I BORGHI più BELLI che si trovano dentro a Milano

Milano è fatta anche di borghi antichi

Via Montebello (oggi via Astesani) ad Affori. Credit: @milano_scomparsa_o_quasi IG

Entrando in questi quartieri non sembra di essere in una metropoli. Al contrario si percepisce ancora l’atmosfera di piccoli borghi. Scopriamo quali sono.

I BORGHI più BELLI che si trovano dentro a Milano

#1 Affori, il borgo agricolo ricco di storia

Credits Andrea Cherchi – Affori

Affori era un borgo prevalentemente agricolo, con numerose cascine che sfruttavano tutto l’anno l’acqua delle risorgive per l’irrigazione, consentendo una coltura a marcite. Diffusa era anche la coltivazione del gelso, incoraggiata nel contado milanese dagli Sforza e soprattutto da Lodovico il Moro, e il conseguente allevamento di bachi da seta. Tra i luoghi storici rimasti c’è Villa Litta, la Torre medievale e il platano di Napoleone.


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#2 Baggio, uno dei borghi meglio conservati

Credits Andrea Cherchi – Chiesa di Baggio

Baggio è uno dei borghi, diventati quartieri, meglio conservati di Milano. Si trova nella periferia ovest della città ed è famoso per il detto milanese ‘Va a Bagg a sunà l’orghen’ che si riferisce alla presenza dell'”organo più celebre di Milano”, un organo dipinto all’interno della chiesa vecchia di Sant’Apollinare, dato che la chiesa non aveva potuto permettersene uno vero per mancanza di fondi. Di grande rilevanza è poi la millenaria Cascina Linterno, costruita intorno al 1154, che deve gran parte della sua fama a Petrarca. Il grande poeta pare infatti abbia dimorato in questa villa dal 1353 al 1361. Si tratta dell’unica cascina milanese che abbia oltre che un vincolo ambientale anche un vincolo paesistico. 

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#3 Ortica, il primo quartiere museo della città

Murales al quartiere Ortica

L’Ortica è uno dei quartieri più storici della città, che mantiene ancora intatta la sua configurazione di piccolo borgo. Il suo nome deriva dai numerosi orti presenti già nel Medioevo mentre oggi è un vero museo a cielo aperto della città con murales che raccontano la storia di Milano lungo le sue vie.



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#4 Chiaravalle, il borgo dove è nato il Grana Padano

credits: @chiaravallemilanese IG

Il borgo di Chiaravalle nasce attorno all’omonima abbazia nel 1135, in seguito una cattedrale dell’agricoltura europea. Il campanile è considerato un’icona del luogo che i milanesi stessi chiamano “Ciribiciaccola“. Questa piccola oasi nel verde è uno tra i più antichi e affascinanti borghi milanesi ed è anche il luogo dove è nato uno dei formaggi più famosi d’Italia, il Grana Padano.

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#5 Figino, il “paese delle fragole”

Credits: figino.net – Chiesa di San Materno

Figino è nominato nelle carte già dal 1017, ma è dal 1923 che è entrato a far parte del comune di Milano pur preservando ancora oggi il carattere di piccolo borgo rurale. Lambito dall’Oasi naturale del Parco dei Fontanili, ricca di risorgive diffuse nel Parco Agricolo Sud di Milano, si caratterizza come un borgo naturalistico ed è uno dei pochi quartieri staccato dall’area edificata della metropoli lombarda. Nei secoli scorsi veniva chiamato anche il “paese delle fragole” perché da qui arrivavano nei mercati di Milano. 

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#6 Musocco, un tempo luogo strategico per la produzione industriale della città

Credits percorsi_nell_ignoto IG – Cimitero Maggiore

Un tempo luogo cruciale come area produttiva per Milano, prima dell’annessione a Milano nel 1923 superava i 15.000 abitanti. Oggi rimane la testimonianza dell’antico borgo, come una cascina e delle case a ringhiera, ma soprattutto ospita il più grande cimitero milanese, il Cimitero Maggiore.

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#7 Dergano, il borgo di contadini e artigiani

VILLA HANAU

Dergano ha da sempre avuto un’identità commerciale e artigianale. Il borgo, di cui si hanno le prime notizie attorno al XII secolo, sorgeva sulla strada tra Milano e Como, l’attuale via Imbonati. Le piccole osterie e locande nate all’epoca hanno lasciato spazio ai grandi insediamenti industriali come la farmaceutica Carlo Erba, la Mapei, le dolciarie Zaini e Italcima. Lo spirito del borgo è rimasto anche oggi nei suoi abitanti e nalla rivalità con la vicina Affori. 

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FABIO MARCOMIN

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