Il PONTE di VETRA: unirà le due anime del Parco delle Basiliche?

Potrebbe ricucire gli spazi verdi del Parco delle Basiliche separati da via Molino delle Armi e renderli fruibili appieno. Ecco la soluzione immaginata

Joseph di Pasquale - Ponte di Vetra

Il Parco delle Basiliche è diviso in due, fisicamente e visivamente, da via Molino delle Armi. Un ponte ciclopedonale potrebbe ricucire gli spazi verdi separati e renderli fruibili appieno. Ecco la soluzione immaginata dall’architetto milanese Joseph Di Pasquale.

Il PONTE di VETRA: unirà le due anime del Parco delle Basiliche?

# Il Parco delle Basiliche è diviso da via Molino delle Armi

Parco delle Basiliche ora

Il Parco delle Basiliche in zona Vetra, uno dei più suggestivi in centro città, è attraversato da via Molino delle Armi e questo lo rende fisicamente e visivamente diviso in due porzioni di verde che ne riducono l’impatto scenografico. Anche al termine della conclusione dei lavori per la stazione Vetra della linea M4, a ridosso dell’ingresso del parco verso le basiliche, le due aree separate continueranno a rimanere tali. 


# L’idea di un ponte per ricucire i due spazi verdi

In un incontro tenuto presso lo studio di architettura milanese JDP Architects, il suo fondatore Joseph Di Pasquale ha ipotizzato una soluzione per unire quello che già esiste come un unico luogo: il Ponte di Vetra. La struttura ciclopedonale sospesa si aprirebbe con un’ovale al centro della strada, per consentire il passaggio della luce, e si allargherebbe alle due estremità per la salita e la discesa delle persone mantenendo un’inclinazione dolce e garantire così un facile accesso anche anche agli utenti con mobilità ridotta. In questo modo verrebbero ricucite le due parti verdi e verrebbe data consistenza urbana coerente al Parco delle Basiliche.

Il pensiero dell’architetto: “Pensare che la qualità degli spazi verdi della città si possa esaurire solo piantando nuovi alberi è perlomeno semplicistico. Il vero problema è rendere realmente fruibili gli spazi verdi iniziando da quelli che già esistono. Spazi verdi potenzialmente meravigliosi sono tagliati e negati da una viabilità che non è stata affrontata con la necessaria progettualità”.

 



Fonti: Infobuild

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FABIO MARCOMIN

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