🔴 Niente più birra e polpette al BAR RATTAZZO: le ordinanze anti-Covid segnano la fine dello storico locale milanese

Chiude definitivamente uno dei locali simbolo della movida milanese, colpito dalla crisi post Covid dopo avere già perso lo scorso dicembre il suo storico papà Piero. Per i familiari è impossibile andare avanti così

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Bar Rattazzo

Il Modello Milano comincia a perdere i suoi pezzi migliori, quei locali che hanno fatto dell’aggregazione sociale e della valorizzazione del tempo libero il loro punto di forza. Piero aveva aperto in Porta Ticinese nel 1961, l’attività stava per raggiungere il grande traguardo dei sessant’anni, ma i familiari hanno gettato la spugna, perché nelle condizioni imposte in questo periodo, in cui stare insieme è diventato pericoloso e si è quasi costretti a fare gli sceriffi per evitare multe salatissime, non ha senso andare avanti.

Così si legge sulla pagina Facebook:

“Comunichiamo che il Bar Rattazzo non riaprirà definitivamente, mai più. Il Covid-19 con le chiusure e le ordinanze non ci consente più di ripartire”.

Non lascia speranza a un ripensamento il messaggio, duro e potente come un pugno nello stomaco. E se ci fosse stato Piero, lui che avrebbe fatto? I suoi eredi non hanno dubbi:

“Piero non c’è più, purtroppo o per fortuna, perchè in un periodo come questo il suo animo non avrebbe retto! E il bar senza di lui ha perso definitivamente la sua anima…ci spiace, il dolore è soprattutto nostro. Però bisogna capire quando è il momento di lasciar andare quello che di materiale ci lega alle persone che abbiamo ed ameremo per sempre”.

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I clienti storici porteranno nel cuore il ricordo delle mitiche polpette di Piero, che accompagnavano il bicchiere di vino fin dagli Anni Settanta. Nel 2016 perfino la BBC gli aveva dedicato un servizio, ribattezzandolo come “il santo patrono della gioventù”.

Leggi anche: Milano, chiude il bar Rattazzo: “Le ordinanze non ci consentono di riaprire”

ALBERTO OLIVA

  

 


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Alberto Oliva
Dopo la laurea in Scienze dei Beni culturali, si diploma in regia alla Scuola d’Arte drammatica Paolo Grassi nel 2009. Nel 2012 vince il Premio Internazionale Luigi Pirandello come migliore regista emergente. È giornalista pubblicista iscritto all’Ordine. Collabora con QN Quotidiano Nazionale dal giugno 2013, curando la rubrica Anime Nascoste che esce tutte le domeniche sulle pagine de Il Giorno ed è autore della pagina settimanale dedicata alle Botteghe Storiche di Milano. Ha realizzato due edizioni della guida Scoprire Milano uscita in allegato con Il Giorno nel giugno 2014 e nel giugno 2016. Ha realizzato con il contributo del Comune di Milano due edizioni della guida alle Botteghe Storiche di Milano uscita in allegato con Il Giorno nel giugno 2017 e nel giugno 2019. Ha pubblicato il libro L’odore del legno e la fatica dei passi / Resto in Italia e faccio teatro con Atì editore nel dicembre 2013 che racconta la sua testimonianza di trentenne che lavora nell’ambito culturale in Italia. Con l’attore Mino Manni fonda l’Associazione I Demoni, con cui realizza il Progetto Dostoevskij che comprende Notti bianche, La confessione, Ivan e il Diavolo, Il giocatore, cui si aggiunge Delitto e castigo (2017) prodotto dal Teatro Franco Parenti e la nuova produzione L’Idiota (2019/2020). Collabora con L’associazione Vivaio dal 2015 e con Milano Città Stato dalla nascita del progetto.