La RIVOLUZIONE INVISIBILE di ROMA: l’impatto dei BIG DATA su trasporti, anagrafe e ambiente 

La capitale è entrata tra le prima quattro Smart City d'Italia con una rivoluzione invisibile e silenziosa


Da quando Roma ha scoperto di essere al quarto posto fra le città più digitali d’Italia dopo Firenze, Bologna e Milano, sono in molti nella capitale a chiedersi se non sia un sogno che si avvera.

La RIVOLUZIONE INVISIBILE di ROMA: l’impatto dei BIG DATA su trasporti, anagrafe e ambiente 

# Roma: la quarta Smart City d’Italia


A stilare l’inaspettata graduatoria è stato il Forum Pubblica Amministrazione, che come ogni anno dal 2012, pubblica il rapporto annuale sulle Smart City in Italia. 

Firenze, è la prima della lista fra le città intelligenti grazie al primato ottenuto su app municipali, open data, trasparenza, wifi pubblico e ottimi posizionamenti in quasi tutti gli indicatori. Bologna, è seconda grazie al posizionamento di vertice per app municipali, piattaforme abilitanti, social media. Milano, è la terza, per le sue piattaforme digitali, gli open data e la trasparenza, ma anche per una buona disponibilità di wifi pubblico e infine Roma è la quarta con un primato per servizi pubblici online e un ottimo posizionamento anche su piattaforme abilitanti e app municipali.

Dunque se è smart una città più vicina ai bisogni dei cittadini, più inclusiva, più vivibile, più capace di promuovere sviluppo adattandosi ai cambiamenti, allora vediamo in che modo Roma sta diventando intelligente.



# Roma/Smart city, ma che ne pensa la politica?

“Roma dev’essere la capitale dell’innovazione, una smart city a portata di cittadino e attrattiva per gli investimenti. È per questo che, nell’ultimo anno, abbiamo modernizzato settori strategici dell’amministrazione, dai servizi online allo smart-working, passando per le nuove app dedicate ai cittadini. Stiamo trasformando la città in un laboratorio della digitalizzazione .

Sto spingendo molto sulla candidatura e sulla vittoria di Roma all’Expo 2030. Così potremo avere 10 anni di investimenti per far crescere la nostra città. Come ho immaginato Expo 2030? Stiamo puntando molto sull’asse della Tiburtina, dalla stazione, alla Tiburtina Valley. Si tratta di un luogo molto denso di fermento e imprese. Se lavoriamo lì possiamo creare con Expo un vero e proprio quartiere ecosostenibile a cui lavoreranno le migliori intelligenze mondiali”.  Parole di Virginia Raggi, sindaco di Roma.

# 21 progetti per la transizione ecologica del Lazio

Sono 21 i progetti, per oltre 5 miliardi di euro, che serviranno a realizzare “la transizione ecologica” della regione Lazio. A ricordarlo è il  Vice-governatore Daniele Leodori, «Sostenibilità e resilienza significano – spiega Leodori – valorizzare l’economia circolare, le smart cities, la bioeconomia e gli investimenti nelle imprese green. Il Next generation Lazio, frutto anche del grande lavoro iniziato a marzo scorso dagli esperti di LazioLab, contiene 21 progetti dedicati alla linea strategica della transizione ecologica, una rivoluzione verde che prevede interventi per il miglioramento dell’efficienza energetica e antisismica di edifici pubblici e privati e degli stabilimenti produttivi. Ancora, abbiamo pensato a interventi che contrastino l’inquinamento delle acque, mitighino i rischi idrogeologici, supportino il rimboschimento».

# Roma Smart City in chiave ANAGRAFE

Anche Roma Capitale è entrata nell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente, effettuando contestualmente il passaggio verso un nuovo sistema informatico della popolazione. L’ingresso della Capitale nel registro anagrafico centrale ha fatto registrare un significativo incremento (+5%) del numero di residenti censiti che, passando da 51,5 a 54,3 milioni, arriva a coinvolgere attualmente più del 90% dell’intera popolazione. E’ come se in uno stesso giorno 15 grandi capoluoghi di provincia fossero entrati, contemporaneamente, all’interno della banca dati unica nazionale.

# Roma e i BIG DATA MARINI

Il Wi-Fi sottomarino di riferimento internazionale parla italiano, anzi romano, ed è stato sviluppato dalla startup Wsense. Un progetto ancora giovane – ma sicuramente ambizioso – che nasce tre anni fa come spinoff dell’Università La Sapienza di Roma dagli studi della Professoressa Chiara Petrioli, prorettrice dell’ateneo romano. L’obiettivo è quello di realizzare una rete di sensori, oggetti intelligenti, robot e droni capaci di dialogare sott’acqua aggirando tutti gli attuali limiti ambientali. Siamo nell’ambito della cosiddetta “Blue economy“, che punta a elaborare Big Data marini per il monitoraggio, e anche lo sfruttamento e la gestione sostenibile delle risorse sottomarine per capire di più sulle masse oceaniche e sui fenomeni naturali ad esse connessi, ma anche sulla qualità dell’acqua, coordinando le informazioni provenienti da una rete di sensori, robot, droni e oggetti intelligenti.

# BIG DATA per analizzare la MOBILITA’

E’ partita questo mese la sperimentazione Atac-Moovit, all’interno dell’app per la mobilità urbana, già utilizzata da oltre 950 milioni di persone, sui dati in tempo reale sull’affluenza a bordo. Tredici le aree metropolitane coinvolte nel mondo: tra queste Roma, New York e Singapore. I risultati del test e dei feedback verranno comunicati nel corso del mese di marzo, quando verrà completata la valutazione sull’esito della sperimentazione. Il monitoraggio costante contribuirà anche alla rimodulazione del servizio secondo i flussi rilevati. Intanto già è emerso che il tempo medio per raggiungere la propria destinazione a Roma è di 48 minuti e che 15 minuti è il tempo di attesa di un mezzo pubblico e che, sempre a Roma l’84% degli utenti non ha ancora mai usato i mezzi della micromobilità in sharing (i monopattini elettrici).

Sono esempi quelli qui riportati di una Roma che sembra aver capito come, all’interno delle organizzazioni pubbliche o private, i dati non siano più qualcosa di marginale.  Sono invece fattori determinanti in fase decisionale, per scoprire nozioni, per differenziarsi e creare le condizioni ideali per ottenere un vantaggio competitivo in un mercato globale e concorrenziale.

FRANCESCA SPINOLA

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