Nelle scuole Milano non fa SCUOLA: la mia esperienza di mamma

La situazione CRITICA degli istituti scolastici milanesi

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La situazione delle scuole ultimamente tiene banco su molti organi di informazione. A dicembre La Repubblica riportava la richiesta di intervento proveniente da varie zone di Milano, dove le segnalazioni di inagibilità e degrado non si conterebbero nemmeno più. Ma davvero la situazione è così drammatica?

La situazione CRITICA degli istituti scolastici milanesi

Lo dico subito, non ho dati o informazioni tecniche da spendere, ma solo la mia esperienza di mamma e di cittadina.
Dall’inizio dell’anno scolastico nelle scuole della mia zona se ne sono viste e sentite di tutti i colori.

  • Una è stata letteralmente invasa dai topi (motivo per cui in tutti gli istituti del circondario dalle feste è bandito qualunque tipo di cibaria);
  • in altre a causa delle piogge intense e prolungate sono crollati i controsoffitti (una famiglia di punto in bianco si è ritrovata a casa entrambi i figli, uno dall’asilo e l’altro dalla primaria);
  • in un’altra mettevano le reti di protezione al soffitto della palestra nella probabile eventualità di crolli;
  • un’altra ancora ha riottenuto dopo mesi l’agibilità del cortile solo a seguito di “un’imboscata” fatta dalle famiglie al sindaco Sala durante un’inaugurazione ufficiale di grande richiamo.

Dal momento che l’anno prossimo ci toccano le elementari, insieme ad altre mamme sono andata un po’ in giro per open day e questa è la situazione in diversi istituti: bagni con gli stipiti scrostati e attaccati con lo scotch, odore di urina che aleggia fin nel corridoio, condizioni igieniche quanto meno discutibili.

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Ma davvero dobbiamo rassegnarci a far vivere i nostri figli (per 8 ore al giorno, nel migliore dei casi!) in questo stato di degrado e di pericolo? Mentre in alcuni comuni, come quello di Liscate finito appunto su tutti i giornali, si progettano scuole innovative che prevedendo l’adozione di tecnologie integrate, impiantistica a basso impatto e scelte strutturali in linea con i criteri della bioedilizia, tutte le altre cadono a pezzi, sono piene di amianto, registrano guasti al riscaldamento d’inverno e diventano fornaci d’estate.

La scuola di Liscate

L’accoppiata satanica è dato da questo: norme di sicurezza sempre più rigide insieme ad una cronica insufficienza di mezzi per applicarle in maniera ragionevole. Per ragioni di sicurezza ad esempio non si possono aprire le finestre, così d’estate gli edifici senza aria condizionata e senza un’adeguata coibentazione si trasformano in forni. Le strutture cadono a pezzi e un semplice vetro rotto o ogni altra sorta di piccolo danno diventa causa di inagibilità di uno spazio – per mesi, talvolta per anni – senza che neanche i genitori possano porvi rimedio con qualche intervento di piccola manutenzione autonoma, dal momento che nessuna assicurazione ne risponderebbe.

Non ha tutti i torti il presidente del Municipio 8 Zambelli, che invoca una specie di piano Marshall per le scuole: “Dedicare per tre anni il 30 per cento degli oneri di urbanizzazione a un piano straordinario per l’edilizia scolastica“. Anche se probabilmente non sarebbe sufficiente a risolvere la situazione.

Il diritto alla salute è di tutti, ma dei bambini di più.

ROBERTA CACCIALUPI

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