Alessandro PACIELLO: “la mia Milano sarà CITTÀ STATO”

"A Milano c'è un senso di appartenenza a una città come succede in poche altre metropoli del mondo"

Alessandro Paciello

Alessandro Paciello. Imprenditore, Presidente Fondatore di Aida Partners e socio promotore di Symbola Fondazione per le qualità italiane. L’ultima sua iniziativa è Innovazione Circolare. Pugliese, innamorato di Milano.

Alessandro PACIELLO: “la mia Milano sarà CITTÀ STATO”

Alessandro Paciello

La cosa che ami di più di Milano?

La vita socio-culturale, il senso di appartenenza a una città come succede in poche altre metropoli del mondo. La convivialità che si oppone nella realtà a una vetusta visione della Milano chiusa, grigia, musona e oligarchica.


Quella che invece ti piace di meno?

Quello che si vive da due anni a questa parte, cioè esattamente l’opposto di ciò che mi piace: una Milano disumanizzata, divisiva, che non ha più “il cuore in mano”.

Il tuo locale preferito?

Woodstock sui Navigli. Ristorante Sadler.

Credits: @woodstockmilano
woodstock milano

Il tuo passatempo preferito a Milano?

Passeggiare sui Navigli e in Centro. Guardare la Milano operosa e multietnica. Andare alla Libreria Esoterica e passarci dentro ore.



Credits: @ksenia.merenkova IG

La canzone su Milano a cui sei più legato?

“El portava i scarp del tennis”, di Enzo Jannacci, un pugliese integrato e grato a Milano, come me.


Il luogo dei dintorni di Milano che ami di più?

Il Lago di Segrino. L’Abbazia di Chiaravalle.

credits: @visit_milano IG

La cosa più bella che ti è capitata a Milano?

Gli anni della adolescenza, della contestazione politica studentesca, dei dibattiti notturni davanti alle birre. Insomma, gli “anni ‘70”!

Credits: Yari Davoglio – Bivio anni ’60

 La fermata della metro a cui sei più affezionata (e perché)?

Non usavo molto il metro, perché provenivo dalla zona Sud di Milano, ai miei tempi poco coperta dalla metropolitana. Ti potrei dire il Tram numero 15, però, con tutte le sue fermate, dal Gratosoglio a Via Torino. Affezionato “su tutta la linea”!

 La cosa più curiosa che hai visto a Milano?

Farei prima a dire le cose “non curiose” che ho visto a Milano. Sono, anche per deformazione professionale, un cultore dei “segnali deboli”. Se Milano la sai guardare, nei suoi flussi, nei suoi tempi e nelle sue genti ne trai moltissimi stimoli e aneddoti che poi ti servono in senso evolutivo, sia umano che spirituale, e sono “globali”, perché da Milano passa il mondo.

 Il quartiere che ami di più?

Il quartiere Ticinese. Ci sono cresciuto per frequentazione, più che per abitazione. Ci ritrovo, da sempre, la Milano più tipica, più vera. Ancora oggi!

Credits: @lino.grillo
Porta Ticinese

Caro Sala ti scrivo… (cosa chiederesti al sindaco per rendere Milano ancora migliore)?

Di farci riprendere al più presto la vita di comunità che avevamo prima della pandemia. Oggi Milano non è più Milano. Stiamo morendo dentro per non morire – forse – fuori. Non ne vale la pena, a mio parere!

credits: milanoperibambini

Milano città stato: sei a favore oppure no a che Milano abbia un’autonomia simile a una regione o a una provincia autonoma, come l’hanno le principali città d’Europa?

Sono favorevole. Anche come esempio virtuoso da imitare da parte di altre città e territori. Milano era diventato un modello internazionale. Speriamo torni a esserlo. L’autonomia potrebbe rappresentare un vantaggio sia per la città, ma anche per altre realtà italiane.

Se dovessi lasciare Milano in quale città ti piacerebbe vivere?

A Milano…

Se avessi due miliardi per Milano che cosa faresti?

Pianterei alberi ogni dove!

Credits: @marco.9lli
BAM

Un sogno per Milano: qual è il tuo più grande auspicio per il futuro di Milano?

Che diventi una “Città Stato”, ma non per un ego da residente, quanto per un altruismo da esportatore di modello virtuoso.

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