1928: un TRAM chiamato desiderio

foto andrea cherchi (c)
foto andrea cherchi (c)

Stava per cominciare l’estate e io, come sempre, correvo, questa volta verso Piazza Cincinnato per prendere il tram 1, al volo. Le colleghe mi stavano già aspettando da HUG per programmare un evento.

Mentre mi affretto perché vedo che il tram si è appena accostato alla pensilina, il giovane conducente ATM scende e con un arnese cerca di liberare il binario da un ostacolo; scorgendo il mio affanno, mi dice “non corra, finché non risalgo io, da qui non ci si può muovere”. “Ah, grazie” rispondo sorridendogli, e lui mi porge il braccio e portandomi verso la vettura tramviaria, mi chiede, occhi negli occhi: “Principessa, lasci che la conduca io, dove preferisce?”.

Ed io, per un attimo mi assento, sembra che ogni cosa assuma colori e forme diverse, accetto il suo invito, infilo il mio braccio sotto al suo e, rallentando anche il respiro per raccordare il passo, rispondo “dove vuole, basta che sia in capo al mondo”!

Come una novella Alice, mi accomodo sulla panca e mi guardo intorno con stupore: le persone intorno a me sono carte da gioco, il vagone, che scricchiola e profuma di legno, appare come un mezzo d’altri tempi che mi sta conducendo in un altrove da meraviglia e chissà se tornerò mai dalle mie colleghe, forse voglio stare qui, tra le carte da gioco e il campanellino che trilla, ogni tanto; resto in attesa del Cappellaio Matto, il Bianconiglio, che guarda affannosamente l’orologio, è arrivato in Via Venini; ed è sparito … forse era il suo cambio turno?.

I Tram “Tipo 1928” sono quelli dei desideri, perché:

  • Costruiti tra il 1927 e il 1931 e denominati “tipo 1928- serie 1500”, hanno un fascino che conquista
  • Originariamente a due porte, qualche anno dopo si decise di aggiungerne una terza per facilitare i flussi dei passeggeri e l’accesso al salottino fumatori in coda alla vettura.
  • Nel 31 la postazione del bigliettaio, che stava normalmente in centro, viene spostata all’ingresso per consentire il pagamento della corsa.
  • Dopo 91 anni esatti sono ancora in circolazione a Milano, con 150 vetture che ti conducono tra passato e futuro;
  • Non appena prendi posto, puoi cominciare a vivere nella favola che più ti si addice, e che forse, desideri;
  • Per i più sofisticati e romantici, c’è anche una super cena esclusiva “sull’ ATMosfera” godibile mentre la vista panoramica su Milano cambia, durante il suo transitare.
  • I conducenti sono Bianconigli unici che corrono, sferragliano, mentre dirigono ciascuno di noi verso destinazioni magiche, basta saperle cogliere.

Tanto desiderati anche fuori dai confini cittadini il Tipo 28 fa successo e diventa da esportazione:

  • In California: nel 1983 venne organizzata dalla Camera di Commercio di  Francisco l’Historic Trolley Festival, La vettura inviata da Milano, al termine della manifestazione, venne donata alla Città di S Francisco aprendo così la strada all’importazione delle successive vetture che ancora oggi circolano nella città californiana.
  • Nel settembre 2010 un’altra Ventotto, la 1503, è arrivata a Bruxelles, circolando per un breve periodo in occasione del 125º anniversario dell’UITP (International Association of Public Transport)
  • Nel 1959 fu utilizzata a Madrid, dove circolava già dal 1935, nelle riprese del cortometraggio Se vende un tranvía, dove figurò per l’occasione con la matricola 108
  • Inoltre è presente in alcune città italiane, da Saronno alla provincia di Varese, e in altre città occidentali che oltre ad utilizzare il tipo 28 per il trasporto pubblico, ingaggiano questo mezzo in eventi o location particolari.

Ora che ci penso, se nessuno l’avesse ancora fatto, mi piacerebbe organizzare a Milano dei poetry slam su questi bellissimi tram, magari ogni 21 del mese, così cadrebbero in occasione dei solstizi, degli equinozi e della giornata mondiale della poesia. Ecco, questo è il mio desiderio.

LUISA COZZI

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