La POLITICA NONSENSE: zona gialla da domenica, doccia in commissione e la ciclabile per Malpensa

Nelle ultime ore sono arrivati altri 3 esempi illuminanti di una politica che sembra aver perso la brocca. Ripercorriamo cosa è successo

una doccia in Commissione

La politica in Italia spesso dà prova di comicità nonsense, più assurda dei Monty Python. I banchi a rotelle non sembrano avere arrestato iniziative senza senso, anzi. Nelle ultime ore sono arrivati altri 3 esempi illuminanti di una politica che sembra aver perso la brocca. Un nonsense fatto di incapacità cronica di prendersi le proprie responsabilità, mancanza di rispetto per i cittadini e forzature ideologiche. Ripercorriamo cosa è successo.

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La POLITICA NONSENSE: zona gialla da domenica, doccia in commissione e la ciclabile per Malpensa

#1 Zona gialla la domenica: dopo un mese e mezzo, il governo dice che si può uscire. Ma poi si indigna perchè i cittadini sono usciti 

Credits: dagospia.om

Dopo un mese e mezzo di lockdown, con bar e ristoranti chiusi e divieto di muoversi fuori dal Comune, l’annuncio del governo: da domenica 13 dicembre la Lombardia diventa zona gialla. Questo significa che si può uscire e, grazie anche al nuovo sistema di cashback, si possono fare le compere di Natale. Il governo dice: potete uscire, andate e spendete.

Il risultato è ovvio, anche complice la prima giornata di sole da settimane. Le persone che hanno rispettato per quasi sei settimane le ordinanze, fanno quello che il governo dice che possono fare: uscire di casa. Cosa succede dopo è cosa nota: immagini di persone in giro per le città che, anche se tutte con le mascherine, innescano la reazione indignata dei rappresentanti del governo. 

Il supercommissario all’emergenza Covid Domenico Arcuri attacca ospite da Fazio: “Insopportabili assembramenti di persone, dobbiamo stare attenti. Non fateci più vedere foto come quelle di oggi (domenica ndr): dobbiamo evitare tutti che la terza ondata abbia luogo. Sarebbe complicato iniziare la campagna delle vaccinazioni con un nuovo inasprimento della curva epidemica“. 



Rincara la dose il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia: “Le foto degli assembramenti mostrano scene ingiustificabili, irrazionali, irresponsabili. Comprendo la voglia delle persone di uscire, ma dovremmo sentire ogni giorno dentro di noi il lutto nazionale.” Commentando la scelta della cancelliera tedesca Angela Merkel di dichiarare un nuovo lockdown generale ha poi aggiunto: “È una scelta che personalmente condivido. Dobbiamo dirci fino in fondo se la pausa natalizia deve servirci a mettere in sicurezza il Paese o se deve essere guidata solo dalla volontà di favorire il business. In questo momento affari e salute non sono conciliabili. E ho il massimo rispetto per chi ha sulle spalle il peso delle attività economiche.

In poche parole il governo apre, ma la colpa se poi escono è dei cittadini. Senso di responsabilità per il governo è restare chiusi in casa anche quando il governo dice che si può uscire? Non sembra una scena dei Monthy Python, tipo questa?

#2 La doccia di Corrado (5 Stelle) nella Commissione Trasporti del Comune di Milano

 

Una politica che si sorprende se i cittadini escono di casa quando la politica gli dice di farlo, cosa può escogitare durante una riunione in videocall di una Commissione comunale? Di farsi una doccia, ovvio.  

Questa è stata l’idea del candidato sindaco dei “5 stelle” alle elezioni comunali del 2016 Gianluca Corrado, oggi consigliere dell’opposizione, durante la videoconferenza in diretta della commissione consiliare Mobilità del Comune di Milano.

Come si vede nel video, durante l’incontro il rappresentante dei 5 stelle ne approfitta per farsi una doccia. E quello che colpisce è anche l’atteggiamento degli altri presenti, tra cui l’assessore Granelli, che proseguono senza fare una piega. Ci aspettiamo che anche in questo caso venga data colpa ai cittadini, colpevoli di aver condiviso un video così privato. 

Fonte: Affaritaliani

#3 La ciclabile Milano centro – Malpensa: non vediamo l’ora di andare in bici a prendere un aereo. Ma le valigie dove le mettiamo?

Credits: malpensa24.it – L’autostrada delle biciclette della Ruhr, in Germania

Il nonsense a volte viene raggiunto dagli eccessi ideologici o di iniziative di propaganda politica. Un esempio è dato dalle ciclabili: tutti sono felici a Milano di avere più incentivi per muoversi in bici ma se si perde il buonsenso si rischia di esagerare. Dal centro di Milano all’aeroporto internazionale di Malpensa in bicicletta, pedalando su una ciclovia in sede protetta: è il progetto di una “super-ciclabile” che unirà la stazione di Milano-Cadorna all’aeroporto di Malpensa, Terminal 2, un percorso lungo 72 chilometri in gran parte pianeggiante che dovrebbe arrivare a compimento entro le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026.

È stato annunciato in pompa magna nei giorni scorsi da Andrea Gibelli, presidente di Fnm – Ferrovie Nord Milano in occasione dell’incontro digitale “Il futuro della mobilità organizzato dal Corriere della Sera”. 

Una ciclabile che correrà in parallelo alla linea ferroviaria Milano-Malpensa per portare un vantaggio alla mobilità quotidiana dei territori attraversati. Ma quale utilità c’è nel farla proseguire sino al Terminal 2 dell’aeroporto? Si prevede forse un afflusso di passeggeri che arriveranno carichi di valigie per volare fuori dall’Italia? O servirà per le folle di turisti che giungeranno in aereo con la loro bicicletta?

L’idea è grandiosa. Ma se si rivelerà inutile di chi sarà la colpa è ovvio. Dei cittadini pigroni. 

Fonte: Gazzetta dello Sport

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