SARS, AIDS, AVIARIA, MUCCA PAZZA: come sono state gestite negli anni le 🚨 EMERGENZE SANITARIE?

Le più gravi EMERGENZE SANITARIE degli ultimi anni: quanto hanno colpito e come sono state trattate

campagna progresso sull'aids - 1989

Al di là dei meme e delle battute, che aiutano senz’altro a sdrammatizzare la situazione, può essere utile operare una breve rassegna delle emergenze sanitarie più recenti che hanno avuto un’eco importante a livello globale e delle soluzioni poste in atto per risolverle o arginarle, in modo da poter trarre qualche utile insegnamento.

Ferma restando la gravità della situazione, che non si intende sottovalutare, è triste vedere una città chiusa e i supermercati saccheggiati come se si fosse in guerra.

Le più gravi EMERGENZE SANITARIE degli ultimi anni: quanto hanno colpito e come sono state trattate

# AIDS

Negli anni ’80, precisamente nel 1981, negli Stati Uniti, cominciarono ad apparire misteriosi casi di malattie generalmente collegate a quadri immunologici compromessi. All’inizio dello studio della malattia, oggi nota come HIV, se ne ritrovò un’ampia casistica negli omosessuali attivi, tanto che uno dei suoi primi nomi fu GRID, ossia Gay-Related Immuno Deficiency, immunodeficienza collegata ai gay, mentre volgarmente fu definita la “Peste dei gay“.

A livello mondiale si diffuse una diffusa ansia legata al fatto che insieme all’incertezza sulla trasmissione del virus, inizialmente si pensava che potesse bastare anche il contatto tra le mani, si trattava di uno stadio, quello della sieropositività, che, una volta preso, risultava irreversibile fino alla morte del soggetto.

Studi più approfonditi, che consentirono di ricostruire le modalità di contagio e di decorso del virus, dimostrarono come questa malattia colpisse a prescindere dagli orientamenti sessuali e condussero a rivedere e a liquidare tutti quei preconcetti che intanto si erano radicati nell’opinione pubblica e rischiavano di essere dannosi per i malati.

La malattia nota dal 1986 come AIDS (in italiano Sindrome di Imunodeficienza Acquisita) è dovuta al virus HIV e si trasmette attraverso i fluidi corporei. La sua virulenza e l’immunodeficienza di cui è responsabile, unitamente alla mancanza di vaccini o farmaci che siano completamente efficaci fanno sì che la prevenzione, unitamente alla ricerca di nuovi farmaci rappresenti la prima e più importante linea di difesa.

L’informazione efficace su questa malattia, oltre a sgombrare il campo da credenze infondate e pericolose, ha contribuito e contribuisce a rendere importante l’uso di comportamenti e strumenti, ad esempio i profilattici, che risultano efficaci nella tutela e nella protezione di sé stessi e degli altri.

A distanza di quarant’anni la malattia risulta ancora senza una terapia risolutiva, anche se i farmaci consentono di trasformare la sieropositività uno stato gestibile nel tempo. Fino ad oggi risultano oltre 35 milioni di persone morte per AIDS. 

# Morbo di Creutzfeld-Jakobs o della “MUCCA PAZZA”

Anche se il cosiddetto “morbo della mucca pazza” (tecnicamente, si tratta di una forma di encefalite spongiforme bovina) ha monopolizzato le prime pagine negli anni ’90, specie dal 1995 in avanti, il primo caso di questa malattia si è avuto nel 1986, nel Regno Unito. E questo stesso Paese è stato anche l’epicentro della malattia durante gli anni ’90. Il picco si è avuto tra il 1996 ed il 1997 e, nello stesso anno, il Nobel per la medicina ha riguardato proprio gli studi su questo morbo.

La comparsa dell’encefalite spongiforme bovina fu dovuta all’uso di farine animali per nutrire animali vegetariani, in particolare dei bovini, nei quali insorgeva la malattia proprio a causa di questo tipo di alimentazione estranea alla loro dieta. Oltre ad essere devastante per gli animali, il “morbo della mucca pazza” era enormemente pregiudizievole anche per gli umani: poteva portare alla demenza e alla morte in pochissimo tempo. A tutt’oggi non esistono farmaci in grado di curare tale morbo negli umani. Al netto della psicosi, l’allora Primo Ministro britannico, John Major comunicò, prima ancora che i controlli potessero venire completati, che i bovini britannici erano sicuri.
La mossa, sicuramente avventata, aveva lo scopo di proteggere l’industria alimentare britannica, ma complicò enormemente la situazione.

Ove non riuscì uno Stato membro, poté l’Unione Europea che, attraverso la sua Commissione, coordinò l’abbattimento dei capi malati ed i controlli necessari, provvedendo poi a riscrivere, anche sulla base di quanto era appena accaduto, la normativa in ambito di sicurezza alimentare a livello UE.
La possibilità di risalire, per ogni step del procedimento della sicurezza alimentare, al passo successivo e a quello precedente, che ora è un dato acquisito per tutta le norme di food security a livello UE è una lezione che fu appresa allora.

In trent’anni per il morbo della mucca pazza sono morte 207 persone nell’Unione Europea. 

 

# L’influenza aviaria

Nota anche come Peste Aviaria. E’ una malattia infettiva dovuta a un virus influenzale di ceppo A (orthomyxovirus), che colpisce diverse specie di uccelli selvatici e domestici, con sintomi che possono essere inapparenti o lievi (virus a bassa patogenicità), oppure gravi e sistemici con interessamento degli apparati respiratorio, digerente e nervoso e alta mortalità (virus ad alta patogenicità).

Il virus è particolarmente resistente alle basse temperature e, in tali condizioni, rimane vitale a lungo nelle feci (7 giorni, oltre 30 giorni a 0 °C), tessuti, acqua (sino a un mese a 4 °C). Viene distrutto a 60 gradi in 30 minuti, per bollitura in 2 minuti, per luce solare diretta in 1÷2 giorni ed è inattivato immediatamente dai raggi UV e dai comuni disinfettanti.

Il virus può trasmettersi agli umani, come è stato definitivamente dimostrato a partire dal 1997.Anche in questo caso, la presenza di una strategia coordinata ha consentito di arginare e sconfiggere la malattia, che si è manifestata in Italia, sinora, diverse volte dopo essersi spostata all’interno di uccelli infetti. Dal 1997 è attestata la trasmissibilità all’uomo e le strategie di contrasto alla malattia, soprattutto farmacologiche e di controllo, riguardano tanto i volatili che gli umani.

L’OMS conferma 97 casi e 53 morti per l’influenza aviaria in Vietnam, Tailandia e Cambogia dal gennaio 2004.

# SARS

La SARS (che deve il suo nome all’acronimo inglese Severe Acute Respiratory Syndrome, ossia Sindrome Respiratoria Acuta Grave) appartiene anch’essa alla famiglia dei coronavirus. Proveniente dalla Cina (e poi diffusosi nel resto dell’Asia), raggiunse il resto del mondo nel periodo 2002-2003. E, nei giorni dal 12 al 15 marzo 2003, l’Organizzazione Mondiale della Sanità prese, per la prima volta dalla sua fondazione, la decisione di lanciare la raccomandazione di limitare i viaggi. Questo fu il primo passo verso la creazione e la gestione di una strategia coordinata, che, considerando solo i sintomi, ed i relativi esami ritenuti pertinenti, creava i casi clinici suddividendoli tra sospetti e probabili. Ciò permise di utilizzare a largo raggio tutta una serie di strumenti di controllo e cura, mantenendo il massimo grado possibile di flessibilità ed efficacia.

Dal 1° novembre 2002 al 31 agosto 2003, il virus contagiò 8.096 persone in una trentina di Paesi, soprattutto in Asia, causando 774 decessi.

La diffusione periodica di virus epidemici mostra che anche se funzionano strategie di limitazione e di isolamento, bisogna capire che con i virus dobbiamo saper convivere, senza cedere al panico o ad allarmismi esagerati.

ANTONIO BUONOCORE

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