L’obbligo di terapia

La conoscenza scientifica attuale è in grado di prevedere molti comportamenti che mettono a rischio la salute degli individui

Botero, Medellin (Colombia). Foto: Julianza (Pixabay)

Nelle società occidentali esistono molti obblighi codificati da un sistema di leggi. Alcuni di questi obblighi investono la sfera personale degli individui.

L’obbligo più invasivo è quello che riguarda l’ingerenza sulla salute delle persone. Ad esempio, le vaccinazioni obbligatorie che prevedono la somministrazione una tantum di un farmaco che protegge a tempo indeterminato da un certo patogeno riconosciuto come altamente pericoloso per l’individuo.


L’unico altro obbligo in campo sanitario previsto dalla normativa è quello del TSO, un trattamento sanitario imposto a chi è considerato pericoloso per avere messo in atto comportamenti lesivi nei confronti di se stesso o di altri.
Il TSO implica la presenza di un medico che con l’autorità giudiziaria accerti la necessità di questo trattamento.

La conoscenza scientifica attuale è in grado di prevedere molti comportamenti che mettono a rischio la salute degli individui, a partire dal principe, il fumo di sigaretta, all’alcol, le droghe, il sesso non protetto, l’alimentazione scorretta, la mancanza di attività fisica. Tutte cause provate di patologie anche mortali.

Volendo proteggere la popolazione da ogni causa acclarata di morte potrebbe ritenersi necessario imporre a tutti un controllo costante, per impedire qualunque tipo di assunzione di sostanze o attivazione di comportamenti potenzialmente lesivi della salute.  



Non solo. Se si dovesse verificare che l’assunzione periodica di un determinato farmaco riduce la possibilità di sviluppare una determinata malattia, potrebbe essere necessario imporlo a tutta la popolazione.

Dov’è che va posto il limite tra ciò che è lecito lasciare alla libertà dell’individuo e cosa invece vada imposto dall’autorità dello stato? In base a quali parametri bisogna prendere queste decisioni?

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