SCOPERTA la vera FORMA dell’UNIVERSO

La teoria più accreditata è quella più strana mai concepita finora

Credits wikipedia.org - La forma dell'universo

L’abnegazione di un team giapponese e un’innovativa tecnica di “osservazione”, potrebbero rivoluzionare l’astronomia e non solo. Ecco quale sarebbe la vera forma dell’Universo.

SCOPERTA la vera FORMA dell’UNIVERSO

# La contemplazione del cielo

Credits chioggianews24.it – Galileo Galilei

Il genere umano scruta il cielo da sempre, da prima che esistesse la storia, si può dire. Dalla preistoria ad oggi, gli unici metodi di studio rimasti invariati sono l’esplorazione e l’osservazione. L’uomo non ha mai smesso di contemplare il cielo e, in attesa di poterlo esplorare per scoprirne i segreti, troveremo sempre scienziati con il naso all’insù che formulano teorie. La combinazione di teoria e osservazione è stata, fino ad oggi, la base per uno dei dibattiti più appassionanti del mondo fisico: che forma ha l’universo?


Come riporta il sito Esquire un team di astronomi giapponesi, guidati da Masato Shirasaki, ha annunciato la pubblicazione di uno studio che potrebbe far progredire le teorie fin qui accettate dalla comunità astronomica mondiale.

# L’intelligenza artificiale e la radiazione cosmica di fondo

Credits wikipedia.org – Radiazione cosmica di fondo

Il confronto tra esseri umani e spazio, è crudele se basato sulle dimensioni: tanto piccoli i primi, tanto esteso il secondo. Per fortuna la mente umana è in grado di elaborare teorie e creare strumenti in grado di colmare, con l’evoluzione, questo divario impietoso. Nel caso specifico, il team di Shirasaki si è affidato all’intelligenza artificiale per ripulire i dati astronomici rilevati dall’osservazione della radiazione cosmica di fondo, cioè il bagliore residuo del Big Bang che si irradia da ogni direzione verso il nostro pianeta.

L’osservazione di questa radiazione, infatti, è oggi una questione di rilevazione di immagini, tradotte sottoforma di dati complicati. Attraverso una lente gravitazionale si possono individuare gruppi di galassie in primo piano, ma i dati sono distorti da continue sovrapposizioni di altre galassie e corpi sullo sfondo: in pratica il rilevamento della radiazione cosmica di fondo, è continuamente disturbata da un “rumore”, che rende difficile alle sole capacità umane, progredire negli studi.



# Super computer e Big Data

Credits wikipedia.org – BigData

Ecco che l’intelligenza artificiale di un super computer, viene impiegata per lo studio di questi dati, incomprensibili anche per alcuni membri della comunità scientifica. “Questa ricerca mostra i vantaggi della combinazione di diversi tipi di ricerca: osservazioni, simulazioni e analisi dei dati AI“, ha commentato Masato Shirasaki. “In questa era di big data, dobbiamo superare i confini tradizionali tra le specialità e utilizzare tutti gli strumenti disponibili per comprendere i dati. Se riusciamo a farlo, si apriranno nuovi campi nell’astronomia e in altre scienze“.

# Ma qual è la forma dell’universo? La risposta più plausibile è che sia piatto

Credits wikipedia.org – La forma dell’universo

Siamo ancora nel campo delle teorie. Il dibattito tra astronomi e astrofisici si sviluppa su tre modelli matematici: l’universo potrebbe essere “aperto”, con bassa densità ed una curvatura negativa, simile ad una stella; oppure “chiuso”, se la densità universale fosse abbastanza grande da vincere l’espansione infinita e, quindi, rendere la forma dell’universo simile ad una sfera.

La terza teoria ci dice che l’universo potrebbe essere “piatto”: lo spazio si potrebbe esplorare per sempre, senza mai arrivare ad un confine. Immaginandolo all’esperienza umana, è come dire che sulla Terra possiamo camminare per sempre, senza mai trovarne la fine, giungendo sempre in un posto nuovo. Soltanto che sulla Terra valgono due dimensioni, mentre nella teoria dell’universo piatto, bisogna calcolare la superficie piatta ma in tre dimensioni, esperimento mentale non sempre facile.

Che ci crediate o no, per il momento è questo terzo modello quello che matematicamente risulta il più plausibile. La storia, anche recente, dell’umanità ci ha insegnato che il nostro pianeta non è piatto. La scienza, che è abituata a sondare ogni strada prima di abbandonare teorie infondate, ci sta portando un orizzonte piatto? Non lo sappiamo ancora. L’unica cosa certa è che fisici ed astronomi troveranno la soluzione e nascerà una nuova materia a scuola: “geometria universale”

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LAURA LIONTI

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