🛑 Il BAVAGLIO sui DIPENDENTI COMUNALI di Milano: vietato lamentarsi sui social?

Una novità in concomitanza con l’inizio della campagna elettorale


I dipendenti comunali rischiano di non essere più cittadini come tutti gli altri. Il motivo? A meno di modifiche, la Giunta sta per approvare un nuovo codice di condotta che prevede, per chi lavora negli uffici comunali, un divieto di lamentarsi sui social.

Si tratta di una mossa strategica in vista della campagna elettorale o di un provvedimento realmente volto a non ledere l’immagine del Comune?


Il BAVAGLIO sui DIPENDENTI COMUNALI di Milano: vietato lamentarsi sui social?

# Le lamentele sui social potrebbero essere interpretate come reclami che ledono l’immagine del Comune

Credits: www.wellnet.it

I lavoratori del Comune di Milano non potranno più lamentarsi sui social del vagone della metropolitana troppo affollato, della sporcizia nel parchetto sotto casa, delle piste ciclabili con segnaletica orizzontale quasi del tutto scomparsa dopo poco tempo…

Perché? Queste parole potrebbero essere interpretate come reclami che “ledono l’immagine del Comune e dei suoi rappresentati, l’onorabilità di colleghi, nonché la riservatezza o la dignità delle persone, o suscitare riprovazione, polemiche, strumentalizzazioni” e l’autore potrebbe andare incontro ad un procedimento disciplinare.

Ma per i 15 mila dipendenti c’è ancora speranza: potrebbero esserci dei cambiamenti sorti a seguito della fase di consultazione pubblica e di raccolta di osservazioni che si chiudeva il 20 aprile.



# Il nuovo codice di condotta sembrerebbe contenere articoli che limitano la libertà d’espressione

Credits: www.milanoevents.it

Tuttavia, questa novità sembrerebbe proprio “un bavaglio” a chi non potrà più dire la sua come qualsiasi altro cittadino. E, ciò che fa sorgere ancora più perplessità, è come questo nuovo codice di condotta sia spuntato in concomitanza con l’inizio della campagna elettorale che potrebbe vedere la riconferma a sindaco di Sala.

Ma, probabilmente, non poteva essere mossa più sbagliata. I sindacati e le opposizioni in Consiglio Comunale contestano duramente anche altre regole, sempre legate alla liberta di espressione.

Perché, a quanto si legge, “i dipendenti non potranno intrattenere rapporti con i mezzi di informazione e dovranno astenersi da dichiarazioni pubbliche che vadano a detrimento dell’immagine dell’Amministrazione”.

# Rizzo: “Un regolamento con cui diffidiamo i dipendenti dal portare a conoscenza la loro attività lavorativa? Scherziamo?”

Credits: milano.fanpage.it

Lo storico consigliere comunale Basilio Rizzo parla addirittura di “palesi violazioni dei diritti costituzionali”. Le sue parole sono molto dure: “Mi meraviglio che nel codice possano essere scritte cose del genere, ma quello che più mi preoccupa è la logica che è sottesa. L’aggettivo ‘pubblico’, in riferimento al dipendente, non è dato dal datore di lavoro, è la funzione pubblica che deve esercitare. Il datore di lavoro del dipendente pubblico non è rappresentato dall’amministratore delegato di una azienda chiamata ‘comune’, ma dai cittadini. I dipendenti pubblici hanno come loro ‘padroni’ i cittadini e a loro devono rispondere con il loro comportamento. Noi consiglieri della commissione antimafia e anticorruzione invitiamo i lavoratori, attraverso gli strumenti previsti, ad indicare se rilevano delle ingiustizie e scorrettezze nella vita dell’amministrazione e poi facciamo un regolamento nel quale diffidiamo i dipendenti stessi dal portare a conoscenza la loro attività lavorativa? Scherziamo?”.

# La speranza risiede nei margini di riscrittura, per i quali verranno utilizzate le osservazioni raccolte durante la consultazione pubblica

E non mancano le polemiche anche dall’opposizione. Alessandro De Chirico, Forza Italia, accosta questo nuovo regolamento al “soviet supremo”.  “Forse hanno dato fastidio le tante denunce per i disservizi dovuti al Covid, sia in merito alla salute dei lavoratori che di erogazione di servizi ai cittadini”.

Ma le critiche si sollevano anche dalla maggioranza, dove Carlo Monguzzi afferma trattarsi di una novità evitabile.

In tutto questo, i margini di riscrittura del testo esistono e verranno utilizzati sulla base delle osservazioni dei cittadini, delle associazioni e delle organizzazioni sindacali. Si spera che la libertà d’espressione dei dipendenti comunali non venga limitata. E, soprattutto, che questo diritto non venga mai più messo in discussione.

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it

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ALESSIA LONATI

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