La prossima ondata non è quella che ti aspetti

Mentre Greta intrattiene i politici nostrani, strane cose avvengono nel resto del mondo

Credits: zerohedge.com

Mentre Greta intrattiene i politici nostrani strane cose avvengono nel resto del mondo.

A Londra il prezzo del gas ha raggiunto i 27 dollari per BTU (British Termal Unit) quando un anno fa la stessa unità di energia costava attorno ai 4 dollari per BTU. Stanno impiegando l’esercito per rifornire i distributori che almeno nella metà dei casi sono rimasti senza benzina o con un solo carburante disponibile. Una decina di provider energetici sono falliti soltanto negli ultimi quindici giorni.

In Cina sempre in questi giorni il prezzo di gas liquefatto (LNG) ha raggiunto i 29 dollari per BTU. Questo ha portato a qualcosa di mai visto in Cina negli trent’anni: è iniziato il razionamento in alcuni dei più importanti distretti industriali che sono chiamati “La Fabbrica del Mondo”, causando un crollo della produzione senza precedenti. Si tratta dei distretti che producono in larga parte per i mercati sviluppati le cui economie sono basate in gran parte sui consumi.

Un’altra strana cosa sta succedendo in Russia. Il Capo di Stato Maggiore è stato incaricato da Putin di costruire in Siberia distretti produttivi che possano ospitare fino a metà della popolazione russa. Notizia per alcuni versi surreale che fa vedere importanti cambiamenti che a breve potranno impattare il modello di vita al quale siamo abituati.

Si tratta di dinamiche globali che stanno accelerando e già stanno arrivando in Italia. L’enorme aumento delle bollette energetiche è un primo segnale, considerando in particolare che sta avvenendo quando ancora non è iniziata la stagione fredda, quella che comporta i maggiori consumi.

Questo non lascia prevedere nulla di rassicurante per il prossimo futuro. Perché questi aumenti porteranno ad aumentare fortemente la quota del budget familiare da destinare all’acquisto di beni di prima necessità sottraendoli direttamente a tutto il resto dei consumi, lasciando intravedere dietro alle promesse di ripresa economica che i nostri politici raccontano a gran voce l’orrido ghigno della recessione globale.

Continua la lettura con: E se il Climate Change fosse un grande inganno?

MILANO CITTA’ STATO

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