RE MIDIA

La paura dei governanti per la reazione di chi si oppone alle decisioni politiche sta generando un nuovo potere assoluto

Mida e Bacco – Baldassarre Peruzzi (1481-1536)

Una delle caratteristiche del potere politico è l’assenza di responsabilità. 
Per esercitare il potere il politico deve fare delle scelte. Ma nel momento in cui fa una scelta, sceglie qualcosa che dà vantaggi a qualcuno e crea danni a qualcun altro.

Di ogni sua decisione il politico ne deve rispondere politicamente, ossia come perdita del consenso della parte che si sente danneggiata dalla decisione. Un tempo questa perdita del consenso si manifestava solo con il voto. Oggi però avviene istantaneamente con la riprovazione sociale nei confronti del decisore, amplificata dai nuovi mezzi di comunicazione. 


Questa condizione di stato permanente di reazione aggressiva conseguente a ogni vera decisione rischia di portare all’immobilismo e alla riduzione del potere a un aspetto puramente di etichetta. 
Per scongiurare il rischio di impasse che cosa ha trovato chi ha il potere politico come modo per esercitarlo?

Attraverso la costituzione di figure intermedie a cui delegare la responsabilità sociale di ogni decisione.
L’esempio più evidente è quello del Comitato Tecnico Scientifico a cui viene data la responsabilità delle decisioni più impopolari durante l’emergenza sanitaria. Anche il ricorso alla figura del commissario è un altro esempio così come forse quello più eclatante è lo stesso presidente del consiglio: a capo di due governi politicamente opposti, senza essere mai stato eletto si prende la responsabilità per le decisioni prese dagli eletti. 

Il principio che si sta diffondendo tra i governanti è che fanno ricadere su altri la conseguenza di decisioni che in realtà prendono o dovrebbero prendere loro.
Questo modo di esercitare il potere per interposta persona in modo da evitare la riprovazione sociale può aprire diversi scenari. 



– Si può prevedere la proliferazione di organi intermedi che di fatto gestiscono la sovranità del popolo senza averne mai avuto il mandato. Che è una forma di autoritarismo e di abuso antidemocratico.
– Un’altra via è quella forse più idealistica: la soluzione opposta, ossia dare più potere di scelta direttamente al popolo che risponde direttamente della propria scelta. Questo era il modello della piattaforma Rousseau, fallito perchè di fatto più simile a un organo intermedio che a uno strumento di sovranità popolare.
– Infine c’è lo sviluppo più probabile: se il limite maggiore al potere è la reazione mediatica da parte di chi ha subito danno dalla decisione, il vero potere politico è nelle mani di chi controlla le informazioni.
Forse è già così: il vero oro sono le informazioni.

Continua la lettura con: perchè i social non ci pagano

MILANO CITTA’ STATO 

 

1 COMMENTO

  1. Se il riferimento di questo biasimo é all’attuale Governo, non sono d’accordo. Siamo in uno stato di pandemia e questa é una priorità che deve essere gestita soprattutto dal Comitato Tecnico Scientifico. Il Governo in accordo deve solo prendere le misure conseguenti. Temo che la gente non abbia capito che di fronte al rischio della vita, tutto il resto va in secondo piano. Non trovo pertanto che in questo caso, ci sia un calo di responsabilità.

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