E se il Climate Change fosse un grande inganno?

Il ministro Cingolani da Greta

Il grande tema che sta occupando l’agenda della politica internazionale è il climate change.

Nel recente passato il tema ambientale era quello della lotta al surriscaldamento globale, la cosiddetta AGW, Agenda Global Warning. Ricordate quando Al Gore nel 2000 diceva che entro il 2020 non avremmo più visto la neve?
Ma il surriscaldamento globale, disattese tutte le profezie, invece di trasformare il pianeta si è trasformato in Climate Change.


Si tratta di una mossa sensata perché ora qualunque variazione climatica, non più solo quella verso il caldo, può confermare la premessa.
Per mancanza di riscaldamento hanno ridefinito il movimento con la verità innegabile che il clima cambia: qualunque cambiamento del clima, anche quelli ciclici e continui, in questo modo può essere imputato all’eccesso di anidride carbonica nell’atmosfera.

Oggetto della campagna è la riduzione delle emissioni perché i nomi cambiano ma quello che resta sempre costante è la causa nefasta delle attività umane. In particolare l’emissione dei combustibili fossili.
Però c’è qualcosa che non torna.

Anche se fosse la CO₂ la causa del cambiamento climatico, bisogna considerare che è di derivazione antropica meno dell’1% della CO₂ rilasciata in atmosfera. Anche se spegnessimo ogni motore endotermico sul pianeta, il 99% della produzione rimarrebbe invariata.



Il punto chiave di questa politica è la transizione ecologica.
Questo martellamento mediatico, anche attraverso una testimonial di facile presa sul pubblico più suggestionabile, risponde al tentativo di coprire un problema reale, che è la scarsità di combustibili fossili, trasformandolo in una dimensione etica, quella di salvare il pianeta. Senza dire chiaramente che il salvataggio del pianeta costerebbe centinaia di milioni di posti di lavoro, una riduzione colossale della ricchezza e il collasso della globalizzazione come la conosciamo oggi.

La verità è che il clima sta veramente cambiando ma per dinamiche autonome rispetto all’attività dell’uomo. Ma se si traveste un problema reale con qualcosa di fasullo si rischia di innescare nuovi problemi senza riuscire a inquadrare il problema di fondo che consentirebbe invece di apportare le modalità ottimale per intervenire.
Una storia che stiamo vedendo purtroppo anche in un’altra emergenza.

Continua la lettura: La bancarotta della ricerca scientifica

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1 COMMENTO

  1. ma che buffonata, ancora a discutere dell’origine antropica? “che è di derivazione antropica meno dell’1% della CO₂ rilasciata in atmosfera.” fonte di questa panzana?

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