🛑 Tribunale di Roma: i DPCM del governo sono fuorilegge

Il tribunale di Roma in una causa civile in cui era coinvolto un esercizio commerciale ha dichiarato illegittimi i decreti della presidenza del consiglio di ministri

Il tribunale di Roma, come riportato da Affari Italiani,in una causa civile in cui era coinvolto un esercizio commerciale ha dichiarato illegittimi i decreti della presidenza del consiglio di ministri. Ecco tutte le motivazioni.

🛑GIUDICI di Roma: DPCM del governo sono fuorilegge

# La sentenza del tribunale di Roma “I Dpcm viziati da molteplici profili di illegittimità e, come tali, caducabili”

Come riporta Affari Italiani, lo scorso 16 dicembre il Tribunale di Roma in una causa civile ha dichiarato illegittimi i Dpcm del governo. Nello specifico si tratta di un contenzioso in cui è finito un esercizio commerciale da sfrattare per morosità, causa mancato pagamento canoni vista la chiusura per Covid (causa civile nrg 45986/2020). Il giudice del Tribunale dopo una lunga analisi cita i principi base che tengono insieme la comunità e lo Stato italiano. 


Il giudice di Roma interroga le leggi sulle limitazioni indotte dal governo e arriva alla conclusione che “i Dpcm siano viziati da violazioni per difetto di motivazione”.  “I Dpcm… siano in realtà viziati da molteplici profili di illegittimità e, come tali, caducabili”, cioè non producono effetti reali e concreti dal punto di vista giurisprudenziale, della legge: sono acqua fresca. In pratica, producono effetti reali sulle persone e le loro attività, costretti a chiudere per l’azione di controllo delle Forze dell’ordine, ma, come il giudice conferma, il governo sta agendo fuori dalle norme dello Stato democratico, violando le leggi e non dando vere motivazioni

Ecco i 4 principali motivi di illegittimità:

#1 Il Dpcm “non è di natura normativa ma ha natura amministrativa”

Il Dpcm, con i quali il governo è intervenuto per chiudere l’Italia e gestire la pandemia non alcun valore legale in quanto “non è di natura normativa ma ha natura amministrativa”. Per funzionare dovrebbe  far riferimento ad una qualche legge, eppure i Dpcm non lo fanno, comprimono i diritti fondamentali, vista la pandemia, e basta. Anche diversi e autorevoli costituzionalisti avevano rilevato questo problema, dicendo che i Dpcm sono incostituzionali. Il tribunale civile di Roma cita per spiegarlo “tutti i Presidenti Emeriti della Corte Costituzionale, Baldassarre, Marini, Cassese”. 



#2 Il Governo poteva intervenire solo in una situazione di stato di guerra

Il Governo poteva intervenire con questo tipo di provvedimento in una situazione di stato di guerra. Quelle vere, dove la gente spara, i palazzi crollano, ecc… Ma la guerra vera non c’è. E non vi è neanche “nessuna legge ordinaria che attribuisce il potere al Consiglio dei Ministri di dichiarare lo stato di emergenza per rischio sanitario”. Ne deriva che tutti i Dpcm sono illegittimi. 

#3 I Dpcm della fase 2 avrebbero richiesto un successivo passaggio in Parlamento

Anche i Dpcm che disciplinano la fase 2 hanno lo stesso problema. “Hanno imposto”, spiega il giudice entrando nei particolari, “una rinnovazione della limitazione dei diritti di libertà che avrebbe invece richiesto un ulteriore passaggio in Parlamento diverso rispetto a quello che si è avuto per la conversione del decreto ‘Io resto a casa’ e del ‘Cura Italia’ (cfr Marini). Si tratta quindi di provvedimenti contrastanti con gli articoli che vanno dal 13 al 22 della Costituzione e con la disciplina dell’art 77 Cost., come rilevato da autorevole dottrina costituzionale”.

#4 I Dpcm devono esplicitare una motivazione, in quanto atti amministrativi, per essere validi

I Dpcm poi hanno anche il problema che per essere validi, come atti amministrativi, “devono essere motivati, ai sensi dell’articolo 3 della legge 241/1990. A tale obbligo non sono sottratti neanche i Dpcm”, spiega sempre il Tribunale. I Dpcm citano alla base delle proprie motivazioni le analisi del Comitato Tecnico Scientifico (Cts). Peccato che tali analisi siano state rese pubbliche dal governo a ridosso delle scadenze dei Dpcm stessi, perché per lungo tempo sono stati classificate come riservate. Quindi le motivazioni restavano sconosciute. “Ritardo tale”, spiega il giudice, “da non consentire l’attivazione di una tutela giurisdizionale”. Per tanto l’obbligo della motivazione non è stato adempiuto. In più queste motivazioni alla base dei Dpcm sono generiche, illogiche e viziate, determinando un vizio di eccesso di potere da parte del governo.

Tutti provvedimenti che, scrive sempre Affari Italiani, alla prova dei fatti non sono serviti visto che l’Italia è il Paese con il più alto numero di decessi in Europa e il secondo al mondo per morti ogni milione di abitanti tra i Paesi con popolazione superiore ai 10 milioni.

Fonte: articolo di Antonio Amorosi per “Affari Italiani”

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