San Pietroburgo-Milano: il GEMELLAGGIO INTERROTTO. Sala ci ripensi

L'interruzione dello storico gemellaggio Milano San Pietroburgo è una ferita ancora aperta

«Un vento a trenta gradi sotto zero , incontrastato sulle piazze vuote e contro i campanili ,a tratti come raffiche di mitra, disintegrava i cumuli di neve…», inizia così il testo della bellissima ed intensa canzone di Battiato, Prospektiva Nevsky.

I suoi splendidi palazzi, le sue elegantissime piazze, i suoi musei tra i quali ovviamente l’Hermitage con le importantissime opere dei tanti pittori italiani Raffaello, Giorgione, Tiziano, Veronese, Caravaggio il Tiepolo e Leonardo da Vinci.
Il Marinsky, l’antico teatro progettato dall’architetto italiano Alberto Cavos, dove fu messa in scena per la prima volta l’opera di Verdi “La forza del destino”.
La Neva che scorre imponente e maestosa, attraversando tutta la città e creando assieme ai suo canali un paesaggio simile a quello della Milano dei Navigli.

Una città profondamente legata all’Italia, paese dal quale provenivano tanti architetti che l’hanno disegnata. Tra i più importanti proprio un lombardo, Giacomo Quarenghi.

Chiunque abbia avuto il privilegio di visitarla ne torna estasiato. San Pietroburgo contrapposta a Roma, la città della chiesa ortodossa, dinamica, vivace e alternativa, lontana da Mosca come Milano dalla città dei papi: è sembrato pertanto naturale stringere un gemellaggio tra le nostre due città, come consacrazione di uno stesso sentire.

Il gemellaggio Milano San Pietroborgo è stato un legame importante, purtroppo bruscamente interrotto nel 2012 a causa di una diversa visione sulla manifestazione delle relazioni personali tra persone dello stesso sesso adottata dal Parlamento russo.

Comprendiamo le tensioni e le preoccupazioni delle comunità LGBT, ma pur restando sensibili al tema non condividiamo per nulla questa decisione. San Pietroburgo è la più moderna e la più emancipata delle città russe. Crediamo nel dialogo e nel confronto. Un gemellaggio così importante e così solido non lo si può mettere in discussione, isolando in tal modo ancora di più chi si vorrebbe sostenere.

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I russi amano l’Italia, la nostra storia e la nostra cucina, amano Milano capitale della moda e del desing, in particolar modo ci amano gli abitanti della struggente città sul Baltico.

Verso la città di San Pietroburgo, che ha spazzato via eroicamente la furia nazifascista, siamo tutti in debito. Chiediamo al Comune di tornare su questa decisione.

Piuttosto che rompere gemellaggi si potrebbero invitare delegazioni di russe e russi al prossimo Gay Pride, ammesso che sia una sfilata ancora necessaria. Si potrebbero invitare delegazioni di sanpietroburghesi nelle scuole, nei circoli e nelle associazioni… pensiamo a qulunque soluzione ma questa presa di posizione contro Sanpietroburgo proprio non ci va giù.

Ricordiamo che la nostra città è gemellata con Dakar, capitale del musulmano Senegal dove le condanne per gli omosessuali sono pesanti sanzioni penali, se non peggio.

Non possiamo che concludere citando nuovamente Prospettiva Nevsky… «e il mio maestro mi insegnò com’è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire…»

ANDREA URBANO

 

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