Milano vista dai TRENTENNI: “la nostra città straordinaria”

trentenni-Social Factor_foto by Valentina Masi
trentenni-Social Factor_foto by Valentina Masi

È da qualche settimana che ci rincorriamo con Silvia Rossi. Non molliamo, vogliamo sapere cosa pensa di Milano una 30enne doc, di cosa offre e cosa manca a questa città, di quello che può dare e ricevere una “generazione di mezzo”: che si è trovata schiacciata dall’ultima grande crisi economica, alle prese con l’evaporazione del tempo indeterminato, abbastanza giovane per non essere vecchia, ma appena troppo in qua per non essere veramente nativa digitale.
Silvia è tra l’altro co-fondatrice del blog I Trentenni e co-autrice del romanzo “Hai detto trenta?” edito da Rizzoli, battezzato da Alessandro Cattelan alla prima uscita ufficiale alla Santeria Social Club un mese fa e volato già alla prima ristampa (ragazze e ragazzi acquistate e regalate per Natale, che andiamo alla seconda!).
Dicevamo, che fatica riuscire a strapparci mezzora per parlare, anche solo al telefono… “È vero, si corre in tutti i sensi – dice Silvia – sono le 17.30 è sto guidando, forse è questo l’unico momento, in alcune giornate, dove sono libera”.

Trentenni-Silvia-Ilaria-Sfefania_foto by Claude Seggi
Trentenni-Silvia-Ilaria-Sfefania_foto by Claude Seggi

Milano è troppo stressante?
“Direi di no, ti dà tantissime opportunità ma poi quando sei in ballo non puoi permetterti certo di fare pause. Oggi oltre che sul nostro progetto I Trentenni – dove insieme a Ilaria e Stefania produco video, contenuti fotografici, articoli, incontri e ultimamente tante presentazioni del nostro libro – lavoro a X Factor”.

Silvia è co-autore e volto del progetto digital Social Factor sponsorizzato da Intesa Sanpaolo: si va in diretta fb sulle pagine di X Factor e Sanpaolo per 20 minuti prima della diretta del giovedì e poi sui tre neri pubblicitari. Di fatto si tratta di una vera controprogrammazione rispetto a X Factor, anche questa completamente live.
Prima di saltare in X Factor ha lavorato nel team autorale di EPCC con Alessandro Cattelan che quest’anno ha avuto anche la parentesi del teatro. A gennaio sarà in radio ancora al fianco del conduttore.

“È bellissimo lavorare con lui, è creativo, ha tante idee, è un fuoriclasse. Però non vivi più… in senso bello. È una persona e un professionista che non si accontenta, vuole il massimo. Chi lavora intorno a lui lo sa e alla fine il risultato che ne esce lo possono apprezzare tutti”.

Insomma, salti da un lavoro all’altro, ogni volta una nuova sfida, ma…
“Io sono una delle migliaia di persone che fanno parte della generazione di mezzo, quella che a un certo punto della sua vita si è fermata e ha detto: ‘che cazzo mi invento per sopravvivere?’ Da questa grande crisi che ci siamo trovati sulle spalle, grazie alla rete, alla tecnologia, a tante persone che abbiamo incontrato lungo la strada, abbiamo trasformato gli svantaggi in vantaggi…
Ma, appunto, essendo una vera trentenne non ho mai avuto un contratto a tempo indeterminato e non credo che lo vedrò mai…”.

Ma ti piacerebbe averlo? Magari qui a Milano.
“Be’, in effetti no… Per il tipo di professione che faccio e per il mio carattere, mi sentirei legata, troppo. Ho imparato a gestirmi il tempo per sfruttarlo al meglio.
Milano è la città che in Italia, lavorando nel mondo digital e della comunicazione, che offre più possibilità di dialogo, confronto, crescita. Anche Roma si sta attivando molto con numerose iniziative, ma per ora Milano è certamente più avanti. Nel nostro progetto I Trentenni come maggiore seguito abbiamo proprio Milano, poi Roma, Torino e via dicendo.
La nostra generazione si è ritrovata a dover sopravvivere da libera professionista. Dopo aver terminato un contratto di collaborazione in una redazione ed essere diventata freelance, mi sono dovuta inventare un lavoro. Ho iniziato svegliandomi la mattina e andando a lavorare nei locali dove fai colazione, mangi, ti connetti, incontri persone, fai nascere idee.
Questo è stato e continua ad essere uno dei punti di forza di Milano: creare occasioni di network, non solo da parte delle tante grandi aziende, ma anche di numerosissime piccole realtà che ti danno la possibilità di raccontarti. Non so se è Milano o sono le persone che la vivono che rendono possibile questo”.

trentenni-Social Factor_foto by Valentina Masi
trentenni-Social Factor_foto by Valentina Masi

Come è cambiata Milano negli ultimi anni?
“Si sta facendo tanto, tantissimo: eventi pubblici e privati, dal design alla moda non sono io che devo sottolinearlo. Ecco, forse solo il cinema è ancora un po’ debole…
Forse è un po’ più pericolosa o quantomeno molto meno tranquilla di un tempo, almeno questo è il percepito, sia nelle periferie che in centro. Ma come opportunità è una città straordinaria…”.

Come i trentenni vorrebbero la Milano del futuro?
“Dalle storie che ci arrivano, una città con sempre più servizi, facile da vivere, capace di  assecondare le necessità di chi la vive e la vivrà un domani adulto perché oggi è ancora giovanissimo. Siamo comunque sulla buona strada”.

trentenni-Silvia Rossi e Manuel Agnelli
trentenni-Silvia Rossi e Manuel Agnelli

Cosa manca a Milano?
“Le manca un po’ di costanza, nel senso che ci sono alcune iniziative eccellenti che poi però finiscono senza essere rilanciate. Le manca anche l’attenzione verso tante piccole cose: ad esempio si parla tanto di diritti delle donne, della famiglia: ma perché – ad esempio – teatri e cinema non hanno aree bimbi dove le mamme/papà possono lasciarli e vedersi un film in pace senza rinunciare a questo e tanti altri fattori di una vita ‘normale’?”.
E non essere “costretti” ad andare all’Ikea dove le aree giochi ci sono eccome.

Lavori a Milano, ci passi la quasi totalità della tua vita e…
“Sì è vero, amo tantissimo Milano, ma mi piace rilassarmi in provincia. Sto sempre in città, però il cinguettio degli uccellini per me è fondamentale per dormire tranquilla. Ilaria è il contrario. Lei non riesce a dormire senza i rumori cittadini di sottofondo. Stefania è arrivata a 17 da Messina, è diventata milanese doc e ora da un paio d’anni si è trasferita a Roma dove continua a essere impegnata anche sul nostro progetto”.

Il tuo quartiere preferito di Milano?
“Isola senza dubbio. Lo frequento da sempre, quando era ancora ‘periferia’, non troppo ben frequentato e dovevi guardarti bene intorno quando uscivi da un locale. Oggi è semplicemente sensazionale. Un’altra zona che mi sta appassionando è NoLo, intorno a piazza Morbegno. Dal Ghe pensi mi a tanti altri locali, ti senti sempre a casa”.

Silvia, oggi hai 36 anni. Tra 4 anni cambierete il nome al sito e scriverete un altro romanzo?
“Sicuramente avremo ‘formato’ i nuovi Trentenni… E noi saremo pronte per nuove avventure, non bisogna mai fermarsi! Magari su I Quarantenni!”.

Ci vediamo su Facebook per il Social Factor della finalissima 2018 di X Factor! E poi per altre nuove sfide!

Qui i Link SOCIAL de I Trentenni

 

FLAVIO INCARBONE

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Flavio Incarbone
Giornalisti si nasce o si diventa? Scrivo professionalmente da oltre 20 anni e la risposta mi interessa relativamente: l'importante è cercare di essere da stimolo in progress. Amo anche la psicologia, in particolare quella che è rimasta per millenni sotto le ali della grande filosofia, quella dell'inconscio freudiano e non ultimo del filone umanistico-esistenziale. Sono preoccupato da un'umanità che sembra essere al capolinea (e con essa la natura), ma sono felice perché i tempi sono obbligatoriamente maturi per riscoprirci davvero.