Aggravare la situazione fingendo di risolverla

L'azione delle banche centrali invece di risolvere il problema lo hanno aggravato


Il sistema finanziario è pieno di margin debt, “debito a margine”. Si utilizzano i soldi a prestito per comprare azioni, obbligazioni e prodotti derivati garantiti da collaterale iperinflazionato.

Questo perché si usano gli stessi titoli come garanzia multipla per poter ottenere soldi a prestito creando il più grande schema Ponzi di tutti i tempi. Fino a quando la crescita, presunta o illusoria, si mantiene questo processo riesce a dare risultati positivi, ma nel momento in cui si inverte la rotta e l’economia globale procede verso la recessione, il meccanismo rischia a scricchiolare pericolosamente. Si entra nella fase della margin call globale: la chiamata di ricopertura da parte di chi ha concesso il prestito al debitore di fronte a un collaterale che crolla di prezzo in ogni anfratto del sistema.


Adesso stiamo assistendo alla resa dei conti di quello che è iniziato nel 2008 che poi è andato avanti nel 2011 con la crisi dei subprime in Europa ed è stato procrastinato in tutti i modi dalle politiche monetarie delle banche centrali, con il risultato di aggravare ulteriormente le dinamiche in atto. Quella che era una serie di bolle settoriali ora è diventata la everything bubble, una bolla che coinvolge ogni asset, azionario, obbligazionario e real estate a livello globale.

La crescita da reale è diventata una inflazione degli asset, un aumento del prezzo senza aumento del valore.
Una bolla che sta per esplodere perché la crisi energetica ci sta facendo capire che la crescita economica è finita e stiamo entrando in un periodo di profonda recessione.

Una recessione globale indotta dalla crisi energetica e della materie prime che porterà all’esplosione della everything bubble. Perché a differenza della finanza dove ci si può illudere di stampare ricchezza, le materie prime non possono essere stampate.



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LA FENICE

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