CL a Milano: alla scoperta di uno dei POTERI FORTI della città

Uno dei poteri "invisibili" a Milano è CL. Ma cos’è Comunione e Liberazione e qual è la sua storia? 

credit: pclavoratori.it

Una piazza Duomo gremita da più di 30.000 persone, tra cui cariche politiche ed ecclesiastiche, rende omaggio il 24 febbraio 2005 alla salma di Don Luigi Giussani, teologo, docente e fondatore di Comunione e Liberazione (CL). Ma cos’è Comunione e Liberazione e qual è la sua storia? 

CL a Milano: alla scoperta di uno dei POTERI FORTI della città

“La presenza di Cristo nella normalità del vivere”: così Don Giussani pone le basi di un nuovo movimento


Tutto ha inizio nel 1954 al liceo Berchet di Milano, dove un insegnante di religione dal particolare carisma, attrae a sé un gruppo di studenti proponendo una nuova visione della fede cattolica. Quel professore è Don Luigi Giussani

Il Gius, come lo chiamano i suoi studenti, porta in aula un modo di vivere il cattolicesimo che si esprime nell’esperienza quotidiana, nella bellezza delle piccole cose e si allontana da imposizioni dogmatiche e astratte. 

Questa nuova prospettiva affascina molti giovani e intorno al sacerdote nasce un movimento dal nome Gioventù Studentesca (GS), che si colloca inizialmente come branca di Azione Cattolica, un’associazione di laici, impegnati a vivere la fede attivamente in comunità. GS non solo si batte sul territorio contro la cultura secolare, ma inizia anche ad esportare questo approccio alla fede con missioni all’estero.



Il nome Comunione e Liberazione (CL) compare nel ’69 quando il movimento viene rinominato e riformato, così da ampliarsi e raggiungere non più solo studenti liceali, ma anche universitari e adulti di ogni genere e classe. Durante gli anni di piombo CL è bersagliato da pesanti critiche, additato come movimento religioso radicale e vittima di molti attentati: si contano 120 episodi di aggressioni e violenze a persone e sedi del movimento.

Ciononostante, CL cresce ed attrae sempre più “seguaci” fino a contare oggi circa 300.000 membri e a diramarsi in 90 paesi.

# Comunità, cultura e sostegno: ecco come si organizza CL

credit: vdj.it

Con lo scopo di portare la fede in ogni ambito della vita, il movimento organizza incontri annuali e attività quotidiane. L’attivismo e la partecipazione alle riunioni sono particolarmente richiesti all’interno del movimento e il Meeting di Rimini per la pace tra i popoli, evento di particolare spicco, raggruppa ogni anno migliaia di persone.

Comunione e Liberazione pubblica anche un proprio mensile e, ispirandosi alla proposta educativa di Don Giussani, fonda nel 1985 il Sacro Cuore di Milano, una scuola paritaria che forma gli studenti dalla prima infanzia alla maturità. Per gli universitari invece il gruppo di riferimento è la CLU Comunione e Liberazione – Universitari, associazione molto attiva nella politica universitaria e spesso a capo dei Consigli studenteschi di molti atenei.

Ma l’organizzazione più intraprendente è la CDO, Compagnia delle Opere, una sorta di Confindustria del movimento. Si tratta di una confederazione imprenditoriale di ispirazione cattolica composta da circa 36mila aziende di piccole e medie dimensioni, collegate tra loro da fitti rapporti. La forza del potere di CL sta proprio nella capillarità della rete di aiuti e supporti che ha saputo costruire. In Lombardia, dove la comunità ciellina è da sempre più radicata, l’organizzazione è più potente e possiede più agganci, ma anche nel resto del territorio nazionale si trovano diversi enti ed imprese partecipanti.

# Il lato oscuro: tra derive politiche e affaristiche

credit: adnkronos.com – Formigoni

CL è un tipo di potere molto forte, in particolare a Milano, e come tutti i poteri alimenta su di sé anche diverse ombre. È stata a volte associata a scandali politici e circolano sospetti che possa nascondere segreti non comunicabili o scheletri nell’armadio. Questo accade anche perché diversi esponenti ciellini ricoprono posizioni politiche e manageriali di rilievo, in tutte le diverse stagioni della politica italiana e in modo trasversale tra le diverse forze politiche.

Parlando del ruolo di CL nella politica regionale, il caso più eclatante è stato l’ex-governatore della Lombardia Roberto Formigoni, membro dell’ala più radicale di CL, i Memores Domini: uomini e donne, laici che hanno fatto voto di povertà, castità e obbedienza e vivono in case comuni. Soprannominato il Celeste, il presidente della Lombardia, al governo della Regione per quasi vent’anni, ha reso il Pirellone e poi Palazzo Lombardia il simbolo del potere centralizzato, la sua giunta è stata più volte coinvolta in scandali imbarazzanti: dal sistema di tangenti per la concessione di appalti, fino all’accusa di vera e propria associazione mafiosa. 

Sotto accusa è stata posta anche la privatizzazione ciellina del sistema sanitario lombardo, tramite la concessione di accreditamento al Servizio Sanitario a favore di diverse strutture private, che avrebbero innescato un sistema di pagamenti e rimborsi non sempre trasparenti. Formigoni stesso è stato condannato in via definitiva per corruzione nei casi Maugeri e San Raffaele, evento che ha di fatto segnato la fine della sua carriera politica.

Oltre al ruolo di CL in politica, l’altra ombra che la circonda è sul rapporto che per alcuni sembra di tipo settario con i suoi adepti, basato anche su vantaggi che a volte potrebbero sollevare sospetti di clientelismo nelle assunzioni e nei percorsi di carriera, sia in imprese che in istituzioni pubbliche e private. La stessa Compagnia delle Opere, fortemente legata ad interessi economici, viene giudicata da alcuni come una minaccia allo spirito e all’integrità spirituale del movimento.

Questo intreccio tra fede, economia e politica alimenta punti interrogativi se gli ideali fondanti di CL non abbiano subito delle strumentalizzazioni e, nonostante abbia preso le distanze dai protagonisti degli scandali, il movimento viene ancora accusato di essere una potente lobby in grado di condizionare le scelte economiche, finanziarie e politiche del paese, che come contributo spirituale e religioso al rinnovamento della società.

Le fasce più estremiste del movimento hanno incontrato anche il disappunto di Papa Francesco che all’inizio del suo pontificato le aveva accusate di autoreferenzialità e invitate a ritornare agli aspetti elementari della vita e del cristianesimo, come predicato dal proprio fondatore. 

Dal 2005, il presidente di CL è Don Juan Carron, nominato successore proprio da Don Giussani, che oggi gestisce il movimento sostenendo una linea politica meno invasiva e più moderata. Forse la linea più coerente alle necessità della società di oggi.

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CHIARA BARONE

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