PIACENZA, l’eterna sposa mancata di Milano: 5 motivi per farla diventare LOMBARDA

La bella città dei Farnese, per diverso tempo parte del Gran Ducato di Milano, di emiliano-romagnolo ha davvero poco. Ci sono alcuni motivi che la spingono più nell'orbita di Milano che del resto dell'Emilia Romagna

Piacenza
Facciata del medievale Palazzo del Comune a Piacenza. Credits: wikimedia.org

La bella città dei Farnese, per diverso tempo parte del Gran Ducato di Milano, di emiliano-romagnolo ha davvero poco, se si eccettuano la cadenza e una maggiore diffusione della piadina. Arrivandoci in treno o in auto, non si ha certo la sensazione di cambiare regione. Ci sono alcuni motivi che la spingono più nell’orbita di Milano che del resto dell’Emilia Romagna. 

PIACENZA, l’eterna sposa mancata di Milano: 5 motivi per farla diventare LOMBARDA

Legatissima al territorio lombardo, in particolar modo a quello dell’Area Metropolitana Milanese, la provincia piacentina pare essere una di quelle anomalie italiche, tratteggiate a tavolino in maniera molto grossolana. Questi sono i motivi per cui è più legata a Milano e alla Lombardia che all’Emilia Romagna. 


#1 Il capolinea dell’abbonamento ferroviario della Lombardia

Fino a Piacenza vale l’abbonamento ferroviario della Regione Lombardia, praticamente ultima o prima stazione lombarda a seconda della direzione del viaggio. Buona parte dei suoi cittadini, studenti e lavoratori, fanno i pendolari con Milano e non certo con la lontana Città delle Torri e della mortadella.

#2 Ospita sedi del Politecnico e della Cattolica

Il legame con Milano è inoltre suggellato dalla presenza di distaccamenti universitari del Politecnico e della Cattolica.

#3 Organi di informazione con edizione lombarda

I quotidiani principali escono prevalentemente con l’edizione lombarda, stessa cosa con i telegiornali regionali.



 

 

 

Tra l’altro, secondo un recente sondaggio, molti italiani collocano Piacenza in Lombardia: al di là delle scarse conoscenze geografiche degli intervistati, questo dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, quanto sia radicata la convinzione di trovarsi in provincia di Milano anche superato il Po e che cadere nell’errore sia davvero facile.

#4 Per l’OCSE Piacenza fa parte dell’area metropolitana di Milano 

Piacenza è considerata dall’OCSE parte dell’Area Metropolitana Milanese. Questo perchè la sua economia è strettamente connessa con quella del capoluogo lombardo. 

#5 I VANTAGGI per Piacenza a rientrare nell’orbita di Milano

Allo stato attuale Piacenza non esprime sicuramente al massimo le sue potenzialità, innanzitutto a livello turistico. Una città che meriterebbe ben altri volumi di flussi considerando la sua bellezza, il suo patrimonio artistico e la vicinanza con Milano. Oltre al noto e splendido Palazzo Farnese, lungo le strade del centro tanti palazzi aristocratici si susseguono uno dopo l’altro. Primo fra tutti Palazzo Landi, il più affascinante esempio di residenza signorile del Rinascimento a Piacenza, scelto dai Farnese come residenza del Consiglio di Giustizia. A questo seguono Palazzo Somaglia, Palazzo Malvicini Fontana di Nibbiano, Palazzo Scotti di Sarmato, e altre prestigiose dimore signorili.

Rientrare nell’orbita di una importantissima metropoli di fama mondiale, fortemente proiettata verso il futuro, potrebbe finalmente farle trovare la sua dimensione, ora costretta in confini innaturali e costretta a confrontarsi con l’ingombrante Parma e le sue note velleità egemoniche.

Non dimentichiamo inoltre l’omogeneità territoriale da un punto di vista economico e sociale con Cremona, Lodi e Pavia, queste ultime oramai tutt’uno con il capoluogo meneghino.

Siamo certi che questa anomalia vada sanata. Un tentativo di referendum è già purtroppo stato abortito, noi riteniamo però che debbano essere sempre i cittadini a potersi esprimere e a poter decidere, oltre le logiche partitiche o politiche.

Milano è già protagonista di importanti sfide e trasformazioni. Trenord sta studiando una linea di metropolitana veloce tra le due città, ma è Piacenza che rischia di perdere il treno rimanendo su un binario morto.

 

ANDREA URBANO

 

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Pubblicato da Milano Città Stato su Martedì 2 giugno 2020

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