Bastava poco: DIECI COSE che avrebbero potuto rendere MILANO quasi PERFETTA

A volte a Milano è mancato completare qualcosa per poter giungere alla perfezione. In altre ancora ci si è fermati prima ancora di iniziare

tramonto navigli
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Fatto 30 bisogna fare 31. A volte a Milano è mancato completare qualcosa per poter giungere alla perfezione. In altre ancora ci si è fermati prima ancora di iniziare. Queste sono 10 cose che avrebbero potuto rendere Milano quasi perfetta. 

Bastava poco: DIECI COSE che avrebbero potuto rendere MILANO quasi PERFETTA

#1 Collegare San Donato con Linate per avere il collegamento M3 centrale-Linate

Atteso da 30 anni il prolungamento da San Donato verso Paullo, la cui discussione del progetto sta tornando alla ribalta in queste ultime settimane, non si è invece mai ipotizzata una diramazione della linea M3 verso l’aeroporto di Linate. Una connessione, posta solo tra i collegamenti da approfondire negli ultimi PUMS anche se con partenza da Rogoredo M3, che avrebbe consentito già da decenni di avere una linea metropolitana verso l’aeroporto utile per chi vive in città e anche per chi arriva nelle stazioni di AV Centrale e Rogoredo. Sarebbero bastate poche fermate e pochi anni di lavoro per vedere questo il tratto San Donato-Linate in funzione. Chissà come sarebbe cambiata la storia del City Airport di Milano?


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# 2 Salvare dalla chiusura le librerie storiche (e altri negozi della tradizione milanese)

Un fenomeno che non accenna ad arrestarsi, quello delle chiusura di negozi storici a Milano. Una memoria cancellata, sostituita solitamente da negozi di abbigliamento o informatica, a cui le diverse giunte milanesi non hanno saputo opporre resistenza. Un modo di vivere che ci sembra miope perchè ogni negozio che rappresenta la tradizione milanese quando chiude crea una tripla perdita: per chi lo gestisce, per i clienti e per tutta la città che perde un elemento di identità e di qualità della vita. 

#3 Evitare la copertura dei Navigli rimanendo così la “Venezia lombarda”

credit: UrbanFile

Nelle sue celebre memorie, Casanova venendo a Milano la descriveva come unica città capace di competere in bellezza con la sua Venezia. La chiusura dei Navigli, tra il 1929 e il 1930, è stata una scelta dettata da necessità viabilistiche ed igieniche, per gli scarichi abusivi degli immobili adiacenti nella fossa interna anziché nella rete fognaria. Oltre che una iniziativa trainata dal progresso seguita anche dalle politiche del dopoguerra che hanno insistito nella stessa direzione. Il risultato è che Milano ha perso uno dei suoi elementi di maggiore caratteristica. 



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#4 Impedire l’imbrattamento dei muri dei palazzi con scritte e tag

antigraffiti milano citta stato

Una piaga difficile da combattere e che nessuna amministrazione comunale si è impegnata seriamente a debellare negli ultimi decenni, consentendo un aggravamento del fenomeno. Ci sono interi quartieri imbrattati da scritte e tag di vario genere che rendono l’immagine della città più brutta di quello che in realtà sarebbe. Senza le associazioni di volontari che si adoperano per ripulire alcuni muri di Milano la situazione sarebbe ancora peggiore. Qualunque persona che arrivi da fuori non può che osservare lo scempio che Milano fa dei suoi palazzi. 

#5 Pretendere per Milano poteri e competenze più simili alle grandi città del mondo che a un piccolo comune di provincia, come ora

Per competere a livello internazionale, alla pari delle altre metropoli, Milano avrebbe bisogno di uno status da città stato: per l’ordinamento italiano significa che dovrebbe avere poteri e competenze da regione o provincia autonoma con conseguente maggiore libertà di gestirsi in autonomia senza corpi istituzionali intermedi dopo lo Stato, con più risorse a disposizione. Secondo un recente sondaggio di Ipsos, 2 milanesi su 3 chiedono che Milano abbia poteri e competenze da regione o provincia autonoma. Una volontà mai presa in considerazione dalla giunta attuale e da quelle precedenti. Anche l’attuale sindaco si è più volte dichiarato contro l’autonomia di Milano, costituendo forse l’unico caso al mondo di sindaco che non vuole più potere e risorse per la sua città. Milano ha gli stessi identici poteri di qualunque dei 7.000 e passa comuni italiani. Una debolezza che le fa perdere terreno dalle ben più potenti città internazionali con cui si confronta. 

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#6 Tenerla più pulita

Milano è distante dai livelli di pulizia delle principali città europee. Spesso si notano sigarette, piccoli rifiuti a terra e cestini stracolmi. Questo non succede solo in periferia, ma anche in pieno centro nonostante la frequenza degli interventi dei netturbini, che quindi non è sufficiente e diffusa come necessario. Simile anche un’approssimazione diffusa nella manutenzione di strade e marciapiedi che spesso sembrano più simili ad aree molto più arretrate di quella a cui Milano dovrebbe aspirare. 

#7 Mettere in atto un progetto strategico per migliorare la viabilità nel suo complesso

La viabilità dell’area metropolitana di Milano è ancora deficitaria rispetto alle esigenze del territorio, tante altre città sono in una situazione migliore in proporzione alla loro dimensione. Ad esempio è ancora assente una tangenziale esterna ad ovest, il raddoppio della Paullese non è stato ancora terminata e a nord manca il collegamento completo tra le due tangenziali ovest e est. A livello ferroviario non è ancora in cantiere il quadruplicamento della Pavia-Mortara, non si è sistemato il collo di bottiglia per i treni Av entranti in città e anche un secondo passante. Anche la realizzazione delle piste ciclabili sembra più figlia di interventi slegati uno dall’altro e soprattutto privi di una visione di insieme con il resto delle modalità di trasporto della città. 

#8 Utilizzare la tecnologia e la sperimentazione per migliorare la qualità dell’aria

smog free tower (rotterdam)

L’inquinamento è probabilmente il problema più grave di Milano, che ad oggi è ancora una delle città più inquinate d’Italia e d’Europa. Fatta salva l’infelice posizione geografica, all’interno della Pianura Padana, non sono ancora stati introdotti dei sistemi innovativi capaci di ridurre la concentrazione di sostanze inquinanti. Dalle torri mangia smog ai cannoni ad acqua sono diverse le tecnologie nel mondo che stanno dando buoni risultati e che si potrebbero provare a Milano. “Il Comune di Milano non sperimenta” viene ripetuto dai più alti vertici. Il risultato è che se si hanno problemi endemici come l’inquinamento per sei mesi all’anno, senza sperimentare si rischia di restare fermi. Come purtroppo avviene da decenni. 

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# 9 Realizzare connessioni migliori con i dintorni e con il mare

I milanesi sognano il mare. Per raggiungerlo ci impiegano, in treno o in ato, lo stesso tempo che ci mettevano cinquant’anni fa. Con continue code, strade non all’altezza e collegamenti ferroviari troppo lenti. Basti pensare che la tratta ferroviaria Milano-Genova viene percorsa in 1 h 40 minuti e per giungere località turistiche sul mare, come le Cinque Terre, servono almeno 3 ore. Discorso simile per i dintorni di Milano: ciò che rende unica Milano rispetto alle grandi città d’Europa è la vicinanza con luoghi straordinari. Una vicinanza che dovrebbe essere una priorità trasformare in rapidità di collegamento. 

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#10 Maggiore sicurezza e più attenzione alle zone fuori dai bastioni

Il centro storico è presidiato in maniera costante da tutte le forze dell’ordine e il livello di sicurezza è abbastanza elevato. Lo stesso non si più dire per tutto il resto di città fuori la cerchia dei bastioni e soprattutto oltre la circonvallazione della 90-91, dove risse, scippi e furti sono molto più diffusi. Milano soffre molto di una visione ristretta al centro, questo lo si vede anche nell’architettura e nell’urbanistica. Mentre in certe zone centrali si fa a gare a edificare palazzi con una grande cura estetica, lo stesso non si può dire nelle zone più distanti dove si è lasciato costruire palazzi brutti che deprimono chi ci vive e tolgono valore a tutta la città. 

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