che bivaccavano in queste pozze, così come fanno oggi i viterbesi ed i pochi turisti che le conoscono.

Continua la lettura con: A ROMA c’è una PICCOLA LONDRA

MARTINA PICCIONI

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