L’Italia ha perso il cuore?

L'Italia ha sempre avuto l’immagine di un Paese magari senza cervello, però con un grande cuore di tolleranza e di compassione empatica


Giovanni Di Lorenzo, direttore di Die Zeit, vissuto da bambino in Italia e poi trasferito in Germania, una volta disse che gli stereotipi sull’Italia in realtà sono sbagliati. Si dice che l’Italia sia il paese del sole ma ogni volta che vado in Toscana trovo la pioggia. Si dice che gli italiani sono un popolo romantico e invece detestano ogni sentimentalismo. Si dice che sia un popolo sregolato e invece una regola come quella del divieto del fumo in locali pubblici viene osservata più che in Svizzera.

Questi paradossi risultano quanto mai attuali. All’estero l’Italia ha sempre avuto l’immagine di un Paese magari senza cervello, difficilmente comprensibile, però con un grande cuore di tolleranza e di compassione empatica. Gli italiani brava gente che hanno saputo conquistare l’affetto di chiunque grazie alla loro forte carica di umanità.


Negli ultimi tempi assistiamo a un ribaltamento perfino di questo pregio ancestrale della nostra cultura che ha compensato da sempre le nostre evidenti lacune in tanti campi.
Nel giorno in cui l’Italia mette in atto un’altra stretta discriminatoria delle leggi vaccinali diventando il primo paese al mondo che impedisce a persone sane di lavorare, il grande cuore dell’Italia sembra aver smesso di battere.
Speriamo non per sempre.

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