Il Green pass psicologico

Come si sentono le persone emarginate prima dal circolo di amicizie e poi dalla vita sociale?

Credits: @uniqueme_mi

In un periodo di forti contrasti ideologici le persone che non sono allineate con l’idea dominante possono sentirsi escluse dalla partecipazione alla vita sociale. Questo perché non si riconoscono più nei valori condivisi.
Ad esempio, chi ha idee diverse sulla conduzione e la lotta alla pandemia che stiamo vivendo può ritrovarsi come uno straniero in patria.

Tutte le persone che un tempo erano amiche e con cui si condividevano attività, vita sociale, interessi e discussioni di ogni genere, improvvisamente diventano intolleranti e portatrici di distanziamento sociale.
Invece di affievolirsi, questo processo si sta acutizzando sempre di più con il tentativo di discriminare chi non ha aderito alla campagna vaccinale.


Ma come si sentono le persone emarginate prima dal circolo di amicizie e poi dalla vita sociale?

Le sfumature sono molteplici. Si va da quelli che stanno pensando di emigrare a coloro che si autoisolano e sono rimasti in contatto solo con le persone con cui condividono le idee generali. Fino ad arrivare a quelli che fingono di essere superiori alla cosa ma in cuor loro soffrono a ogni incontro.

La verità è che essendo l’uomo un animale sociale, il fatto di non condividere con la comunità le idee e di sentirsi esclusi o peggio discriminati, porterà questi individui a porsi sempre di più la domanda fondamentale dell’estere: ma chi sono io?



A quel punto alcuni troveranno la risposta in se stessi e riusciranno a trasformare isolamento e difficoltà in un motivo di crescita e di rafforzamento della loro identità. Altri fuggiranno cercando ambienti più aperti a chi ha idee diverse. Molti, più probabilmente, si ritroveranno a identificarsi nel gruppo degli esclusi che si organizzerà in modo da difendere i loro diritti e, nel caso, cercare di prendere un maggiore potere forti dello spirito di appartenenza e del desiderio di rivalsa.

In fondo, nella storia quasi sempre i gruppi perseguitati hanno prima o poi conquistato il potere del sistema di cui facevano parte, facendo della discriminazione il loro principale punto di forza.

Continua la lettura con: Il fascino della sottomissione

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