🔴 MILAN e INTER scappano da Milano? Le “3 S” alternative a SAN SIRO

Sala lancia l'allarme: il Comune rischia di rimanere col cerino acceso in mano

Ph. Gigarullone (pixabay)

Trai molti che scappano da Milano potrebbe arrivare il turno anche di Inter e Milan. Le squadre, di proprietà straniera, lanciano l’ultimatum: o il nuovo stadio o ecco dove ce ne andremo. Mentre Sala lancia l’allarme: il Comune rischia di rimanere col cerino acceso in mano.

MILAN e INTER scappano da Milano? Le “3 S” alternative a SAN SIRO

# Il “vecchio” San Siro divide ancora

Credits: @gentleman_ultra IG

Il balletto intorno a San Siro, sia esso “vecchio” o nuovo, continua a dividere le parti coinvolte. Le squadre, il Comune, i cittadini e la politica sono ormai arroccate ognuna sulle proprie posizioni e la situazione è in stallo.
Tutto ciò si trasforma in una situazione molto precaria, che aggiunge instabilità alla salute già cagionevole di una città dalla quale scappano tutti.


Stanchi di vedere amputati i propri sogni, Elliot e Paul Singer per il Milan e Suning e Zhang per l’Inter, hanno giocato il jolly, mettendo sul tavolo il Piano B, che prevede di costruire un nuovo stadio non più a Milano, ma in una delle 3 aree individuate come alternativa.

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# “S” di stadio, “S” di San Siro e le altre “3 S”

Credits: milanlive.it

È il febbraio più critico della storia recente di Milano, abbandonata da tutti. Le squadre di calcio hanno individuato 3 opzioni, diverse da Piazzale Axum, sulle quali costruire il loro nuovo stadio sportivo.
Le proprietà, totalmente o in parte straniere, prevedono logiche e tempi diversi, guidati da esigenze commerciali. La Scala del Calcio potrebbe trasferirsi a Sesto San Giovanni (area ex Falk), a Segrate oppure a San Donato Milanese, insieme a San Siro le 4 S che identificano questa storia senza fine.



Gli stranieri dimostrano così di aver assorbito bene la cultura italiana, che sta permeando purtroppo anche Milano: o si pone fine al balletto dei ricorsi e dei referendum cittadini, oppure ce ne andiamo. Bluff o ricatto?

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# La palla passa alla politica

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Una delle controparti di questa lunga trattativa è il Comune di Milano, che non ha mai appoggiato in pieno il progetto del nuovo stadio. Stretto tra i due fuochi delle ragioni commerciali di Inter e Milan e, altrettanto importante, i cittadini di San Siro, il Comune si è mosso a novembre 2021, deliberando un interesse pubblico sul progetto che prevede l’abbattimento di San Siro e la costruzione di un nuovo stadio a pochi passi dalla sede attuale.

Il sindaco Sala ha manifestato, pochi giorni fa, la piena disponibilità ad aprire un dibatto pubblico, un confronto ormai indifferibile per uscire dalle sabbie mobili, ma ha anche dichiarato che teme «di restare con il cerino acceso in mano» e che «Se le società dovessero andare da un’altra parte sarebbe un grande problema».

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# Da secondo luogo più visitato di Milano a «problema»

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San Siro diventa così un problema. L’attuale stadio ha più ordini di problemi che di gradinate per gli spalti.
Evidentemente alle squadre non piace, ma il Comune non ha modo di impegnarsi a costruire uno stadio nuovo senza abbattere la Scala del Calcio, che è a tutti gli effetti il monumento più visitato di Milano (dopo il Duomo).
Ci sono, poi, le critiche dei milanesi, divisi tra i residenti della zona stadio e gli appassionati tifosi delle squadre meneghine.
Dopo i ricorsi al TAR, i residenti di San Siro stanno raccogliendo le firme per fare un referendum cittadino, il cui scopo è quello di obbligare Milan, Inter e Comune ad interpellare i cittadini si questo delicato tema, dando ai comitati di San Siro l’opportunità di spiegare le proprie ragioni e ai milanesi la possibilità di esprimere un giudizio, pienamente informati di ogni dettaglio.

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# Il cerino acceso

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Il sindaco Sala, ha ragione a temere di rimanere col cerino in mano.
Il progetto del nuovo stadio, infatti, non implica solo l’aspetto sportivo delle due leggende rossonerazzurre. Le proprietà di Inter e Milan hanno mire lungimiranti, desiderano riqualificare tutta l’area costruendo e gestendo centinaia di migliaia di m² di aree commerciali, alberghi e residenze di lusso. Il progetto prevede di trasformare gli immensi parcheggi asfaltati, oggi inutilizzati 6 giorni su 7, in aree sempre disponibili per lo sport e le famiglie, con rilancio di cui beneficerebbe tutta la città.
Le alternative individuate presentano alcune criticità, ma sono plausibili e sostenibili, soprattutto Sesto San Giovanni, che ha metropolitana e stazione ferroviaria nei pressi.

I comitati cittadini, invece, chiedono pesanti modifiche a questo progetto, ovvero di mantenere e riqualificare l’attuale impianto sportivo e allargare le aree verdi già esistenti.

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# È giusto che a decidere siano protagonisti transitori?

Credits: @sansiro.it IG

Elliot e Suning, apparsi da poco sulla scena milanese, hanno dimostrato interesse per una città che merita certamente attenzione. Ma resteranno a Milano abbastanza a lungo per meritare di aver voce in capitolo sul futuro della nostra popolazione?
La loro autorevolezza, per ora, si basa esclusivamente sul possesso di capitali che vogliono investire per incrementare i propri affari. Non c’è niente di male, anzi: Milano si è sempre costruita il proprio futuro attirando persone capaci e fondi monetari, arrivati grazie alla sua ineccepibile reputazione.

L’idea però che a decidere sulle sorti dei simboli di Milano, siano protagonisti transitori, è una contro cultura che in questa città non ha mai portato a nulla di buono.
A Milano si dovrebbe sempre rispettare l’antica tradizione di dare ascolto agli attori immutabili della città: i milanesi.
Se Milano ha una reputazione tale per cui inglesi e cinesi vogliono investire su questo territorio, è grazie a loro. E bisogna che Suning, Elliot e Sala ci parlino, sentendo cosa hanno da dire per il bene di San Siro e di tutta Milano.

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LAURA LIONTI

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1 COMMENTO

  1. Ancora una volta chi scrive gli articoli su Milano o non sta e non è di Milano o non si rende conto che il suo è un atteggiamento pessimistico e da paesano!!!
    Anche l’articolo sullo stadio riconferma questo !
    Ma si accorge che è solo chi scrive ma lo comunica a chi non ci vive?
    Possibile che non ci sia un redattore che eviti questi commenti sconvenienti? Non è giornalismo ma
    È solo lui che pensa sia una
    “ situazione molto precaria, che aggiunge instabilità alla salute già cagionevole di una città dalla quale scappano tutti.”
    SMETTETELA
    Noi che ci viviamo bene siamo stufi e l’ho già scritto in altre occasioni!

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