BAGGIO: io ci vivo (felicemente)

Da Porta Romana a Baggio: una bella scoperta

Credit: @stefy_gya

Questa è la storia di Baggio: il borgo all’interno di Milano che, pur mantenendo la sua storia, continua ad evolversi.

BAGGIO: io ci vivo (felicemente)

# La storia del piccolo borgo 

Credit: pophistory.it

Piccolo centro agricolo ai margini di Milano, zona sud ovest, diventa amministrativamente parte della città nel 1923.


Quasi incredibilmente riesce a mantenere negli anni le sue caratteristiche di vecchio borgo.
Solo a partire dagli anni 60/70 sorgono intorno al nucleo storico casermoni popolari e qualche condominio residenziale, ma la Baggio vecchia sopravvive con le sue corti, le case più antiche, la chiesa e il suo organo.
 
Seguono anni difficili, Baggio diventa sinonimo di malavita e spaccio.
Questa è la fama che la accompagna, ma nonostante ciò il borgo mantiene tutta la sua dignità.
É la forza che le viene dal suo essere ancora “paese”, sia pur a pochi chilometri dal Duomo.

# Da Porta Romana a Forze Armate

Nel 1972, giovane insegnante, vado a vivere alla Viridiana, nuovo complesso residenziale in via Forze Armate.
 
Confesso che per me, abituata a raggiungere il centro a piedi da Porta Romana, è stato un salto verso l’ignoto.
Il comune di Milano mi assegna alcune ore nelle scuole serali della zona: preparazione agli esami di terza media nei locali delle suore delle case minime e corsi di ragioneria al quartiere Olmi.
E così l’ignoto mi si svela, per certi versi inquietante.
 
É un mondo che non conosco, fatto di sacche di abbandono e povertà, ma anche di giovani che dopo una giornata di lavoro vengono a scuola per poter sognare un futuro diverso. Grande scuola di vita.
 
Mi trasferisco ai Castelli Romani ma poi torno a Milano.
 

# Vado a vivere a Baggio

Nel 1987 cerco un appartamento da acquistare, ma escludo di tornare in questa zona.
Per puro caso rispondo a un’inserzione su Secondamano, senza sapere che la casa è a Baggio.  Lo scopro andando a vederla e me ne innamoro a prima vista. 
 
Ho una figlia piccola e Baggio è purtroppo ancora vissuta come terra di frontiera, nonostante tante cose siano cambiate.
Mi assillano mille dubbi sul quartiere, sulle scuole, sulla lontananza dal centro, mi si prospetta una scelta complicata ma alla fine firmo il compromesso.
 
Questo il percorso che mi ha portato qui, dove ora vivo felice: una realtà molto milanese, si sente ancora parlare in dialetto, ma per certi versi poco metropolitana.
 
Baggio è cambiata, la sua cattiva fama è un ricordo ormai lontano, e non si distingue certo dal resto della città per fatti e presenze malavitose.
 

# Il borgo antico mantiene inalterato il suo fascino

 
Credit: it.wikipedia.org
Ci sono ancora corti, cascine, la vecchia chiesa di Sant’Apollinare con il campanile romanico, vecchie botteghe e osterie dove si beve il bianco spruzzato e si mangia milanese, come una volta.
Forse è uno dei pochi quartieri a Milano che mostra ancora la sua storia.
 
É bello fare quattro passi e incontrare gente conosciuta, entrare nei negozi come se fossero case di amici, mangiare la “cassoeula” in compagnia e sentirsi parte di una comunità, anche grazie alla presenza decisiva di associazioni locali che contribuiscono a rafforzarla.
 

Tutto è a portata di mano: le poste, l’anagrafe, l’ufficio di igiene, ambulatori e consultorio, biblioteca, scuole, negozi, supermercati, mercato coperto e bei mercati settimanali nelle vie del quartiere.

Non a caso fra gli anziani c’è ancora chi, dovendo andare in centro, dice che va a Milano.

# Baggio nuovo centro del mondo

Credit: @stefy_gya
Negli ultimi anni sono stati aperti nuovi locali che richiamano una clientela giovane, spesso proveniente da altre zone della città, senza alterare l’atmosfera un po’ provinciale del borgo. 
 
In attesa della metropolitana, che sembra possa arrivare fra qualche anno, dobbiamo fare la fatica di raggiungere la fermata di Bisceglie in pochi minuti di auto o autobus, ma la grande fortuna è vivere nel verde. 
 
Il parco delle Cave è a pochi passi dal borgo e nel mese di maggio ci offre ogni anno il grande spettacolo della lucciolata.
 
Nel giardino del mio condominio vivono indisturbati gli scoiattoli e dalle mie finestre vedo il Monviso e il Monterosa.
Non rimpiango il centro, la folla e il rumore.
 
Qui è come vivere in provincia, ma con i servizi di una grande città e l’orgoglio di appartenere a una comunità, quella di Baggio.
 

Continua la lettura con: Cosa si nasconde dietro al detto “Va’ a BAGG a sonà l’òrghen!”

 
MARGHERITA BIANCHI
 

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