AUTOSTRADE, TAV, CIRCLE LINE: le infrastrutture che mancano per una grande Milano

Le inefficienze nelle infrastrutture trasportistiche milanesi: cosa serve davvero?

Tangenziale Ovest Esterna
Credits: quattroruote.it - Tangenziale Ovest Esterna

Milano è una delle aree più interconesse d’Italia, ma non mancano pecche infrastrutturali, come strade sottodimensionate e altre sottoutilizzate oppure ferrovie e metropolitane mai realizzate.

Se l’area cittadina è servita discretamente, lo stesso discorso non si può fare per chi si muove nell’area metropolitana.

A. Le strade mancanti

#1 – TANGENZIALE OVEST ESTERNA O TOEM

Tangenziale Ovest Esterna
Credits: quattroruote.it – Tangenziale Ovest Esterna

Si sarebbe dovuta chiamare TOEM (Tangenziale esterna ovest Milano): 40 chilometri a scorrimento veloce tra Melegnano e Magenta, come potenziamento dell’anello tangenziale esterno di Milano, per connettere la A4 per Torino con la A7 per Genova e la A1 per Bologna.

A seguito però di molteplici audizioni con i rappresentanti delle comunità locali il progetto ora è stato così ridimensionato: la riqualificazione della SP 40 “Binaschina” limitatamente alla tratta di connessione tra la A1 (nei pressi dello svincolo della Tangenziale Est Esterna di Milano) e la A7, oltre a un rafforzamento del sistema viabilistico a sud-ovest di Milano, come il collegamento Milano – Magenta, con la variante di Abbiategrasso e la riqualificazione della SS 494 “Vigevanese”.

Forse un’occasione mancata, ma il motivo di questa scelta di riqualificare a tratto di superstrada invece che di tangenziale è dovuto alla necessità di salvaguardare la produzione agricola del territorio milanese.

#2 – L’AUTOSTRADA DELLE MONTAGNE 

Bormio è una delle mete più vicine per chi vuole sciare partendo da Milano. Nonostante sia distante circa 190 km è raggiungibile però in non meno di 3 ore:  l’inefficienza strutturale non consente di ridurre la durata del viaggio.

Ci sarebbe bisogno di un’ “autostrada delle montagne” che consenta di dimezzare il tempo necessario a raggiungere Bormio, Livigno e tutta la parte alta  della Valtellina.
Anche in previsione delle Olimpiadi invernali del 2026 è un’infrastruttura di cui Milano non può fare a meno.

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B. Tangenziali e autostrade deserte

TEEM - Tangenziale Est Esterna
TEEM – Tangenziale Est Esterna

#3 TANGENZIALE EST ESTERNA O TEEM

L’ultima tangenziale realizzata a Milano è l’A58 o Teem e insieme alle altre tangenziali milanesi, compone il più esteso sistema Italiano di tangenziali intorno a una città, per una lunghezza complessiva maggiore di 100 km. La tangenziale A58 connette, sul versante est di Milano, la A4 con la A1 passando per la A35.

L’utilizzo di questa tangenziale è rimasto ancora sotto le aspettative, probabilmente per il costo del pedaggio, a differenza della gemella “interna” che invece è gratuita.

La TEEM era stata concepita per alleviare il problema del traffico dalla tangenziale esterna ed intercettare a monte il flusso di veicoli proveniente da Lodi, Crema e Treviglio per distribuirlo in maniera diversificata prima di entrare in città: inoltre la connessione con 3 autostrade per Bologna, Venezia e Brescia avrebbe favorito ulteriori fluidificazioni del traffico automobilistico.

Un modo per renderla appettibile? Testare settimane a prezzi shock, magari anche gratis, per capire se effettivamente questa infrastruttura può essere rilanciata.

#4 AUTOSTRADA BREBEMI

L’autostrada più discussa degli ultimi anni, che come la TEEM è stata realizzata attraverso il Project Financing, ha dovuto richiedere sovvenzioni statali per coprire i costi di realizzazione e gestione a causa dell’insufficiente afflusso di auto e camion dovuto, soprattutto all’elevato costo del biglietto, inizialmente addirittura il triplo della parallela A4 che scorre più a nord.

L’obbiettivo della Brebemi era di collegare in maniera più rapida e diretta Milano con Brescia, senza passare per Bergamo: il risultato è stato raggiunto, ma con prezzi ampiamente oltre la media.

Gli sconti non sono stati al momento sufficienti per coprire l’emorragia di ricavi e utenti, seppur l’insediamento di aziende insieme alla relativa diminuzione del traffico delle arterie locali ha migliorato la situazione. Inoltre ci sono poi alcuni tasselli mancanti:  tra l’intersezione con la TEEM e la tangenziale esterna dove la SP103 e SP14 devono esser ancora trasformate in superstrade e le interconnessioni con Pedemontana e Tangenziale Sud di Brescia

Fino a quando non verranno completate queste opere difficilmente Brebemi e di conseguenza TEEM potranno avere risultati migliori.

C. TAV per località turistiche

L’alta velocità è un fondamentale per connettere città molto distanti tra di loro, ma alcune località non godono della stessa considerazione.

Treno alta velocità in Stazione Centrale
Treno alta velocità in Stazione Centrale

#5 TAV VERSO LA VERSILIA E NIZZA

Il collegamento di Milano con la Liguria è sempre stato difficoltoso e se il mezzo da utilizzare è il treno i tempi possono dilatarsi. L’esigenza di un treno AV tra Milano e Genova è una priorità per il turismo e l’economia in generale, oltre a creare un corridoio di importanza a livello europeo.

Ci si potrebbe però spingere oltre, scendendo a est verso le cinque terre e Livorno, e ad ovest per raggiungere velocemente la Costa Azzurra. La costa tirrenica ligure e toscana potrebbero accogliere più facilmente e comodamente chi vive a Milano e i molti turisti che arrivano in città che decidano di trascorrervi le vacanze senza l’obbligo di percorrere le autostrade con la propria automobile.

#6 VENEZIA DISTANTE COME ROMA 

Alta Velocità Milano-Venezia
Credits: ilsole24ore.it – Alta Velocità Milano-Venezia

La linea AV Milano-Venezia sarà completata non prima del 2028, 37 anni dopo la prima pianificazione, 33 anni dopo l’inizio della progettazione e dopo 25 anni di cantieri. È il record assoluto a livello europeo per durata dei lavori nella costruzione di una tratta ferroviaria di nuova generazione (insieme al traforo del Brennero che però ha tempi tecnici di realizzazione più lunghi e in questi anni ha incontrato meno resistenze sul territorio). L’opera è solo in parte in esercizio visto che ad oggi la linea è costruita nelle tratte Milano-Brescia e Padova-Mestre.

Il confronto tra la tratta Milano-Venezia e la Milano-Roma è impietoso: per percorrere un terzo di percorso il risparmio di tempo arriva a soli 20 minuti, davvero incredibile.
Sapere che prima di 10 anni non ci saranno miglioramenti è veramente inaccettabile.

D. Le metropolitane devono circondare Milano

Il tasto dolente è sempre quello: la mancanza di linee circolari. Per quanto negli ultimi anni la città abbia incrementato il ritmo di costruzione di nuove linee metropolitane e prolungamenti, la rete avrà 140km di binari nei prossimi 10 anni e tra 3 anni e mezzo aprirà la quinta linea, ma non sono previste nuove linee a percorso circolare.

L’unica circle-line prevista è quella sul percorso della linea suburbana S9 che avrà treni dedicati e altre stazioni in città con frequenze da metropolitana, che transiterà in superficie e che sarà comunque un anello monco: la parte ovest non è prevista e pare mai lo sarà.

#7 LE CIRCLE LINE DELLE TANGENZIALI

Se si volessero realizzare delle vere metropolitane circolari, oltre a prevedere di trasformare la circolare filoviaria 90-91 in una vera linea di forza con corsie totalmente preferenziali e asservimento semaforico, il percorso ideale dovrebbe ricalcare quello delle tangenziali:

  • Interna: seguendo il percorso delle tangenziali nord, est e ovest.
    Una metropolitana circolare di questo tipo intercetterebbe i pendolari all’esterno del Comune di Milano e consentirebbe di interscambiare con tutte le linee metropolitane radiali, le linee tranviarie e numerose linee di autobus.
  • Esterna: seguendo il percorso della TEEM e della superstrada che sostiuisce il progetto della TOEM.
    In questo caso il bacino di utilizzatori sarebbe quello compreso tra la circolare interna e i confini della Città Metropolitana, ovvero milioni di persone.

Nell’ottica di rendere ancora più efficienti queste infrastrutture il controllo di Trenord dovrebbe ovviamente passare nelle mani di ATM per uniformare il servizio in termini di efficienza, grafica delle stazioni e livree dei treni utilizzati.

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FABIO MARCOMIN

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Come In Un Bosco

1 COMMENTO

  1. E la desiderata autostrada delle montagne dove verrebbe costruita? il Fondovalle Valtellinese non mi sembra che lasci Ampi margini per un infrastruttura del genere e i suoi manufatti accessori…

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