9 COSE che MANCANO a Milano

Perchè Milano diventi una vera metropoli internazionali ci vorrebbero queste 9 novità

San Francisco, Castro-gay village

Non possiamo certo negare che negli ultimi trent’anni Milano abbia vissuto un momento di enorme crescita, di recupero urbanistico, e di grande vivacità progettuale.
Oltre alle tante opere architettoniche già concluse ce ne sono tantissime altre sia in avanzata fase di realizzazione che in attesa di essere iniziate.
Potremmo elencare tra i tanti importanti interventi il recupero degli scali ferroviari, la costruzione del polo tecnologico sul sito expo, la costruzione del nuovo policlinico, il recupero dell’area della goccia, il Mind…

Nonostante questo fermento del quale siamo tutti orgogliosi e felici, qualcosa continua a mancare a questa città per completare il suo pieno rilancio.


Ci piacciono i grattacieli e le metropolitane ma non vorremo si focalizzasse troppo su edifici ad indirizzo economico finanziario.
Senza voler peccare di presunzione evidenzieremo le principali mancanze, edifici che potrebbero essere costruiti magari al posto di qualche inutile nuovo centro commerciale, sperando di avere un segnale dalla giunta.

9 cose che MANCANO a Milano

#1 Stazione Hub per i bus

shanghai long distance bus station

A Milano manca un terminal degli autobus! Una vera stazione, come ne esistono già in diverse città straniere (perché non costruire la più grande del Sud Europa!?). Gli autobus sono mezzi economici molto utilizzati e tutto sommato sono anche mezzi di trasporto ecologici.
Il loro impiego sarebbe da incrementare non tanto per sottrarre passeggeri ai treni e agli aerei, ma per diminuire auto dalle strade.

Nella città metropolitana non mancano certo gli spazi adatti per edificarla ne tanto meno mancherebbero i finanziamenti. Ci vorrebbe una stazione dotata di hotel, biglietteria, ufficio del turismo, supermercato, deposito bagagli, ristoranti… Lampugnano non è un terminal dei bus ma semplicemente una fermata in prossimità della metro!



Un luogo squallido popolato da senza tetto, privo di qualunque servizio, non certo degno di una metropoli con ambizioni come la nostra, un pessimo biglietto da visita.

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#2 Giardino botanico

Royal botanic garden Melbourne

Un enorme giardino botanico con tutte le specie vegetali esistenti al mondo, dotato di parti coperte visitabili tutto l’anno. Un luogo rilassante e piacevole dove trascorrere del tempo tra fiori e piante, profumi e colori, richiamo per scolaresche e studiosi di tutto il mondo. Un luogo che possa essere anche adatto ad ospitare animali e perché no uccelli migratori.

Sarebbe un polmone verde per Milano e dintorni un luogo attrattivo anche dal punto di vista turistico, adatto per lo svolgimento di eventi ed incontri in collaborazione con le università.

Di bellissimi giardini botanici ce ne sono già  diversi nel mondo e sono un enorme attrattiva, dal Brooklyn Botanic Garden di New York al Sitio Roberto Burle Marx di Rio
de Janeiro, dal Kew Garden di Londra al Royal Botanic Garden di Melbourne, quest’ultimo conta 1,5 milioni di visitatori all‘anno!

#3 Skate park

Credit: @agapeskatepark

Per tanti giovani e meno giovani una grande passione, un’attività divertente praticata da molti, a Milano purtroppo manca però un luogo adatto per cimentarsi con lo skate. Davvero Milano non ha le possibilità di creare uno spazio sicuro e accogliente per gli skaters ed eventualmente i pattinatori? Magari con corsi tenuti da istruttori qualificati, con musica eventi e punti di info per i giovani?

#4 Canale televisivo RAI

Milano, principale centro dell’informazione, manca di un vero centro di produzione televisivo Rai adatto al nuovo millennio. Si era parlato di un canale in lingua inglese ma poi non se ne fece nulla. Si potrebbe puntare ancora più in alto pensando a canali televisivi in lingua tedesca spagnola e francese. Rivolti alla cittadinanza sempre più internazionale milanese ma non solo. Vedendo la levata di scudi di Roma contro il centro di produzione, tra le tante idee questa sembra la più irrealizzabile. Ma solo per ragioni politiche. 

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#5 Porto fluviale

Credit: commons.wikimedia.org

Milano è l’unica grande città europea a non essere nata in riva al mare o lungo un importante fiume. La grandiosa soluzione per ovviare a questo limite fu escogitata dall’ingegno e dalla praticità dei milanesi tramite la costruzione dei Navigli, il più antico sistema di canali navigabili del mondo sciaguratamente coperti durante il fascismo.

In molti oggi a parole si dichiarano favorevolissimi alla riapertura ma nei fatti nessuno fa nulla per riaprirli.

Sarebbe una grande cosa inserire la riapertura in un più ampio progetto di sviluppo e recupero delle idrovie realizzando il grande sogno di collegare Locarno e Colico a Venezia passando per Milano.

Non dimentichiamoci che la Darsena era uno dei principali porti commerciali italiani. Certamente al giorno d’oggi la Darsena non sarebbe adatta per il carico e lo scarico delle merci vista la sua vocazione puramente turistica, si dovrebbe pertanto realizzare un
nuovo porto dotato di carri, ponte e connessioni ferroviarie.

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#6 Luna park

Credit: @lucapi79

Questo in effetti esiste già e probabilmente non sarebbe il caso di costruirne un altro, certo però quello all’Idroscalo oltre che mal collegato, necessiterebbe di essere rinnovato e reso decisamente più attrattivo.

#7 Moschea

LA MOSCHEA DI ABU DHABI
Moschea di Abu Dhabi

Piuttosto di tanti ritrovi furtivi e precari in garage e capannoni malmessi, sarebbe meglio una vera moschea dove andare a pregare, in fondo i cittadini musulmani a Milano non sono pochi e la libertà di praticare una religione giusto o sbagliato che sia è sancito dalla costituzione.

La nuova bella moschea, frutto di un concorso internazionale e progettata da qualche archistar, la si potrebbe far finanziare da un ricco emiro con conseguenti generosi oneri di urbanizzazione a beneficio della città e tacito accordo sul basso volume dei richiami alla preghiera… non tutti i musulmani sono terroristi o fondamentalisti, d’altronde se troviamo legittimo vendere armi all’Arabia Saudita chiudendo entrambi gli occhi a ripetute violazioni dei diritti civili fondamentali dell’uomo non dovremmo trovare scandaloso creare un luogo di culto, senza considerare che nei paesi islamici più civili esistono chiese, come in Siria tanto per citarne uno.

#8 Palazzetto per concerti e comizi

Sinceramente Piazza Duomo nel 2021 la trovo poco adatta per concerti e comizi all’aperto tanto più adesso che i flussi turistici sono parecchio aumentati e le misure di sicurezza da adottare sono decisamente più rigide.

Sarebbe forse giunto momento di studiare una soluzione sostitutiva.

#9 Quartiere gay

San Francisco, Castro-gay village

Sì la zona di Corso Buenos Aires è notoriamente la zona “gay friendly” della città, la comunità LGBT si ritrova e si concentra molto nei vari locali studiati per quel tipo di orientamento e divertimento, il tutto andrebbe però reso più ordinato, curato e meglio strutturato rendendolo meno squallido e più attrattivo come avviene per altri quartieri simili in tante città del mondo , quartieri che diventano tappa obbligata di un tour sia per turisti gay che no.

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ANDREA URBANO

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