FOLETTI, Sindaco di Lugano: “La vicinanza di Milano è un arricchimento culturale”

Intervista al sindaco di Lugano che risponde sui rapporti con Milano e sul futuro della nostra area comune

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Michele Foletti, sindaco di Lugano

Intervista a Michele Foletti, Sindaco della Città di Lugano, che risponde sui rapporti con Milano e sul futuro della nostra area comune. 

FOLETTI, Sindaco di Lugano: “La vicinanza di Milano è un arricchimento culturale”

Michele Foletti, sindaco di Lugano

Uno dei fattori critici per Milano è quello della difficile sostenibilità in particolare per i più giovani. Sta diventando sempre più difficile per loro sostenere i costi della vita in città. Lugano sembra essere una città molto frequentata dai giovani. Per capirlo basta passeggiare sul lungolago nel week end. Che cosa state facendo perché la città sia anche a misura dei giovani? E avete in programma nuove iniziative?

Uno dei temi più segnalati dai giovani luganesi è la necessità di avere spazi di incontro. Abbiamo quindi di recente commissionato uno studio con l’obiettivo di analizzare i bisogni relativi agli spazi per i giovani, individuare soluzioni logistiche e approfondire ipotesi di progettazione. Vogliamo capire meglio anche le esigenze e le aspettative dei giovani che abitano nei quartieri più discosti dal centro cittadino e dare una risposta di prossimità. Lugano, infatti, si compone di 21 quartieri e si estende su una superficie di 75 Km quadrati. In città abbiamo due centri giovanili e inoltre mettiamo a disposizione una sala concerti nei giorni liberi dalla programmazione stagionale. Riteniamo che lo spazio fisico sia la prima condizione per favorire i processi partecipativi della cittadinanza, minori compresi. Non da ultimo, abbiamo avviato il processo per ottenere la certificazione “Comune amico dei bambini” promossa da UNICEF Svizzera e Liechtenstein. Va poi aggiunto che i servizi di accompagnamento della Città svolgono anche un ruolo preventivo e di promozione della salute a favore della popolazione giovanile. Conoscere e “saper leggere” le nuove tendenze comportamentali è parte integrante della capacità di un ente pubblico di dare delle risposte adeguate ai bisogni di quella fascia di popolazione che rappresenta il nostro futuro. Non da ultimo, stiamo valutando un progetto per avvicinare i neo-diciottenni alla cultura regalando loro 200 franchi in LVGA (la valuta digitale cittadina) da spendere in attività locali.

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Uno dei temi cruciali per Milano e l’Italia è quello del debito della pubblica amministrazione. Ci risulta che anche Lugano abbia un debito molto elevato. Qual è la ragione e che cosa state mettendo in atto per evitare che si riveli un fardello per l’economia e i servizi della città?

In generale, Lugano oggi è abituata al rigore finanziario. Il periodo più critico lo abbiamo avuto nel 2013, quando si sono manifestate appieno le conseguenze della crisi finanziaria del 2008, che ha inciso sui conti comunali cancellando letteralmente 50 milioni di franchi di entrate del gettito fiscale delle banche. Da lì la strada è stata in salita ma nel tempo siamo riusciti a ritrovare un equilibrio. Di fatto, la Città ha superato due anni di pandemia e riesce oggi ad affrontare la crisi energetica e le ripercussioni della guerra sul continente europeo proprio grazie al rigore applicato a partire dal 2014 per risanare le finanze e ridare stabilità ai conti comunali. Oggi è per noi necessario mantenere la rotta tracciata e continuare a contenere le spese con l’obiettivo di garantire la progettualità politica e sostenere la nostra popolazione più fragile evitandone l’impoverimento. Il preventivo 2023 della Città dà conto di un’eccedenza di costi di 5.3 milioni di franchi, mentre il debito pubblico è ancora ingente ma l’evoluzione è sotto controllo.

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Ph. saysay75 – Pixabay

Milano è storicamente molto legata a Lugano e al Canton Ticino. Ci sono iniziative e progetti comuni con l’amministrazione o con enti pubblico o privati milanesi? E con la Lombardia?

In questo momento Lugano e Milano hanno scambi intensi nel settore culturale. Il nostro sistema federalista, infatti, prevede una diversificazione delle competenze e l’offerta culturale è definita direttamente dagli enti locali. Nel 2014, quando il LAC era ancora in cantiere, era stato visitato da una rappresentanza della Giunta in vista di una eventuale collaborazione per Expo 2015. Oggi, sappiamo che l’attrattiva del LAC sul pubblico italiano dipende dalle categorie di offerta ed è buona nelle arti visive. Le mostre del Museo d’arte della Svizzera italiana – MASI, suscitano l’interesse di un territorio che include
Milano a sud e Zurigo a nord, circa il 20% dei visitatori arriva dall’Italia. Va poi detto che il direttore artistico di LuganoInScena, Carmelo Rifici, dal 2015 dirige la Scuola di Teatro del Piccolo Teatro di Milano, una carica che ha aperto a collaborazioni importanti a livello internazionale.
In un altro ambito, qualche mese fa, in collaborazione con il Consolato svizzero, Lugano ha organizzato a Milano una giornata di presentazione incentrata su temi economici e sull’innovazione, da un lato fornendo una serie di informazioni pratiche per chi fosse interessato a trasferirsi da noi, persone fisiche e giuridiche, e dall’altro illustrando il progetto Lugano Plan B. La Città si è infatti aperta al mondo della blockchain con la
propria valuta digitale legata al franco svizzero (denominata LVGA) e ora abbiamo esteso il progetto inserendo come valuta a corso legale “de facto” tether (una stablecoin legata al dollaro statunitense) e bitcoin.

La Città si è aperta al mondo della blockchain con la
propria valuta digitale legata al franco svizzero (denominata LVGA)

Milano e Lugano sono in reciproca orbita. Per Milano Lugano è porta d’accesso a uno Stato che viene considerato più equo e più orientato alla libertà individuale rispetto a quello italiano. Come viene vista Milano da Lugano? Quali sono le opportunità date da questa vicinanza? E come si potrebbe dare ancora più valore a questa relazione?

Con Milano abbiamo affinità culturali, linguistiche, geografiche ed economiche. In primo luogo Milano è parte della nostra storia, molti sono stati nei secoli gli Svizzeri che si sono trasferiti nella vostra città. Ma è accaduto anche l’inverso e questo ha lasciato tracce durature a Lugano. La figura di Carlo Cattaneo, ad esempio. Esule a Lugano dopo il fallimento della rivoluzione antiaustriaca nel 1848 e subito diventato un punto di riferimento per la classe dirigente locale, che lo coinvolse in molte iniziative di utilità pubblica, come la riforma scolastica. Carlo Cattaneo resta un figlio della nostra città. L’Associazione omonima, che ha sede a Lugano ed è riconosciuta dal Ministero italiano degli Affari esteri, promuove da ormai 30 anni le relazioni culturali fra Svizzera e Italia in ambito letterario, artistico, sociale, economico, commerciale e politico, ed è un forte collante fra la realtà milanese e quella luganese. Personalmente vedo nella vicinanza con Milano un grande arricchimento culturale, e in generale dalla vicinanza con la Lombardia un’opportunità di crescita economica.

Personalmente vedo nella vicinanza con Milano un grande arricchimento culturale, e in generale dalla vicinanza con la Lombardia un’opportunità di crescita economica

Come state affrontando l’attuale emergenza? L’amministrazione di Milano sta riducendo riscaldamento e illuminazione. Quali iniziative avete messo in atto o state progettando?

Anche a Lugano abbiamo attivato delle misure per affrontare la penuria di energia elettrica e gas naturale. Da un lato, con interventi infrastrutturali e gestionali su edifici e impianti comunali e, dall’altro, con misure comportamentali indirizzate ai collaboratori e alle collaboratrici dell’Amministrazione comunale. Per quanto riguarda le misure sulle infrastrutture della Città, siamo intervenuti limitando la temperatura dei locali amministrativi e ci siamo dotati di valvole di programmazione temporale dei riscaldamenti.
L’erogazione di acqua calda sanitaria è stata interrotta negli edifici pubblici dove non è indispensabile, e abbiamo ridefinito le temperature di piscine e palestre comunali. Siamo poi intervenuti riducendo l’intensità dell’illuminazione pubblica notturna. Inoltre, Lugano sostiene e promuove la campagna di sensibilizzazione federale indirizzata alla popolazione.

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L’idea di Milano città stato nasce dalla tradizione di Carlo Cattaneo che considerava quello svizzero il modello ideale anche per l’Italia. In generale, molte tra le più importanti città d’Europa sono amministrativamente delle città stato interne a stati sovrani, ossia hanno poteri accentuati rispetto a un normale comune. Ma questo non accade in Italia. Come spiegherebbe a cittadini di un paese fortemente centralista come l’Italia i principali vantaggi dell’autonomia in un sistema federale tipo quello svizzero? In particolare quali sono i vantaggi dell’autonomia per una città?

Non è nelle mie corde calare lezioni dall’alto, soprattutto ai cittadini o ai governi di altri paesi. Il sistema federalista svizzero – come la democrazia diretta – è profondamente radicato nella nostra storia e nella nostra identità, ed è un sistema in continuo riassetto. La Svizzera si compone di quattro culture e quattro lingue diverse e di tre livelli decisionali, Confederazione, Cantone e Comuni, ognuno con la sua fetta di potere secondo il principio della sussidiarietà.
L’idea è quella di mantenere la diversità nell’unità e di avvicinare lo Stato ai cittadini. I Comuni hanno competenze in ambito scolastico e nella socialità,
nell’approvvigionamento energetico, nella costruzione delle strade, nella pianificazione locale e in materia fiscale.
Lugano resta la terza piazza finanziaria elvetica e ha un’economia diversificata dove ricerca, flessibilità imprenditoriale, innovazione e know-how confluiscono in una strategia competitiva. Vogliamo cogliere le opportunità insite nel progresso tecnologico e non a caso la digitalizzazione è uno dei pilastri del nostro sviluppo. Se dovessimo dipendere per ogni decisione da un Governo centrale sarebbe sicuramente più arduo mettere a frutto le specificità e l’imprenditorialità locali. A dire il vero ogni tanto ci sta stretto anche l’attuale sistema.

Se dovessimo dipendere per ogni decisione da un Governo centrale sarebbe sicuramente più arduo mettere a frutto le specificità e l’imprenditorialità locali.

Milano e Lugano sono molto vicine: le infrastrutture di connessioni attuali rappresentano un problema oppure sono ottimali? Che cosa si potrebbe immaginare per rendere le due città collegate ancora meglio?

Perseguire un continuo miglioramento della mobilità è un aspetto essenziale della qualità di vita e consolida le basi dello sviluppo economico-sociale di un territorio. Con questa consapevolezza negli ultimi anni molto è stato fatto per migliorare i collegamenti fra Italia e Svizzera. La messa in esercizio della linea ferroviaria fra il Canton Ticino, Varese, Gallarate, e Malpensa, ha colmato una grave lacuna nella rete transfrontaliera. Resta ora la criticità del completamento di AlpTransit verso sud e della creazione dei
necessari raccordi con il vostro paese, che purtroppo non sono previsti dalla strategia Ferrovia 2050 della Confederazione. Per questo Lugano e il Ticino, che aspirano a essere un vero anello di congiunzione tra il nord e il sud Europa, lavorano per ottenere ascolto da Berna. Il dibattito è aperto anche per quanto riguarda il potenziamento dell’autostrada tra Lugano e Mendrisio con la realizzazione di una terza corsia dinamica, che suscita tuttavia perplessità a diversi livelli.

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A Milano abbiamo un sogno: collegare la città al mare con un treno ad alta velocità in modo da poter arrivare in Liguria in brevissimo tempo. Potrebbe essere un progetto interessante anche per la Svizzera, in particolare per il Canton Ticino?

A Lugano da ormai cinque anni il convegno “Un mare di Svizzera” mette a tema lo sviluppo delle infrastrutture ferroviarie, portuali e stradali fra la Svizzera e i porti liguri, quindi sì, è un tema che seguiamo e che ci interessa. Tuttavia le soluzioni vanno trovate su scala federale. Il recupero della centralità del Mediterraneo e l’importanza che potrà rivestire per l’economia svizzera, le tempistiche delle nuove infrastrutture previste nel porto di Genova e le nuove opere realizzate e previste in Svizzera sono state al centro del convegno. La novità di quest’anno è che Lugano si è candidata a diventare un Forum permanente di dibattito sulla logistica europea, sulle infrastrutture, il loro finanziamento e sui grandi fenomeni di trasformazione nell’interscambio mondiale.

Infine, la nostra testata dà ampio spazio a sogni e a progetti visionari, anche difficilmente realizzabili.
Lei, sindaco, ha qualche sogno, anche apparentemente impossibile, che le piacerebbe realizzare per la sua città?

Come ha scritto Italo Calvino, “le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure”. In una certa misura ho sperimentato che la paura è un buon carburante per realizzare i sogni, e mi riferisco al già citato profondo rosso finanziario del 2013. Lugano, che era abituata all’agiatezza portata dagli introiti fiscali delle banche, ha dovuto reinventarsi. Il sogno di riacchiappare l’equilibrio finanziario – grazie all’impegno del Municipio e dell’Amministrazione – oggi si è avverato e ci permette di continuare a sognare e costruire una città aperta e innovativa, terreno fertile per scienza e tecnologia ma anche per la creatività e l’imprenditorialità in tutte le forme, luogo di crescita e inclusione per cittadine e cittadini – quali che siano la loro età o situazione economica – attenta a sostenere laddove occorre, luogo di partecipazione e di dibattito. Il mio è un sogno globale, insomma.

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ANDREA ZOPPOLATO

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Andrea Zoppolato
Più che in destra e sinistra (categorie ottocentesche) credo nel rispetto della natura e nel diritto-dovere di ogni essere umano di realizzare le sue potenzialità, contribuendo a rendere migliore il mondo di cui fa parte.