L’ascesa dell’autoritarismo

Nerone

Nei secoli si è lottato per ridurre e limitare l’autorità del sovrano. Da questo sono nate tutte le Costituzioni e le conquiste della civiltà contemporanea.
La tendenza della nostra società è assegnare al governante di turno la stessa potestà, se non di più, di quella che un tempo avevano i sovrani assoluti contro cui i nostri antenati hanno lottato.

Tutti quelli che erano paradigmi ormai impossibili da ripetere stanno diventando normali. Esempio, il coprifuoco per fasce orarie o il confinamento, in casa o all’interno di un comune, una regione o uno stato, sono diventate cose di ordinaria amministrazione. Il controllo e l’omologazione dei media hanno raggiunti livelli da totalitarismo e nella maggior parte degli stati non esiste più l’opposizione, ma solo diverse gradazioni di autoritarismi.


Una società pervasa da internet e dalla comunicazione orizzontale sta portando la politica verso un nuovo autoritarismo simile a quello che abbiamo vissuto nella prima metà del novecento.
I diritti che erano considerati fondamentali proprio perché mai escludibili soprattutto nelle situazioni di emergenza, sono diventati delle decorazioni del diritto.

Dall’altro lato sembra che sia assodato come soluzione ai problemi quello di accentrare tutti i poteri nelle mani del governo o di commissari improvvisati e di ridurre al minimo l’autonomia di azione e di decisione per i cittadini.
Ormai essere multati perfino perché si beve il caffé in tazzina o perché si prende il sole è considerato normale. Anzi, i cittadini si accaniscono contro chi rivendica un minimo di libertà.

Come alla fine dell’antica Roma il Senato e le istituzioni repubblicane sono state soppiantate alla volontà dell’imperatore, così adesso si stanno perdendo tutti gli strumenti di tutela dei cittadini in nome di un’autorità assoluta che sta acquisendo sempre di più tratti divini.



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