L’allarme di SCIENCE: se non apriamo tutto il Covid finirà tra 10-20 ANNI

Se lasciato circolare il suo destino potrebbe essere di unirsi agli altri quattro coronavirus del raffreddore

Credit: science.sciencemag.or

A un anno dalla pandemia la domanda è sempre la stessa: quando finirà tutto questo?

A dare una risposta è stata Science, una delle riviste più prestigiose in campo scientifico, ma la risposta che ha dato potrebbe non piacere a molti. Il dato si ricava dal confronto con
quanto è successo ai quattro Coronavirus che hanno preceduto il Covid-19.


L’allarme di SCIENCE: se non apriamo tutto il Covid finirà tra 10-20 ANNI

# Lo studio di Science cambia le carte in tavola: per fargli perdere forza (e non favorire le varianti più aggressive) il virus va fatto circolare

La rivista americana ha pubblicato di recente uno studio che rivoluziona il nostro modo di
vedere e affrontare la pandemia Sarc-Cov-2.
Secondo questo studio più il virus circolerà velocemente e più in fretta riusciremo ad eliminarlo, pur proteggendo anziani e categorie protette che sono a rischio con cure e
vaccini.
Jennie S. Lavine e Ottar N. Bjornstad, scienziati della Emory e della Penn State University, Stati Uniti d’America, rilanciano l’idea che dovremo imparare a convivere con il virus Sars- Cov-2 senza esagerare con le chiusure.

Nel loro studio si sono basati sull’evoluzione degli altri coronavirus, sostenendo che il Sars- Cov-2 è diventato così diffuso da esserci poche possibilità di eliminazione diretta.
Quello che spesso ci dimentichiamo è che siamo già in contatto con altri coronavirus
endemici, che causano quindi reinfezioni ma che hanno ormai generato l’immunità di gregge sufficiente ad eliminare il rischio di gravi malattie.

Secondo gli studiosi questo potrebbe essere un possibile futuro anche del Covid che stiamo
affrontando in questo momento.



# Abbiamo già sconfitto in passato altri Coronavirus facendoli circolare e raggiungendo l’immunità di gregge

Credit: science.sciencemag.or

Quando parliamo degli altri coronavirus con cui siamo già in contatto, parliamo di virus non
molto lontani da quelli influenzali, con un rapporto di mortalità per infezione (IFR) pari allo
0,001.

Quindi più il virus circolerà velocemente (R0=6), più in fretta ce lo toglieremo di torno.
Se però continuiamo a limitarne la diffusione con tutte le misure di lockdown e
distanziamento, secondo gli scienziati potrebbero volerci fino a 20 anni per uscire da questa situazione.

# Il Covid potrebbe diventare come un’influenza

Limitare le misure di distanziamento sociale e di protezione può essere la chiave per diffondere il virus il più velocemente possibile così da ridurne l’aggressività, portandolo  manifestarsi come una normale influenza.
Il suo destino potrebbe infatti essere quello di unirsi agli altri quattro coronavirus del raffreddore che si ritiene siano diventati pressoché innocui per l’uomo.
Questo processo abbasserebbe la virulenza del virus e ridurrebbe anche l’età di diffusione,
interessando principalmente i bambini che hanno un sistema immunitario più forte e reattivo.

L’impatto della vaccinazione e le informazioni che per ora possediamo sull’immunità non promettono un futuro roseo.
Gli anticorpi tendono a decadere rapidamente, soprattutto tra le persone in cui l’infezione è
rimasta in forma asintomatica, i vaccini sembrano proteggere ma non del tutto, per non
considerare anche la parte di popolazione che non si farà vaccinare.
Per evitare che la situazione attuale duri qualche decennio occorre quindi agire con strategie diverse.

Limitare le misure di distanziamento sociale e di protezione può velocizzare la
trasformazione del Covid in una normale influenza.

# Come sconfiggere il Covid e tornare alla normalità

La trasformazione del Covid in un virus più debole, quasi innocuo ed endemico può
richiedere decenni, a seconda della velocità con cui si diffonde l’agente patogeno.
In sostanza per eliminare gli effetti più gravi della Sars-Cov 2, il virus va fatto circolare.
In questo modo saremmo anche più in grado di trovare un vaccino sempre più efficace.
Grazie a loro studi infatti, Jennie S. Lavine e Ottar N. Bjornstad hanno scoperto che il
vaccino a base di adenovirus è migliore nel prevenire infezioni gravi rispetto a quelle lievi o
asintomatiche.
Nel sistema con adenovirus infatti, dopo la vaccinazione, viene prodotta la proteina spike
superficiale che attiva il nostro sistema immunitario affinché attacchi il virus e lo debelli.

# Un messaggio che può essere travisato

Questo messaggio potrebbe essere travisato in un “liberi tutti” ma un fondo di verità c’è.

In questo momento, ormai da un anno, stiamo prendendo tempo. Prendendo tempo per
trovare una cura, per trovare una soluzione e per cercare di non far crollare il sistema
sanitario, cosa che accadrebbe, per lo meno all’inizio, se non mantenessimo le distanze.

La domanda però rimane questa: vogliamo aspettare 20 anni per tornare alla normalità?

Fonti: affaritaliani.it

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ARIANNA BOTTINI

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