I quattro insospettabili NEMICI di Milano (Città Stato)

Ci auguriamo di ricevere delle smentite che provvederemo a pubblicare con sollievo per Milano (Città Stato)

Parasite

Febbraio 2020. Per la prima volta nella storia del cinema ad aggiudicarsi l’Oscar di miglior film dell’anno è un film straniero. Si tratta di Parasite, un film coreano che, come richiama il titolo, racconta la capacità dei parassiti di inserirsi in ogni contesto e di utilizzare un’intelligenza sofisticata per distruggere l’ambiente che li foraggia. Un film crudo che fa pensare che i parassiti siano ovunque, anche tra chi ci è più vicino. Mi ha ricordato un altro film bellissimo, Match Point di Woody Allen, che tratta le vicende di una famiglia benestante che accoglie un giovane e scapestrato maestro di tennis, lo tratta come un figlio e quello come riconoscenza compie una serie di delitti infami.

Gli antichi romani dicevano che i peggiori nemici sono quelli che abbiamo in casa. Questa la sintesi che mi viene in mente pensando ai due film e alle indiscrezioni che ci sono arrivate di posizioni prese contro Milano (Città Stato). Mi auguro di ricevere smentite, anche se posso garantire che si tratta di fonti molto affidabili.


I quattro insospettabili NEMICI di Milano (Città Stato)

#1 Attilio Fontana (Presidente della Regione Lombardia)

L’indiscrezione ci è arrivata come un colpo al cuore. Fontana sarebbe contro Milano (Città Stato). Si dice che gli alti vertici della Regione siano completamente ostili all’autonomia di Milano, anche più dei Ministri del governo di Roma: non potrebbero accettare l’idea che una parte rilevante della regione, l’area di Milano, si possa separare gestendo in autonomia poteri e risorse attualmente nelle mani della Lombardia. Ma come, il presidente della Lombardia, ossia chi dovrebbe rappresentare gli interessi dei milanesi, si pone contro di loro? Ancora di più: il presidente della Regione che porta avanti una battaglia autonomista contro Roma, si dimostra invece centralista con un territorio interno alla sua Regione? Come si può essere autonomisti con Roma e centralisti con Milano? Forse per coerenza con la linea che tiene verso Roma e per un senso di responsabilità per il suo ruolo di Presidente anche dei milanesi, la linea corretta dovrebbe essere di consentire che siano i milanesi a decidere se e come amministrarsi.

#2 Movimento 5 Stelle

Confesso che in passato ho seguito con simpatia alcune delle rivendicazioni del Movimento 5 Stelle. La richiesta di una maggiore partecipazione popolare, la lotta ai privilegi, un richiamo all’onestà in chi gestisce la cosa pubblica mi sembravano proposte legittime e utili a rinfrescare la stantìa politica dello Stivale. Così come provavo simpatia per le loro istanze allo stesso modo mi sento tradito dallo spettacolo che stanno offrendo da quando sono entrati nelle stanze del potere. Mi sbaglierò, ma mi sembra che la loro gestione del potere sia quanto di più clientelare e poco trasparente si sia mai visto nella politica italiana degli ultimi vent’anni. Dove il loro clientelismo raggiunge l’apice è nelle grandi città. Appena Milano si candida a una posizione di forza sul piano internazionale, come per il Tribunale dei Brevetti o le Olimpiadi, i 5 stelle scavano un nuovo vallo per impedire che Milano possa arrivare alla vittoria in Europa. Qualunque discussione che riguardi le città vede il Movimento arroccarsi sempre a difesa dei suoi fortini di Roma e Torino, spesso in ostilità proprio verso Milano. Non basta. Oltre a una diffidenza diffusa nel movimento verso una città che non li ha mai amati, si aggiunga che il Movimento è diventato un riferimento ormai per la parte di popolazione delle zone meridionali che invoca una politica assistenzialista e centralista. Un tipo di politica che è l’antitesi di Milano (Città Stato).

#3 Roma

“Quando Milano ha perso l’EMA a Roma hanno festeggiato”, mi ha raccontato un politico di primo piano della nostra città. Lo stesso personaggio mi ha raccontato il dietro le quinte della disfatta: si trattava di una battaglia già vinta ma che la politica romana ha cercato di sabotare in ogni modo. Con successo. Più Roma decade e più sembra convogliare le energie per impedire al resto del Paese, e a Milano in particolare, di raggiungere la sua eccellenza. Una parte della burocrazia romana considera inaccettabile il successo di Milano (Città Stato). In tutto il mondo l’autonomia delle città più importanti è stata data dai governi nazionali e funziona. Ma l’Italia è un luogo strano, l’unica nazione al mondo dove il Ministro per la Coesione Territoriale possa attaccare una sua città, come quando ha detto che “Intorno a Milano “si è scavato un fossato” a causa del quale “la centralità” della città “la sua importanza, la sua modernità, la sua capacità di essere protagonista delle relazioni e delle interconnessioni internazionali non restituisce quasi niente all’Italia“.


#4 Sergio Mattarella

Quando lo siamo venuti a sapere abbiamo alzato le mani. A questo punto non resta che arrenderci, è stata la prima reazione. Più fonti purtroppo confermano questa indiscrezione che ci sembrerebbe un tradimento da parte di un Presidente della Repubblica. Mattarella sarebbe totalmente contrario a Milano (Città Stato). La vedrebbe come un pericolo alla unità del Paese. Pericolo che sembra quanto più assurdo si possa pensare. Se infatti fosse vero che l’autonomia di una città possa minare l’unità di un Paese, allora non spiega come mai le nazioni più unite siano proprio quelle che presentano all’interno delle città stato: Svizzera, Germania, Austria, Russia, Ungheria, sono solo alcuni degli esempi, anche perchè dove mai si è vista nella storia di una città che si sia resa indipendente dalla nazione di cui fa parte dopo aver ricevuto più poteri di amministrarsi. Il rischio che le città stato del mondo, come Berlino, Ginevra, San Pietroburgo, Vienna, Bruxelles, Madrid o Amburgo, possano minare l’unità del loro paese proclamando l’indipendenza è pari a zero. Anzi, proprio queste città sono le leve principali contro il frazionamento del Paese, come succede con la comunidad autonoma di Madrid verso la Catalogna o la città contea di Londra verso Scozia o Irlanda del Nord.

Ma l’esperienza internazionale non è l’unica contraddizione con quello che sarebbe il punto di vista del nostro Presidente. La sua chiusura si porrebbe anche contro la Costituzione Italiana che non solo consente che un territorio con almeno un milione di abitanti, quindi Milano, abbia il diritto di diventare una regione. Ma addirittura l’articolo V della nostra Carta “riconosce e promuove le autonomie locali” e “attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo”.
Come scritto per il Presidente Fontana mi auguro che arrivi una smentita o una dichiarazione ufficiale di apertura o, quanto meno, di interesse ad approfondire un’istanza legittima dei milanesi e utile per tutto il Paese. Perchè è nella natura di Milano (Città Stato) valorizzare il meglio di ogni cittadino e di porsi al servizio dell’intera nazione. 

ANDREA ZOPPOLATO


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