Antichi ROMANI e ROMANI di oggi a confronto: in cosa sono CAMBIATI nel corso dei SECOLI?

Antichi romani e romani de Roma a confronto: cibo, abbigliamento, divertimenti, vita di coppia, quanto sono cambiati i romani nel corso dei secoli?

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Antichi romani e romani de Roma a confronto: cibo, abbigliamento, divertimenti, vita di coppia, quanto sono cambiati i romani nel corso dei secoli?

Chi non ricorda il piccolo Gallo Asterix e il suo inseparabile compagno di avventure Obelix che, rivisitando la sigla S.P.Q.R. (Senatus PopulusQue Romanus) esclamavano Sono Pazzi Questi Romani! Ma come erano veramente gli antichi romani e come sono i romani di oggi?

Antichi ROMANI e ROMANI di oggi a confronto: in cosa sono CAMBIATI nel corso dei SECOLI?

Mosaico del Gladiatore. Villa Borghese. Roma

Partiamo dalla PANCIA. E’ noto che per i romani la cucina è importante. Mangiare bene viene prima di tutto e se per gli antichi romani l’orto era la fonte principale di cibo, con una tavola imbandita di molte verdure e poche proteine, oggi a Roma domina il carboidrato.

# La cucina romana

Un banchetto

Difficilmente mancano in una tavola romana i maccarone m’hai provocato e mo’ me te magno,  per dirla alla maniera di Alberto Sordi. Spaghetti cacio e pepe, alla gricia, alla carbonara, rigatoni alla pajata e all’amatriciana aprono lo stomaco per prepararlo ad accogliere secondi proteici, dalla coda alla vaccinara, ai saltimbocca alla romana, alla trippa e alle costine scottadito, per finire con la porchetta della vicina Ariccia.

Un’abbondanza che somiglia a quella degli antichi romani ricchi, quelli che sdraiati sui triclivi banchettavano così: iniziavano con la gustazio, gli antipasti di uova, pesce, verdure, pasticci di carne, focacce, per passare alle primae menses, il piatto forte di pesci o cacciagione, presentati interi e poi porzionati dagli schiavi. Per finire con le secunde menses, i dessert di frutta fresca e secca, formaggi e insaccati conditi con miele e mostarde varie.

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E se all’epoca si mangiava soprattutto nelle taberne, perché a parte le ville degli abbienti le case del popolo non avevano cucine, oggi a Roma si mangia soprattutto cibo consegnato a domicilio. Dal sushi al poke hawaiano, passando per il ramen, i burritos e la pizza, il romano si è impigrito e ha scelto, forse suo malgrado, il cibo pronto. Resta solo una domanda: chi paga? Perché a Roma si fa “alla romana”, 50 e 50!

# Lo svago

 Impero Romano e gladiatori. Chi non fa questa associazione pensando ai giochi e allo svago nell’Antica Roma? Su tutto dominava il piacere per i ludi gladiatori, i combattimenti con i gladiatori che si chiamano così perché avevano il gladio, un pugnale corto da combattimento. Erano per lo più schiavi venduti all’impresario, oppure erano prigionieri di guerra o condannati a morte. Solo il 20 per cento di loro combatteva di propria volontà e questi erano pagati profumatamente. I ludi gladiatori piacevano così tanto che Cesare arrivò a possedere circa 3000 gladiatori che si allenavano in varie scuole di cui la più famosa era quella di Capua, dove si formò anche Spartaco.

I gladiatori non ci sono più, tranne quelli di fronte al Colosseo pronti a farsi fotografare con i turisti, ma l’amore per le scazzottate ha contagiato anche i romani contemporanei. Ogni occasione è buona per tirare di boxe e la rissa è spesso dietro l’angolo. C’erano poi i ludi circensi, caratterizzati soprattutto dalle corse di cavalli. Al tempo di Augusto si facevano dentro Roma ben 12 corse al giorno, a quelli di Caligola 34 e con Domiziano si è arrivati addirittura a 100. Per finire c’erano i Ludi scenici, il teatro e le sue rappresentazioni. A Roma c’era il Teatro di Pompeo che era sotto l’attuale Campo dei Fiori, il Teatro di Marcello, l’unico ben conservato, il Teatro di Balbo, scomparso. Nato per mettere in scena pratiche religiose, il teatro diventa il luogo degli incontri promiscui, del chiasso e della decadenza dei costumi. La cosa interessante è che gli spettacoli erano finanziati quasi sempre dall’Impero ed erano molto costosi (per es. l’Imperatore Claudio, che regnò per 10 anni, spese per i giochi 760.000 sesterzi circa 1 milione e mezzo di euro).

Oggi a Roma, come in molte altre parti del mondo, i teatri sono chiusi, lo sono i cinema e le sale da ballo. I concerti sono fermi, gli spettacoli sospesi, i circhi chiusi e così il divertimento si è spostato negli skate-park o sulle piste ciclabili, nei campetti di basket, beach volley e paddle per gli amanti dello sport. Roma è invece diventata “da bere”, con la moda degli aperitivi per i più sedentari. Ci si ritrova davanti ai locali, nelle piazze e agli angoli di strada con un bicchiere in mano,  un gruppo di amici, il sole che tramonta e questo basta a fare la Movida romana.

 # La grande bellezza

Ovidio nella sua Ars amatoria già parlava di seduzione e lo faceva pensando sia agli uomini che alle donne. Perché se una cosa a Roma non è cambiata dall’antichità ad oggi è la voglia di apparire belli.  Le antiche romane si truccavano di nascosto dagli uomini per sembrare naturalmente attraenti. Il loro make-up era fatto di fondotinta tossici estratti da lastre di piombo macerate nell’aceto, di cipria di polvere di argilla e osso macinato, di contorno occhi di grasso animale e antimonium, di ombretto di malachite e azzurrite, di lustrini scaglie di pietre preziose. C’erano poi gli unguenti per idratare il corpo, le polveri per colorare il viso, le melasse per fare la ceretta e la pietra pomice per lo scrab. Tutti questi prodotti a quanto pare erano utilizzati sia dagli uomini che dalle donne. Proprio come oggi. Tranne che le ragazze romane di adesso preferiscono affidarsi ai tutorial delle loro beniamine social, le influencer, e hanno lasciato alle mani esperte dell’estetista solo i clienti di sesso maschile. D’altronde già Svetonio raccontava di Augusto imperatore che si depilava usando gusci di noci arroventate.

# Terme, spa e dintorni

 Fra gli antichi romani i più fortunati avevano la vasca in casa, in muratura o metallo, pochi l’acqua corrente. Chi era povero lavava solo mani e piedi durante nove giorni, mentre un bagno completo se lo concedeva solo al decimo, il giorno di mercato.C’erano poi le terme pubbliche, con il loro frigidarium, calidarium e tepidarium che, aperte a tutti, erano un luogo di socializzazione dove si chiacchierava, si passava il tempo e si leggeva. A Roma ce ne erano tante e oggi le più grandi sono le Terme di Diocleziano e quelle conservate meglio le Terme di Caracalla. Di certo oggi a Roma non si va più alle Terme come nell’antichità ma l’usanza di immergersi piace ancora molto ai romani che scelgono fra week end in centri termali o giornate in Spa, ma anche scappatelle notturne in una delle tante “pozze naturali” sparse per il Lazio.

 # La moda

Abbigliamento tipico antica Roma

 Se le donne dell’Antica Roma indossavano Tuniche, la inferior, una lunga sottoveste, la superior, con le maniche, la stola con il collo a V e le pieghe lunghe fermate da cinture di cuoio, le romane di oggi sicuramente seguono le mode delle influencer, sono meno stilose delle milanesi, ma rimangono curate preferendo il casual.  Vale tutto per gli uomini che allo stile gladiatore ancora guardano con interesse.

# La vita di coppia

 Se due romani dell’Antica Roma convivevano per un anno potevano considerarsi sposati, almeno fino ad Augusto che ha abolito questo tipo di coppia di fatto. Altrimenti c’era una sorta di compravendita della donna da parte dell’uomo che la sposava. L’adulterio era punito e le donne non bevevano vino per non perdere i freni inibitori. Il marito faceva anche le veci del padre che otteneva la patria potestà sulla donna. Un mondo un po’ machista? Si ma, udite, udite, esisteva una sorta di divorzio, un sistema per ripudiare la moglie o il marito che si basava su una semplice formula da scrivere o da ripetere di fronte a testimoni “TUAS RES TIBI HABETU”. Insomma con un semplice riprenditi le tue cose, la coppia scoppiava e liberi tutti!

Continua la lettura con: Roma 2100: sommersa come Atlantide

FRANCESCA SPINOLA

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Francesca Spinola
Francesca Spinola. Giornalista, mamma di due teenagers, collaboro con Turner Television come Compliance Video Editor. Una tesi di laurea in Senegal, un’avventura da corrispondente estero dalla Libia, tanti anni da freelance con servizi dall’Africa, dal Brasile, dalla Turchia. Specializzanda in arabo e islamistica presso il PISAI. Una passione per i viaggi, romana di nascita, cittadina del mondo.