Perché si dice “fare la FIGURA del CIOCCOLATAIO”?

Quante volte abbiamo sentito o pronunciato quest’espressione per commentare una brutta figura. Ma siamo sicuri di conoscere la sua origine?

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Il modo di dire nasce nella città che per prima ha visto nascere in Italia l’arte della produzione del cioccolato e che ancora oggi con le sue 86.000 tonnellate annuali di produzione è la principale fabbrica di cioccolato del paese.

Perché si dice “fare la FIGURA del CIOCCOLATAIO”?

# La versione Torinese. Una carrozza suscita l’invidia del duca Carlo Felice e così nasce il modo di dire

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Siamo ai tempi del Duca Carlo Felice, in un’epoca in cui ci si muove su carrozze trainate da cavalli. A Torino vige una regola: solo il Re e la nobiltà possono girare con carrozze trainate da quattro cavalli, mentre a tutti i ceti inferiori è concesso di viaggiare su carrozze trainate al massimo da due.
Capita però che un artigiano cioccolatiere, arricchitosi con i proventi delle sue creazioni, commissiona per sé una carrozza finemente decorata, lussuosa e trainata da una quadriga. Un mezzo da fare invidia a un re. Capita proprio questo: Carlo Felice, mosso da invidia, manda a chiamare il cioccolatiere per redarguirlo ed invitarlo ad usare un traino da due cavalli e a non ostentare consuetudini reali, perché il Re di Sardegna di Cipro e di Gerusalemme non può permettersi di “fé na figura da ciuculaté”.


# La versione popolare Genovese-Torinese: la rabbia del re e la derisione del popolo.

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Un’altra versione della storia racconta di un ricco cioccolataio genovese recatosi a Torino all’inaugurazione del Teatro Carlo Felice con una carrozza così lussuosa da far scaturire l’invidia del Re e l’ironia del popolo, che iniziò a dire che il sovrano aveva fatto “na figura da ciuculatè”.

# La versione Reale Genovese-Torinese. Lo stesso sovrano dà vita a questa espressione davanti al lusso ostentato di un cioccolataio.

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Una versione più soft della stessa storia, narra invece che fu lo stesso sovrano ad inventare questo modo di dire quando – mosso dall’invidia nei confronti del lusso ostentato dall’artigiano genovese – rimproverò il cioccolatiere sostenendo che il Re non potesse essere scambiato per un cioccolataio.

Qualsiasi sia la versione, adesso siete sicuri di averla sempre usata correttamente?
Se con le vostre capacità e potenzialità farete cadere il potente di turno in una figura barbina, sarà lui a fare la figura del cioccolataio. Se invece rimarrete vittime di una brutta figura rideteci su, fate finta di niente e imparate dall’esperienza. Ma non datevi mai del cioccolataio. Quella è arte raffinatissima.



Fonti: liberiamo.itguidatorino.com 

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LAURA LIONTI

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