🛑 La LOMBARDIA rischia il ROSSO. Nonostante i principali indici siano migliori del resto d’Italia

Nonostante nei principali indici la nostra regione sia migliore del resto d'Italia, perché anche con le nuove regole la Lombardia rischia di essere ancora quella più danneggiata?

Credits: milano.corriere.it - Negozi chiusi in Galleria

Da domenica Lombardia e la Calabria rischiano di tornare zona rossa. Meno pericoli invece per il resto d’Italia. Eppure dai dati ufficiali sembra che la situazione in Lombardia sia non solo in progressivo miglioramento ma anche più rosea rispetto alla media italiana. Ecco i dati e che cosa potrebbe succedere.

🛑 La LOMBARDIA rischia il ROSSO. Nonostante i principali indici siano migliori del resto d’Italia

# Con il cambio di valutazione dei parametri Lombardia e Calabria a rischio zona rossa

Credit: artribune.it

Il cambio di valutazione dei parametri annunciato agli enti locali con il nuovo Dpcm e il decreto legge in arrivo entro il 15 gennaio potrebbe portare a una stretta in tutto il paese. L’ipotesi al vaglio al momento è quella di abbassare la soglia critica del tasso di occupazione delle terapie intensive e dei posti letto in area medica, fissata ora al 30% e al 40%, oltre a mettere il limite dell’indice Rt a 1,25. Sopra quelle soglie si entrerebbe in automatico in zona rossa. 


In totale sono 13 le regioni e le province autonome a rischio secondo il monitoraggio più recente: Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Veneto, le province autonome di Bolzano e Trento  per tutte e due le voci, mentre Lombardia, Marche, Piemonte, Umbria, Puglia e Valle d’Aosta per una sola. Inoltre secondo il verbale della cabina di regia svolta l’8 gennaio scorso 12 regioni sono classificate a rischio alto questa settimana: Emilia-Romagna, FVG, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, PA Bolzano/Bozen, PA Trento, Puglia, Umbria, Veneto. A quanto pare però con le nuove regole più stringenti si troverebbero tutte in zona arancione tranne Lombardia e Calabria, le uniche in zona rossa. Ma vediamo l’attuale situazione dell’epidemia nella nostra regione.

# In calo decessi, indice di positività, ricoveri e nuovi casi. In rapporto alla popolazione situazione migliore che nel resto d’Italia

Tutti i principali indici sull’andamento dell’epidemia sono in miglioramento nella nostra regione:

  • I decessi sono da giorni tra i 50 e le 60 unità, in calo tendenziale, mentre anche ieri in Italia si sono superati i 600, in crescita. 
  • In proporzione alla popolazione i morti in Lombardia rimangono quindi sotto lo 0,0006%, a livello nazionale tocca invece lo 0,0010%.
  • Lo stesso vale per l’indice di positività: quello della Lombardia ormai è da giorni prossimo o inferiore alla soglia fatidica del 10% e in media di 3 punti percentuali inferiore a quello nazionale. L’ultima rilevazione in Lombardia di ieri è a 7,2%.
  • I nuovi contagi in rapporto alla popolazione rimangono da giorni sotto il 13%, in Italia con il dato di ieri di 14.242 positivi totali sfiora il 25%.
  • I ricoverati negli ospedali Lombardia presentano da settimane un trend di riduzione, con un progressivo svuotamento dei reparti sia ordinari che in terapia intensiva. Nel resto d’Italia in diverse regioni da alcuni giorni il trend è invece di aumento dei ricoveri.

# Lombardia penalizzata nonostante i dati in miglioramento

Credits: milano.corriere.it

È giusto che il governo faccia chiarezza sul perché la Lombardia che registra i miglioramenti venga un’altra volta penalizzata, come già a inizio novembre quando fu messa in zona rossa nonostante gli indici in miglioramento da due settimane: RT in calo, la crescita dei contagi si stabilizzata e ricoverati in terapia intensiva sotto la soglia dell’1% dei positivi totali.



Oggi con l’indice Rt attorno all’1,25 la nostra regione sarebbe in zona arancio con le vecchie regole, che poneva come soglia di rischio più alto un Rt a 1,50. Nella Città Metropolitana di Milano siamo addirittura al 1,14, così come non preoccupa la soglia dei posti letto per ricoveri ordinari che è ben al di sotto del 40% di occupazione. Se si scendesse a livello provinciale la situazione sarebbe ancora migliore. Perché l’esecutivo quindi sta decidendo di danneggiare ancora una volta i nostri territori, mentre altri si trovano in condizioni peggiori? I lombardi e milanesi meritano una risposta.

Continua la lettura: E se le ZONE ROSSE fossero per PROVINCIA e NON per REGIONE?

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