L’on-the-road in miniatura: 7 tappe da NEW YORK a WASHINGTON

Un viaggio dalla città più grande d’America alla sua capitale, attraverso posti noti e meno noti

Credits: @waci_winyan on the road

Ora che si può viaggiare liberamente verso molte delle destinazioni del mondo, uno dei primi posti che i milanesi vorranno riabbracciare sono sicuramente gli Stati Uniti d’America. E per dare un sapore nuovo a un’ennesima visita a NYC, che resta sempre la meta più popolare, si può pensare a un on-the-road in miniatura, senza tappe massacranti ma che ci dia comunque un po’ di libertà nel percorrere nuovamente le autostrade degli States fino a Washington DC. Vediamo dunque 7 posti interessanti dove fare tappa in questo rinnovato percorso americano.

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L’on-the-road in miniatura: 7 tappe da NEW YORK a WASHINGTON

#1 Newark e il New Jersey

Newark
(da pixabay)

Prendiamo di prima mattina un classico cab giallo e facciamoci portare nel New Jersey, al secondo aeroporto per traffico dell’area metropolitana New York, dove ci aspetterà un’auto a noleggio. Attraversando il fiume Hudson, entreremo da subito nell’altra America, dato che NYC rimane tuttora un mondo a parte dal resto del Paese. Prima di arrivare a Newark, chiediamo con una breve deviazione di arrivare a Hoboken, per divorare una creazione del Boss delle Torte, famoso reality televisivo, e per ammirare la vista meravigliosa su Manhattan.

Newark è stata spesso a torto considerata solo un avamposto della Grande Mela, ma qui la vita scorre normalmente, come dimostrano la serie TV dei Sopranos oppure i romanzi del grande scrittore Philip Roth, ambientati qui. In questa città da trecentomila abitanti potremo ammirare la curiosa Villa Krueger, costruita nel 1888 e che sembra un po’ la classica casa dell’orrore dei parchi di divertimento. Una delle attrazioni che offrono gli Stati Uniti sono le grandi leghe professionistiche di vari sport, tra cui il basket (NBA), il football americano (NFL) e il baseball (MLB). Se ci dovesse essere un match dei New Jersey Devils, non mancate di vedere dal vivo lo spettacolo dell’hockey su ghiaccio (NHL), anche se fa freddo e i biglietti non sono certo economici.

#2 Trenton Makes, The World Takes

 



Molte delle capitali dei 50 stati federati che unitamente al distretto della capitale costituiscono il paese sono curiosamente piccole cittadine di provincia. Vale sicuramente la pena visitarle per rendersi conto di come sia l’ambiente in queste realtà che costituiscono una parte importante della società a stelle e strisce, anche dal punto di vista della popolazione, proprio come in Italia. Per raggiungere Trenton, indugiamo a lungo in strade secondarie, sentendoci parte della vita quotidiana del New Jersey, tra i centri commerciali pattugliati dalle volanti, le fabbriche in funzione, i cimiteri e i ponti in legno. Fermiamoci a fare colazione con un Pork roll, nato proprio qui.

Ma non lasciamoci disorientare dall’urbanistica disordinata, che significa essenzialmente che la città è stata fondata molto tempo fa, per i parametri degli Stati Uniti nel 1679. La sua importanza come centro industriale nel campo dell’acciaio e della gomma è ormai passata, ma rimane a perpetrarla lo slogan Trenton Makes, The World Takes (‘Trenton fa, il mondo prende’) scelto come simbolo dell’amministrazione cittadina, un’usanza radicatissima da queste parti. Andiamo dunque a vedere il Capitol (Campidoglio), sede del governo del New Jersey, costruito nel 1792, la cui cupola dorata domina il Veteran’s Park con un’imponenza superiore a quella trasmessa dalle strette strade della piacevole cittadina.

#3 Philadelphia, la città dell’indipendenza

Philadelphia
(da pixabay)

Raggiungiamo la sesta città per popolazione di tutti gli Stati Uniti, entrando nello stato della Pennsylvania. Un’esperienza di cui ci si rende conto subito alla guida è che gli sterminati sobborghi sembrano non finire mai, le città nordamericane si fanno desiderare a lungo. Qui, passando il fiume Delaware, restiamo abbagliati dallo skyline. In quello di Philly (nickname affettuoso della città) predominano i vetri azzurrati dei grattacieli One and Two Liberty Place, del 1987, dove ha sede la Cigna, la più grande compagnia assicurativa di tutto il paese. Parcheggiamo in un multipiano e andiamo a esplorare la città, che ha tante attrattive, oltre a quelle di ritrovare magari le location un po’ polverose dell’impareggiabile saga di Rocky con Sylvester Stallone.

L’aura è quella di una vecchia capitale già dalla centrale Penn Square, dove risaltano la mole sbiancata della neogotica City Hall, le prospettive della Franklin Avenue in stile Champs Elysèes e le moli possenti dei vecchi grattacieli del primo Novecento. Ma attraversiamo rapidamente Downtown per andare a scoprire gli isolati più antichi e preservati di Old City, verso il fiume, tra i palazzi di mattone, le bettole e i ritrovi per marinai, la casa di Benjamin Franklin. Qui lo slogan ‘once upon a nation’ risulta essere particolarmente riuscito. In Washington Square c’è la georgiana Independence Hall, che insieme ad altri edifici storici costituisce il Parco storico nazionale dell’indipendenza, a ricordare i luoghi in cui Mason, Madison e George Washington prepararono la dichiarazione di indipendenza del 4 luglio 1776.

#4 Harrisburg e le colline della Pennsylvania

Harrisburg
(da pixabay)

Facciamo una deviazione dal nostro tragitto e andiamo a esplorare le colline interne della Pennsylvania, il traffico in uscita non sarà certo come quello in entrata, anche se i limiti di velocità sono ridotti e non conviene schiacciare troppo l’acceleratore viste le numerose pattuglie delle varie polizie di stato ai margini delle carreggiate. Lo stato porta ancora il nome di William Penn, fondatore della vecchia colonia britannica e che ebbe la visione incredibile di immaginare il Parlamento Europeo, a cui avrebbe potuto aderire anche la Russia. Mentre ci fermiamo all’area di sosta per mangiare uno Scrapple (maiale mescolato a farina di mais, messo in terrina e fritto), prepariamoci dunque a visitare la seconda piccola capitale di stato del nostro tour.

Harrisburg appare nello scenario romantico del Susquehanna River, tra isole e ponti, la sponda incontaminata di Lemoyne lasciata squisitamente a erbacce, mentre la riva di Downtown Harrisburg riserva una splendida infilata di classiche villette, ‘for sale’ per milionari, prati curatissimi e immancabili praticanti del jogging. La cittadina, gemellata con Hiroshima in Giappone, conserva un discreto charme piccolo-borghese, l’edificio più alto è il classico hotel di business, le dimensioni del General Hospital sono ridotte, la vita scorre nei bar che trasmettono sui vari schermi tutte le leghe professionistiche. Anche qui l’attrazione principale è il Capitol, uno dei più belli della Nazione, completato nel 1906 con scalinate e balaustre in stile beux arts. La cupola oltrepassa gli 80 metri d’altezza e da lontano potrebbe persino ricordare…er Cupolone.

#5 Pittsburgh, la città dei ponti

Pittsburgh
(da pixabay)

Continuiamo verso ovest, passando da nord, attraversando le colline di vigneti delle Pennsylvania Vineyards, al momento la più grande rivelazione tra le zone viticole degli States. Approcciando Pittsburgh, sviluppata attorno a the Point (la punta), il luogo dove i fiumi Allegheny e Monongahela confluiscono a formare il fiume Ohio, notiamo subito come questa meravigliosa posizione naturale consenta alla città di sviluppare affascinanti sobborghi residenziali collinari. Pittsburgh viene soprannominata ‘la città dei ponti’ per l’alto numero di strutture che attraversano i fiumi, tra cui le iconiche Tre Sorelle degli anni ’20 del secolo scorso.

Cuore della città è il triangolo del Central Business District, dove si possono trovare chiese neogotiche, le splendide strutture a specchio del PPG Place, le prospettive di case basse preservate a Liberty Avenue, la vitalità dei ristoranti con le sedie colorate all’aperto a Market Square. Ma l’attrazione principale, legata a chi nacque a Pittsburgh nel 1928, è indubbiamente l’Andy Warhol Museum, il più grande museo degli Stati Uniti dedicato a un solo artista, che offre una panoramica completa del suo percorso artistico. E se il genio che teorizzò che l’arte venisse messa a disposizione di tutti non è ancora abbastanza Pop per voi, allora vagate per la città cercando i luoghi delle riprese di un’altra icona della cultura popolare, il film del 1983 Flashdance.

#6 Baltimore, la charm city

Baltimore
(da pixabay)

Va bene, abbiamo deviato dal nostro itinerario, ma ne è valsa sicuramente la pena. Ora pieghiamo nuovamente a sud per raggiungere l’ultimo dei tre stati federati di questo nostro viaggio americano: il Maryland. La bandiera del piccolo stato che faceva parte dei 13 originari è particolarmente diversa, araldica, dal retrogusto quasi europeo, ad anticipare le sorprese che questa terra ci riserverà, a partire dall’ingresso nella sua città più rappresentativa, Baltimore, il porto più importante di tutti gli Stati Uniti. L’agglomerato viene soprannominato Charm city, e il perché si può capire abbastanza facilmente già attraversando i tanti affascinanti quartieri residenziali a est e a ovest di Downtown, mentre quelli a nord, più poveri e fatiscenti, ci ricordano che Baltimore rimane una delle città più pericolose degli USA, anche se la situazione ultimamente è migliorata.

Cosa ci fermiamo a visitare in questa città che ci fa girare la testa? Sicuramente l’area urbana trendy di Mount Vernon che è il centro culturale e storico della città, con istituzioni come il Walters Art Museum, la ricercata Peabody Library e l’antico Washington Monument a Mount Vernon Place, immerso nel verde tra le suggestioni quasi scozzesi legate all’architettura ottocentesca. Poi i quartieri direttamente portuali: l’Inner Harbor frequentato per hotel e negozi, Fells Point intimo di mattoni con il suo porticciolo privato, Little Italy dov’era basata la comunità italoamericana, Canton con i suoi ristoranti di comunità elegante ad aiuole ben curate.

#7 Annapolis e la costa degli aironi

Annapolis
(da pixabay)

Gli Americani, si sa, amano molto gli slogan. Opzionalmente, è possibile farli comparire anche sulle targhe delle automobili, che cambiano sempre da stato a stato, anche come colori di fondo e dei font. Il Maryland ha come claim ‘Protect the Chesapeake’, che si riferisce alla favolosa baia dove il birdwatching degli aironi è pratica comune, di fatto una costa frastagliata in isolette, ponti e laghi, estremamente suggestiva, che si attraversa nel breve viaggio da Baltimore ad Annapolis. La piccola capitale dello stato fu per un breve periodo (proprio come Baltimore, Philadelphia e Trenton) capitale di tutti gli Stati Uniti.

La grande Accademia navale di Annapolis (United States Naval Academy) fu fondata nel 1845 ed è il primo, immediato tratto distintivo di questa piacevole località che vanta un centro storico del tutto conservato, visto che di notte i marines invadono le stradine della cittadina come un unico grande, mantello bianco. Cinquantamila abitanti, soprannominata Sailing Capital of the World, Annapolis ospita ovviamente il Capitol del Maryland, che è addirittura il più antico edificio legislativo statale ancora in uso, completato nel 1772 e costruito in stile georgiano, con una sobria cupola a torretta. Adesso andiamo proprio a mangiarci una Crab cake, di fatto crocchette fatte con pane, uova e polpa di granchio.

Domattina, mescolandoci ai pendolari, entreremo finalmente nel territorio del District of Columbia, per esplorare Washington…

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LORENZO ZUCCHI

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