🛑 La STATALE ammette solo studenti VACCINATI nei suoi alloggi

La decisone dell’Università è chiara: esclusi dalle graduatorie gli studenti non vaccinati

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Quest’anno l’Università Statale di Milano si presenta con una novità modificando i requisiti minimi per poter accedere agli alloggi messi a disposizione dal bando annuale.

Una decisione importante presa dall’Università che sicuramente farà discutere. 


La STATALE ammette solo studenti VACCINATI nei suoi alloggi

#  Solo VACCINATI

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Ogni anno, l’Università Statale pubblica un bando in cui mette a disposizione 615 alloggi per gli studenti fuori sede con determinati requisiti di merito e di reddito.
Quest’anno, però, per chi vuole richiedere la possibilità di alloggio, si è aggiunto un nuovo requisito: aver fatto il vaccino per il Covid-19.

A pagina 3 del bando di concorso per il servizio alloggi è specificato che viene richiesto “il requisito di accesso al posto alloggio di essere muniti della certificazione di avvenuta vaccinazione Covid-19.” Alla domanda sarà, quindi, necessario allegare la certificazione vaccinale.

# E chi non è vaccinato?

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Coloro che ne saranno sprovvisti saranno automaticamente esclusi dalle graduatorie. Chi, per una ragione o per l’altra lo deve ancora fare, può essere ammesso con riserva fino al 31 dicembre 2021, data entro la quale è necessario presentare il documento di avvenuta vaccinazione. Di conseguenza, anche coloro che hanno ottenuto l’alloggio negli anni precedenti saranno soggetti a questo controllo.



# È la prima università del mondo ad ESCLUDERE i non vaccinati

Credits: bancadatieuropea – Percentuale casi in Italia

Quella attuata dall’Ateneo milanese rappresenta una presa di posizione importante, che inevitabilmente farà dividere gli studenti, e non, in due fazioni: vaccinati e non vaccinati. La Statale al momento risulta l’unica Università al mondo ad aver preso questa iniziativa che mira ad alzare il livello di immunità e fare degli spazi universitari un luogo più sicuro.

# Possibili ricorsi per DISCRIMINAZIONE

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Allo stesso tempo, però, va incontro a possibili ricorsi per quanto riguarda la legittimità di questa scelta. Come fa notare l’Indipendente, per la legge italiana “l’ottenimento del diritto alla somministrazione di un vaccino non è obbligatorio per legge” e così vale per la normativa europea, nella quale viene specificato nell’articolo 36 del regolamento del Green Pass, “è necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate”.

Fonte: Il Giorno

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SELENE MANGIAROTTI

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