La fine dell’oggettività

È in atto una rivoluzione simile a quella protestante

Lutero affigge le 95 tesi

La nostra epoca sta facendo calare il sipario sul mito dell’oggettività.
Le democrazie occidentali si erano basate sulla Costituzione per scongiurare derive soggettive e un eccessivo relativismo basato sulla libera interpretazione delle leggi e sugli interessi del governo del momento.

La Costituzione prescrive dei principi fondamentali che proprio perché sono fondamentali non possono essere messi in discussione in situazioni di emergenza. Perché se non servissero proprio in situazioni di emergenza non sarebbero fondamentali.
Anzi, la situazione di emergenza è il luogo dove vive la Carta Costituzionale. Altrimenti sarebbe inutile.


Se un governo può interpretare a proprio piacimento la Costituzione e derogarla con semplici atti amministrativi, automaticamente la fa crollare come un castello di carte. E tutto l’impianto di leggi a valle dell’impianto costituzionale di conseguenza diventa un gigante con i piedi di argilla destinato anch’esso a crollare.

Dopo oltre 70 anni di continui tentativi di ricondurre l’interpretazione della Costituzione all’interno di una linea unica i nostri governanti hanno fatto saltare il banco come un nuovo Lutero.
È in atto una rivoluzione simile a quella protestante. In realtà una rivoluzione che avviene dall’alto, dalla stessa autorità che in realtà disconoscendo la carta mette le basi per la sua autodistruzione.

Nella riforma protestante la grande rivoluzione era stata che il sapere che era prima deposto nelle mani di pochi eletti, i sacerdoti, è diventato di dominio pubblico. E ognuno ha potuto interpretare le scritture secondo la sua visione e la sua coscienza. Questo ha aperto la strada a una riforma che ha affermato il criterio della soggettività laddove dominava il dogma della oggettività che in realtà coincideva con la soggettività dell’autorità.



Lo stesso sta accadendo anche oggi. Non solo con la Costituzione. Ci si appella alla scienza come se questa fosse dispensatrice di verità oggettiva quando invece è evidente come sia il luogo del dubbio e il regno delle posizioni soggettive.

Forse siamo davvero al tramonto di un’era delle democrazie totem nate nell’ottocento e prossimi a una nuova alba fatta di una società in cui la dimensione soggettiva sarà predominante e, di conseguenza, perderanno terreno le imposizioni dogmatiche e integraliste.

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MILANO CITTA’ STATO

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