PERCORSI A MILANO dedicati ad ATTORI CELEBRI

Proviamo a riscoprire la città immaginando itinerari intitolati a celebri attori

credits: club Milano magazine

Il cinema italiano nel mondo è sinonimo di Roma. Che a noi milanesi, piaccia o no, la capitale ha la supremazia sulla settima arte. Vuoi per la presenza di Cinecittà, vuoi perché la città è un set all’aperto (vedi la Grande Bellezza), vuoi perché ha un vero e proprio festival dedicato e vuoi perché attori, sceneggiatori e registi hanno studiato, lavorato e vivono ancora tutt’oggi nella città eterna. Milano, d’altro canto, non è rimasta a guardare e, sebbene qui non abbiamo un centro come Cinecittà e nemmeno un festival competitivo (discorso a parte per i MilanoFilmFestival), la città meneghina ha ispirato il cinema sotto tantissimi aspetti. Infine se Roma ha i suoi attori feticci, Milano non è da meno.

Proviamo a riscoprire la città immaginando itinerari intitolati a celebri attori. 


PERCORSI A MILANO dedicati ad ATTORI CELEBRI

# Percorso Pozzetto

credits: mymovies – il ragazzo di campagna

“La città l’è piena di tentazioni, l’è tentacolare”. Come dimenticare la mitica battuta della mamma di Artemio, disperata dalla decisione del figlio di lasciare la campagna per trasferirsi in città. Il Ragazzo di Campagna è sicuramente il film più iconico e più legato alla Milano di Renato Pozzetto. All’arrivo di Artemio in città lo si vede guidare un trattore in pieno Corso Vittorio Emanuele per poi essere multato in piazza San Carlo. Successivamente lo vediamo in piazza San Babila dove si rivolge (fischiando) ad una vigilessa per farsi spiegare come raggiungere l’altra metà della piazza. In realtà se osserviamo bene la scena, si intuisce che il protagonista si trova in piazzale Loreto e non San Babila (magie del cinema).

Quando entra in scena “Severino Cicerchia”, Massimo Boldi (altro milanese doc), vediamo piazza Sant’Eustorgio dove avviene l’incontro tra i due e successivamente via Melchiorre Gioia dove scippano, ma su quest’ultima zona ci sono dubbi che ancora oggi resistono. Infatti, su internet alcuni sostengono che la scena sia stata girata in via della Maggiolina. Dopodiché, per dividersi la refurtiva, si spostano in via Gioacchino Murat 36. In questa scena si intravede l’insegna del negozio Grancini che oggi non esiste più e al suo posto è stata aperta un’agenzia di viaggi. Altra mitica scena entrata nel mito del film, è quella del residence (Taaac!), dove il mitico Enzo Garinei illustra all’ingenuo Artemio le comodità di un monolocale. Su quale fosse il residence ci sono stati per molti anni tanti dubbi. Per anni si è creduto che fosse in via Stelvio, ma recandosi a Bruzzano, tra via Pesaro e via Senigallia, troviamo un hotel e un palazzo ormai abbandonato e con molta probabilità si tratta del il famoso residence del film.



Un altro tormentone del film è “Ho interessanti prospettive per il futuro”, ripetuto più volte durante le rocambolesche ricerche di lavoro. In questa parte del film si possono vedere via Abbadesse e via Oldofredi e via Melchiorre Gioia (scena con Cannavale cieco), via del Gesù e via Montenapoleone (scena del metronotte). Nel film Artemio trova anche l’amore per Angela che abita in via dello Statuto 19, un amore non corrisposto, almeno all’inizio, che porta il protagonista  a decidere di suicidarsi in via Lodovico il Moro di fronte alla ex fabbrica Ginori, sul cavalcavia Don Milani. Una decisione che, fortunatamente, non avrà esito positivo, ma che sarà fondamentale per tornare definitivamente a Borgo Tre Case, con un happy end inevitabile.

# Percorso Celentano

credits: wikipedia – Asso

Adriano Celentano è un mito generazionale. Il suo legame con Milano è già scritto nella famosa canzone Il Ragazzo della via Gluck, dove ancora oggi, estimatori e fan, si recano per vedere il palazzo dove nacque il Molleggiato. La sua carriera artistica si è divisa tra musica, televisione e cinema. Proprio in quest’ultimo, soprattutto negli anni ottanta, il suo nome era garanzia di successo, tant’è vero che le location dei suoi film sono diverse e non solo legate a Milano. A mio parere, il film più iconico su Milano è Asso del 1981. Il film si apre con una scena girata in via Carducci presso lo storico Bar Magenta che, per esigenze di copione, lo vediamo chiamarsi Bar Bretella come il finto proprietario interpretato da Renato Salvatori.

Quando Asso (Adriano Celentano), dopo aver vinto un importante partita a poker, torna a casa all’alba lo vediamo sul ponte del Naviglio in via Gozzadini, mentre l’incontro successivo con il sicario, che lo dovrebbe uccidere, avviene in realtà a Gaggiano. Morto, Asso torna sulla terra come spirito che solo la moglie, Edvige Fenech, ha la possibilità di vedere e di parlarci. La moglie, incredula della notizia e convinta che sia uno scherzo, accompagna il marito all’Istituto di Medicina Legale per il riconoscimento del cadavere, qui siamo via Darwin 22 oggi sede di un’importante azienda.

Da questo momento in poi, Asso cercherà di trovare un marito degno di sostituirlo e nel frattempo scopre che il mandante del suo omicidio è proprio l’amico Bretella che ha fatto uccidere anche il sicario che, pentito, avvisa Asso incontrandolo nei giardini di Villa Belgioiso in via Palestro 16. Quando il banchiere Morgan (scelto da Asso come sostituto) viene rapito da Bretella, vediamo via Valenza (durante l’inseguimento), Piazza Erculea 11 (sede della Banca Morgan) e corso di Porta Romana 10 dove, al tempo aveva sede il commissariato. Il film è famoso anche per le scene girate a Monza, all’ippodromo e al parco reale e infine a Sanremo presso il Royal Hotel.

# Percorso Aldo, Giovanni e Giacomo

credits: mymovies – Il Ricco, il povero e il maggiordomo

“A colazione peperonata, a pranzo topi morti?”. Una battuta epica di Tre uomini e una gamba, la pellicola d’esordio di Aldo, Giovanni e Giacomo con cui irrompono nel mondo del cinema conquistando la vetta del box office. A questi seguiranno altre dodici pellicole, ma è nel 2014 che girano il loro film più meneghino: Il Ricco, il povero e il maggiordomo. La Milano rappresentata nel film, è una città che si sta preparando ad accogliere l’evento che la cambierà radicalmente e la proietterà verso la fama mondiale: l’Expo 2015. Un film dove viene mostrato il nuovo skyline e le nuove costruzioni, basti pensare che l’ufficio di Giacomo è situato nella Torre Diamante (Diamond Tower) e spesso durante il film vengono inquadrati i grattacieli e la nuova piazza Gae Aulenti, in particolare modo il Palazzo UniCredit.

Il film, come si intuisce anche dal titolo, non mostra solo una nuova Milano, ma anche quella più classica e tradizionale fatta di case a ringhiera, case popolari e mercati rionali. In questo caso il trio ritorna, ancora una volta in Città Studi e, in particolar modo, in via Beato Angelico e via Colombo (spesso inquadrati nei loro film), mentre la casa popolare di Aldo si trova in via Bronzetti 35.

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MICHELE LAROTONDA

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Michele Larotonda nasce a Potenza nel 1977, ma vive e lavora a Milano. Da sempre appassionato al mondo della scrittura partecipa a un corso di scrittura creativa che lo fa avvicinare al mondo del cinema scrivendo sceneggiature per alcuni cortometraggi che hanno avuto visibilità in rassegne specializzate a Milano e a Roma. Scrive e conduce il programma radiofonico I 2 della Stangata andato in onda su Radio 2.0. Nel 2018 esordisce con il romanzo IL SOGNOSCURO (Link edizioni) e il 2020 è la volta di DA UN’ALTRA PARTE (PAV edizioni). Collabora con i portali Sul Romanzo e RockShock.