Milano Città Stato

I frammenti della civiltà precedente diventano germogli della società futura


Nel momento in cui un determinato percorso di sviluppo di una civiltà arriva ad incontrare i suoi limiti, inizia un periodo di stallo che porta all’inevitabile collasso che consiste in una rapida semplificazione della complessità, finché si riparte dai frammenti della civiltà precedente che diventano germogli della società futura.

L’esempio più chiaro è quello dell’Impero Romano che dopo aver raggiunto il massimo splendore si è diviso in due, Impero Romano d’Occidente e d’Oriente, finché anche queste forme provvisorie hanno ceduto a una frammentazione dei singoli territori.
Perdendo gli effetti benefici della globalizzazione del tempo la civiltà si è ricomposta in piccole forme di autarchia.


Forma di autarchia tipica dell’Italia Medievale è il Comune, dal latino bonum comune che significa piccole comunità che mettono in comune beni e li proteggono attraverso alture e mura fortificate, rispetto al periodo precedente quando la difesa era garantita dall’Impero.
Da questi semi germoglia la civiltà moderna.

Alla società contemporanea sta succedendo qualcosa di simile.
Negli anni Ottanta si è arrivati ai limiti dello sviluppo, compensati dall’enorme ricorso al debito: l’edonismo degli anni Ottanta nascondeva, attraverso lustrini e paillettes, il fetore di un corpo putrescente.

Si è proseguito per una trentina d’anni nell’illusione di una crescita che ormai non c’era più, provocando peraltro una pessima allocazione di risorse sempre più scarse,  fino ad arrivare in prossimità della frantumazione. Che è il momento che ci stiamo trovando ad affrontare.  



Una volta che Milano sarà cosciente della dinamica di questo processo potrà ritrovare una forma di protagonismo completamente diverso da quello attuale, rispondendo alla necessità di ricostruire con le sue sole forze il nucleo di una nuova società.
Perché gli esseri umani, una volta che sono sottoposti alle inesorabili leggi della natura, prendono coscienza di dove stanno e delle reali possibilità di progettare un nuovo futuro.  

Continua la lettura con: Il secolo delle campagne

LA FENICE

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