I BORGHI ANTICHI e le SETTE SORELLE VERDI del “polmone di Milano”

E' il municipio più verde, con i borghi più antichi e, forse, le più grandi potenzialità di Milano

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I Borghi del Municipio 7

Sui suoi 31 km² (1/6 della superficie milanese) troviamo ben 7 parchi, dato che lo rende il municipio con più aree verdi della città. Non solo: la sua identità è data dalla costellazione dei suoi diversi borghi animati da uno spirito di autonomia.

I BORGHI ANTICHI e le SETTE SORELLE VERDI del “polmone di Milano”

Il Municipio 7, il più occidentale tra i nove municipi milanesi, ha svariate risorse che lo rendono un’area variegata e dalle grandi potenzialità di sviluppo.

Sui suoi 31 km² (1/6 della superficie milanese) troviamo ben 7 parchi, dato che lo rende il municipio con più aree verdi della città. Suddiviso tra le macrozone di De Angeli, San Siro e Baggio, quest’ultimo rappresenta anche il suo quartiere più antico, già luogo natale di Papa Alessandro II (1010-1073), ricordato per i suoi aspri contrasti col Sacro Romano Impero e le sue ingerenze negli affari vaticani, essendo al contempo l’artefice di un riavvicinamento con la Chiesa di Costantinopoli.

L’identità del Municipio 7 è data dalla costellazione dei suoi diversi borghi, in gran parte periferici, animati da uno spirito di autonomia che riesce a tenere lontani i ritmi frenetici della città. Una dinamica non priva di rischi.

# Il Municipio più verde: le sette sorelle

municipio 7
La pace del Boscoincittà

Il Parco Annarumma, Il Parco di Baggio, il Parco Valsesia, il Parco delle Cave, il Parco di Trenno, il Boscoincittà, il Parco del Centenario: sono le sette sorelle verdi del Municipio 7, con le ultime quattro a sconfinare – il Parco del Centenario a Trezzano sul Naviglio, il Parco delle Cave, il Parco di Trenno e il Boscoincittà nel Parco Agricolo Sud Milano.

In tempi in cui, giustamente, si parla sempre più di vivibilità nelle grandi metropoli, di qualità dell’aria, tutela dell’ambiente e biodiversità (senza dimenticare il mai sopito progetto tutto milanese del Parco Orbitale), questo Municipio di Milano diventa un punto di riferimento, vero e proprio polmone verde della città. Soprattutto se pensiamo al Boscoincittà. Voluto dalla ONLUS Italia Nostra, una delle più antiche associazioni ambientaliste italiane, da 60 anni a salvaguardia dei nostri beni culturali, artistici e naturali, è un parco pubblico con una flora, un’avifauna e una fauna selvatica molto floride e caratteristiche.

Ma anche al Parco delle Cave, pieno di cascine storiche oltre che sede di quattro vecchie cave per l’estrazione di sabbia e ghiaia, dalle quali prende il nome.

# Borghi campagnoli a Milano

municipio 7
“Che i grossi borghi campagnoli restino tali e non si agghindino con lussi cittadini”

Cascine da campagna brianzola o martesana, fontanili, sagre delle fragole e corse degli asini: non sono cose che ci si aspetterebbe di trovare a Milano, eppure sono parte integrante dello spirito del Municipio 7.

Nel quartiere di Muggiano, pur lambito dall’orrenda e asettica Tangenziale Ovest, troviamo infatti cascine come quelle della Guascona e della Guasconcina che ci immergono immediatamente nella Milano perduta. Sempre a Muggiano, oltre che nel limitrofo quartiere Assiano, possiamo ammirare i fontanili (o risorgive), cioè punti dove vi è l’incontro di strati geologici di differente permeabilità idrica, caratteristica che favorisce la fuoriuscita dell’acqua presente nelle profondità della Terra: il motivo per cui Milano è sorta qui è dato proprio dall’essere in corrispondenza di una delle tante linee dei fontanili presenti nella Pianura Padana, che è anche la ragione per cui abbiamo una falda acquifera così ricca.

Il Figino, invece, conserva ancora oggi il carattere di piccolo borgo rurale, risultando un caso più unico che raro a Milano di quartiere staccato dall’area edificata della metropoli, non essendo ancora stato raggiunto dall’espansione edilizia. È ancora possibile respirarvi l’atmosfera da inizio Novecento, quando era considerato il quartiere delle fragole, per le quali aveva quasi l’esclusiva della fornitura alla cittadinanza milanese: in loro onore si teneva persino una Sagra delle Fragole, la cui ultima edizione risale purtroppo agli anni della Seconda Guerra Mondiale.

Ma non tutte le tradizioni sono andate perdute: a Baggio, da pochi anni, grazie all’intervento del Consiglio del Municipio, è stata reintrodotta l’antica Corsa degli Asini, avviata nel 1628, poi soppressa, consistente in una gara di asini tra le vie più antiche del borgo. Forse l’istituzione più simile al Palio di Siena che abbiamo in città. L’asino è considerato un simbolo del quartiere grazie a una novella tramandata nei secoli, con protagonista un contadino, un campanile e un asino: secondo la storia spuntò dell’erba in cima al campanile della Chiesa di Sant’Apollinare e un contadino tonto, per toglierla, vi issò un asino affinché la brucasse.

Baggio conserva anche la tradizione secolare della sua sagra, tutt’oggi un’occasione per riscoprire antiche tradizioni culinarie, di artigianato, di usi e costumi folkloristici, la quale dura solitamente tre giorni, culminanti proprio con la corsa degli asini, nella terza domenica di Ottobre. Dulcis in fundo, a Baggio si trova anche l’interessantissima Cascina Linterno, dove soggiornò Francesco Petrarca: nell’emblema del Municipio 7 si trova il capitello di una colonna propria di tale cascina, sulla quale furono incise le iniziali del poeta, FP.

# L’altra faccia della medaglia: gentrificazione e spopolamento

Municipio 7
Un rendering di Borgo Sostenibile, un progetto di riqualificazione del quartiere Figino

Come tutto quanto oggi è più georgico che financial district, il Municipio 7 rischia di pagare la sua anima rurale e avulsa dal grande balzo in avanti meneghino, sia per motivi esogeni (la volontà di speculare sugli spazi ancora rimasti vergini o presunti tali) sia per motivi endogeni (la volontà di trasferirsi degli abitanti, soprattutto giovani, che si sentono tagliati fuori dallo zeitgeist).

La necessità di dare nuova vita a questi borghi periferici diventa quindi impellente, anche per evitare che si trasformino in quartieri dormitorio sulla falsariga di alcuni comuni dell’Hinterland. Progetti come quello del parco giochi nel Boscoincittà nella zona tra Figino, Trenno e Quinto Romano, voluto da un’associazione tra i genitori dell’area e gli ortisti di Maiera, Borgo Sostenibile di Figino, che ha ampliato l’offerta abitativa realizzando 323 appartamenti di varie tipologie a basso impatto ambientale, Una Piazza per Muggiano e Muggiano in Musica, sono essenziali perché il Municipio sappia affacciarsi alla Milano del dopo EXPO senza perdere la sua identità.

Per questo motivo, sarà decisivo proseguire sui percorsi sopracitati, tutte iniziative nate dal basso con l’intento di inserirsi al meglio nel contesto storico-sociale, dando voce agli abitanti della zona invece che cedere alle sirene dei soloni ciarlanti di non meglio definite e chiaroscure riqualificazioni.

Continua la lettura con: Milano Ovest 2030: i progetti di rilancio

HARI DE MIRANDA

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Giacché questa è la verità: ho abbandonata la casa dei dotti e ne ho chiusa la porta dietro di me.