Benzina sul fuoco

Il rialzo dei carburanti può essere il trigger che scatena l'incendio sull'economia. Eppure si potrebbe neutralizzare

Ph. Luca Bardolla

Il rincaro improvviso dei carburanti sta mettendo in ginocchio l’industria dei trasporti e molte attività che necessitano di energia. Ci sono pescherecci fermi perché il costo per prendere il pesce è superiore ai ricavi e autisti di camion che preferiscono aspettare tempi migliori perché il costo di un pieno diventa insostenibile.

In un periodo in cui tutte le materie prime sono aumentate di prezzo in modo esponenziale, il carburante è quello che incide di più sulla vita di tutti.
Incide direttamente attraverso i costi percepibili alla pompa di benzina e indiretti per l’aumento di tutti i costi delle merci trasportate che rischiano di portare a un aumento fuori controllo dell’inflazione.


A differenza infatti degli altri aumenti che sono settoriali questo coinvolge tutte le attività a macchia d’olio. Potrebbe pertanto essere l’effetto trigger che scatenerà l’incendio in tutto il sistema economico.
Il paradosso è che a fronte di questi effetti nefasti sulla vita dei cittadini c’è d’altro lato chi ci guadagna, e anche tanto. In primis ci guadagnano i paesi produttori, chi fornisce il petrolio e gli altri combustibili, compresa la Russia che era l’obiettivo delle sanzioni.

Ma non solo. Ci guadagnano anche i governi che tassano il carburante. La maggior parte del costo del carburante sono infatti le accise. Il paradosso è che più aumenta il costo puro del carburante più aumentano le accise in modo proporzionale. Quindi se prima ad esempio per un pieno lo Stato incassava 70 euro, grazie al rialzo ne incassa 90 o più.

La dimostrazione è che il gasolio avio che non viene tassato resta a una cifra talmente contenuta da non influire sul costo dei voli aerei, mai così stracciati.



Forse in questo momento più che parlare di sacrifici o di transizione green, la strada giusta sarebbe fare come Malta che ha bloccato ogni aumento del prezzo dei carburanti almeno fino al termine dell’anno. Risultato? Il costo di benzina e gasolio sono poco al di sopra di un euro ed è lo Stato a farsi carico del rialzo evitando effetti a catena su imprese e cittadini locali.

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