10 VANTAGGI che avremo con l’autonomia di Milano

foto di Andrea Cherchi (c)
foto di Andrea Cherchi (c)

Rendere Milano più autonoma può sembrare un concetto filosofico, astratto, un intellettualismo che non incide sulla vita delle persone. Niente di più sbagliato: si tratta della scelta più importante proprio perchè è alla base di ogni possibile decisione che impatti il territorio. La questione è: preferiamo che le decisioni che riguardano Milano siano prese dai milanesi oppure da qualche organismo esterno?

In tutti i più grandi paesi si è scelto di dare l’autonomia alle città più rappresentative e più connesse con il mondo. Il caso estremo è rappresentato dalla Svizzera che prevede il principio di dare più poteri ai comuni e ai cantoni, riducendo al minimo i poteri del governo centrale. L’Italia ha scelto un modello opposto rispetto a quello svizzero: in Italia tutte le risorse e le principali leggi sono di competenza dello Stato centrale e della sua burocrazia. In realtà la nostra Costituzione consente che una grande città possa gestirsi in autonomia. Anzi, l’articolo 5 della Costituzione prescrive che  “La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo“. Si tratta probabilmente di uno degli articoli meno osservati della Costituzione italiana. Ma quali vantaggi pratici si possono ottenere per Milano attraverso l’autonomia?

l’articolo 5 della Costituzione prescrive che  “La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo“. Si tratta probabilmente di uno degli articoli meno osservati della Costituzione italiana

10 VANTAGGI che si possono avere con una Milano più autonoma

Milano gestirà i fondi europei

Oltre il 76% del bilancio UE è gestito in collaborazione con le amministrazioni nazionali e regionali. Se Milano avesse l’autonomia di una regione potrebbe concorrere all’assegnazione e alla gestione dei fondi europei. Considerando il grado di efficienza di Milano la città potrebbe invertire il grave deficit di fondi europei ottenuti dall’Italia con un guadagno per l’intero Paese.

Milano sarà un laboratorio di sperimentazione per il resto del Paese

Autonomia significa potersi dotare di leggi proprie e poter sperimentare su scala locale innovazioni sociali e politiche da estendere in caso di successo al resto del Paese. Questo avviene ad esempio nella città stato di San Pietroburgo, laboratorio di sperimentazione, in particolare per le politiche ambientali, utile per l’intera Russia. Anche la città stato di Amburgo in Germania ha una funzione di sperimentazione di iniziative per la sostenibilità e l’ecologie e rappresenta un modello di avanguardia per tutto il Paese.
In un Paese bloccato da decenni, Milano potrebbe dare una scossa mostrando in breve tempo l’efficacia di leggi o innovazioni sociali che si potrebbero replicare in altre parti d’Italia.

Milano potrà impiegare le risorse in modo più efficiente

Milano produce l’11% della ricchezza del Paese, quota che sfiora il 30% se si considera la grande Milano. Eppure dispone solo di risorse marginali perchè tutto quello che produce va allo Stato che poi restituisce al territorio una quota diretta (circa il 4%) e indiretta. Al momento Milano risulta la città in Europa con la maggiore differenza tra quanto produce e quanto riceve indietro dallo Stato.
Trattenere direttamente sul territorio una parte delle sue risorse consente due grandi vantaggi: la possibilità di verificare meglio come queste risorse vengono impiegate e avere uno stimolo a sviluppare l’economia in modo da ottenere più risorse per la comunità, invece di poter puntare solo come ora su multe o tributi locali.

Milano potrà parlare direttamente con il governo e con il Parlamento

Come mostrano le province autonome di Trento e Bolzano, il confronto diretto tra il territorio e il governo di Roma può dare molti vantaggi a livello locale. Questo avviene in tutte le democrazie più sviluppate: le città stato di Berlino, Amburgo, Madrid o San Pietroburgo possono parlare direttamente con il governo centrale in modo da poter avere un immediato riscontro sulle esigenze del territorio. Oggi il sindaco Sala non ha alcun diritto previsto dalle leggi esistenti di relazionarsi direttamente con il governo, ma deve sempre passare attraverso la Regione.

Milano potrà contare in Europa

Nel sistema legislativo attuale le leggi europee valgono più di quelle nazionali. Ciò significa che è fondamentale poter fare valere le proprie ragioni direttamente in Europa. E’ un dato di fatto che da decenni i nostri governi sono deboli a promuovere l’interesse del Paese e ancora di più a difendere i territori, come ha dimostrato la sconfitta dell’EMA. Milano autonoma come regione potrebbe avere suoi rappresentanti e uffici a Bruxelles per poter contare di più là dove si decidono le politiche che oggi hanno più impatto sulla città.

Ci sarà più responsabilità per l’amministrazione locale

Si parla di modello Milano quando in realtà, dal punto di vista amministrativo, il modello Milano non esiste. Non esiste perchè amministrativamente Milano non ha forme di autonomia né nella gestione delle risorse, viene stabilita dallo Stato, né nelle decisioni strategiche, vengono stabilite dallo Stato. Milano è prigioniera di poteri esterni e quindi il modello Milano ad oggi è solo un connubio tra pubblico e privato in cui il settore privato riesce ad ovviare ai limiti strutturali e decisionali che ha l’amministrazione comunale. Dare più autonomia alla sua amministrazione significa aumentare il suo potere e dunque anche la sua responsabilità, consentendole di fare cose che oggi non può fare senza l’avallo di Roma e, soprattutto, consentendo ai cittadini di verificare in presa diretta l’impiego di risorse e le scelte adottate sul territorio.

Milano potrà avere una risposta più pronta sul suo territorio

La Regione Lombardia è molto efficiente, questo è un dato di fatto. Però è un ente che pesa molto se si esce dai confini di Milano. Fuori Milano, se bisogna procedere a livello politico, si tende a guardare alla Regione, a Milano no. E’ come se la Regione fosse qualcosa di estraneo e viceversa: difficile che la Regione promuova una politica limitata alla città di Milano mentre è più facile che faccia qualcosa di specifico per altri territori lombardi. Milano città regione potrebbe investire risorse e attenzione focalizzandosi sulle esigenze del territorio.

Milano potrà fare scelte più concrete

Milano autonoma potrà decidere liberamente su molte scelte che riguardano il territorio su cui formalmente oggi il Comune di Milano non ha alcun potere, salvo quello di sollevare il dibattito politico- bla bla bla. Milano autonoma potrà decidere dove oggi non può farlo, come riaprire i Navigli, aumentare le linee della metropolitana, riqualificare aree e palazzi di rilievo nazionale, adottare politiche ambientali su tutta la città metropolitana, sviluppare la ricerca scientifica, consentire la crescita didattica delle sue università, decidere forme di sostegno per il lavoro e per le imprese, gestire politiche di welfare e di sicurezza specifiche per il territorio. Per fare tutto queste potrebbe avere la facoltà di decisione, di legislazione e i fondi necessari, senza chiederli ad altri, come oggi avviene su Regione o sul Governo.

Milano autonoma potrà decidere dove oggi non può farlo, come riaprire i Navigli, aumentare le linee della metropolitana, riqualificare aree e palazzi di rilievo nazionale, adottare politiche ambientali su tutta la città metropolitana, sviluppare la ricerca scientifica, consentire la crescita didattica delle sue università, decidere forme di sostegno per il lavoro e per le imprese, gestire politiche di welfare e di sicurezza specifiche per il territorio

Milano potrà essere un hub internazionale

Tutti gli stati più grandi d’Europa hanno degli aeroporti internazionali e delle città hub internazionali, definite città stato. Sono due concetti che rispondono alla stessa logica: esistono dei luoghi che rappresentano degli snodi internazionali, la porta di passaggio e di ingresso dal mondo a una nazione. Questo accade nel traffico aereo che richiede degli aeroporti internazionali con caratteristiche diverse da quelli che gestiscono il traffico locale, questo accade negli scambi commerciali, di investimento, dei talenti che hanno bisogno di punti in cui fare convergere interessi nazionali e internazionali. Per questo ci sono città stato che sono mercati aperti agli scambi internazionali. Anche per questo l’Italia non riesce ad attrarre imprese e investimenti come fanno gli altri Paesi: perchè ha un sistema omologato sulla dimensione locale degli scambi, senza eccezioni sul territorio.

Milano potrà essere protagonista del cambiamento in Europa

In un periodo storico in cui gli Stati nazione si mostrano in crisi, specie in Europa, Milano potrebbe diventare l’alfiere di una tendenza che si sta affermando a livello globale. Mentre in Italia si dibatte sull’autonomia regionale, nel resto del mondo il dibattito è sull’autonomia delle città. In Cina, in India, nelle Americhe si stanno moltiplicando i casi in cui i governi centrali accentuano l’autonomia delle città perchè sono lo strumento più efficiente di gestione delle risorse e di attrazione per i commerci internazionali.
Anche l’Unione Europea sta dando sempre più spazio a forme di collaborazione tra le città: in questo contesto Milano potrebbe diventare l’avanguardia di una reale rivoluzione di pensiero, di un’Europa delle città che potrebbe riflettere meglio la civiltà europea e le esigenze del mondo contemporaneo. Per questo rendere Milano autonoma è una questione non solo di interesse personale o di comunità, è soprattutto una questione di dignità di ogni cittadino. 

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ANDREA ZOPPOLATO

Il Grande Sogno di Milano
Come In Un Bosco